giovedì, Ottobre 28

Germania: produzione a sorpresa in negativo field_506ffb1d3dbe2

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Il varo di manovre monetarie straordinarie di rilancio dell’economie, come l’acquisto di bond governativi o di altre attività da parte della Banca centrale europea, è possibile, ma rappresenterebbe una sfida immensa. Yves Mersch, membro del Consiglio direttivo dell’Eurotower, ha ammesso che un Quantitative Easing europeo – ovvero l’adozione di una politica monetaria in stile statunitense, come fa la Federal Reserve da anni – è una ipotesi che potrebbe essere concretizzata. Stando a quanto riportato da ‘Reuters’, il governatore della Banca del Lussemburgo dal 1998 ha precisato che «definire il portafoglio di obbligazioni governative degli stati dell’area euro e poi acquistarli rappresenterebbe immense sfide di natura politica, legale ed economica per la Bce».

Quanto all’ipotesi di un tasso sui depositi negativo, misura presa in considerazione dal consiglio esecutivo di Francoforte, sarebbe vista come un incentivo per fare in modo che le banche trasferiscano fondi all’economia reale, invece che tenerli depositati presso la Bce. Tuttavia Mersch ha avvertito della sussistenza del rischio che, con una decisione del genere, le banche finiscano per imporre costi più alti ai loro clienti, rendendo i prestiti ancora più costosi.

Gli analisti di BNP Paribas sono del parere che a prescindere dai pericoli che comporta, la Bce sarà costretta a varare un programma in stile Quantitative Easing nel 2014. Nonostante le sfide immense  citate da Mersch, la banca francese riconosce che l’istituto centrale dovrà intraprendere iniziative non convenzionali se vorrà combattere l’inflazione ancora bassa e alimentare la crescita. Nel suo rapporto Global Strategy Outlook, BNP Paribas osserva che «il quadro attuale in Europa appare particolarmente cupo».

Una dimostrazione l’ha offerta la sorprendente discesa della produzione industriale in Germania, segnando un meno 1,2% in ottobre per rispetto al mese precedente. Si tratta della contrazione maggiore da maggio. I dati, che si confrontano con il -0,7% di settembre, sono stati accolti freddamente dagli analisti, che puntano il dito contro le scelte politiche. Il mercato in media prevedeva un recupero dello 0,8%.  Annalisa Piazza di Newedge parla di numeri «molto deludenti», che «indicano tutto tranne che un avio di trimestre solido».

Secondo Christian Schulz, della banca Berenberg, le imprese «hanno sicuramente rinviato i loro piani di investimenti a dopo le elezioni». E i dati sembrano suggerire che hanno prolungato l’attesa, vista la lunga fase di trattative tra Cdu e Social Democratici per formare un governo di grande coalizione. Da parte sua il Tesoro tedesco insiste con il dire che si tratta di un fattore temporaneo e che la produzione migliorerà nei mesi successivi.

In un’intervista concessa al ‘Sole 24 Ore’, Jens Weidmann ha osservato che anche il suo Paese ha bisogno di riforme. In ambito di politica monetaria, il numero uno della Bundesbank sottolinea che la Bce ha già tagliato i tassi a novembre e che bisogna valutare gli effetti indesiderati di ogni ulteriore mossa. Nonostante l’immagine uscita in passato negli articoli stampa e le sue dichiarazioni sibilline, a giudicare dall’intervista la sua linea non si discosta molto da quella di Mario Draghi, in fin dei conti. Anche Weidmann ricorda che l’istituto è pronto ed è «in grado ad agire» se necessario.

L’unica nota di consolazione arriva dal Portogallo, dove l’economia ha confermato il suo ritorno alla crescita nel terzo trimestre. Il Pil è aumentato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Secondo l’Ocse le propsettive economiche sono in continuo ma timido miglioramento in Francia. In ottobre l’indice composito avanzato ha mostrato un aumento dello 0,19% rispetto a settembre. La seconda potenza economica dell’area euro si trova in una fase di «inflessione positiva della crescita».

L’Olanda dal canto suo deve vedersela con una lunga e tortuosa strada della ripresa, per usare le parole pronunciate dalla Banca centrale nazionale, in quello che è solo l’ultimo avvertimento in ordine di tempo sulle condizioni economiche fiacche di Amsterdam. La Nederlandsche Bank (DNB) vede un rialzo timido dello 0,5% nel 2014, in sintonia con le anticipazioni di S&P. L’agenzia di rating ha privato il Paese del giudizio di tripla A la settimana scorsa. Nel 2015 la crescita prevista è dello 0,9%. Niente di trascendentale, colpa anche della fine del boom creditizio, che aveva aiutato l’Olanda a uscire da una fase di recessione.

In Italia, dove il Superindice ha segnalato una ripresa timida, un fattore di instabilità lo potrebbe portare l’elezione di Matteo Renzi alla segreteria del PD. Già oggi il sindaco di Firenze, forte di una vittoria nettissima alle primarie, potrebbe incontrare il primo ministro e compagno di partito Enrico Letta. Sarebbe il primo faccia a faccia ufficiale nei rispettivi ruoli. Dopo aver indicato oggi i nomi dei componenti della nuova segreteria, domani il nuovo leader dovrebbe anche riunire i gruppi parlamentari, secondo quanto riportato da ‘Reuters’.

Nonostante le dichiarazioni di facciata di sostegno all’esecutivo di larghe intese, dall’alto del suo appena conquistato ruolo di leader del primo partito d’Italia, Renzi punta a guidare il Paese. Durante la campagna per le primarie ha anche minacciato di ‘finish’ l’esecutivo. Questo elemento potrebbe mettere pressione sul Governo. Politicamente parlando, il PD è ora un animale a due teste e una di queste, il nuovo segretario 38enne, sa che non le conviene aspettare fino al 2015 per indire nuove elezioni.

Renzi potrebbe decidere di sfruttare i suoi alti livelli di popolarità attuali e cercare di andare al voto prima di allora, dopo aver cambiato la legge elettorale, l’unico punto in cui il PD è veramente unito su tutta la linea. Letta da parte sua può contare sul fatto che dei partiti rappresentati in parlamento solo il MoVimento 5 Stelle è d’accordo. Tra qualche giorno Renzi dovrebbe incontrare ancora Letta, ma stavolta insieme ai leader della maggioranza di governo – compreso il vice premier Angelino Alfano, alla guida del Nuovo Centrodestra nato dalla scissione con Forza Italia – per siglare un nuovo programma di Governo.

«Renzi dovrà trovare un equilibrio delicato con il Primo Ministro Letta se vuole massimizzare le sue possibilità di diventare il nuovo Premier», scrive in una nota ai clienti Wolfango Piccoli, direttore della ricerca di analisi dei rischi politici Teneo Intelligence. «Resta desideroso di diventare Primo Ministro e spera di andare alle elezioni anticipate».

In Italia il sistema bancario non riesce a sostenere l’economia.con i rubinetti del credito che rimangono ben chiusi. Gli ultimi numeri diffusi da Bankitalia parlano di un crollo record per i prestiti a famiglie e imprese nel mese di ottobre. Stabili su base mensile le sofferenze bancarie, ma a livelli massimi (+22,9% rispetto al 2012). I prestiti alle famiglie sono scesi -1,3% su base annua dopo il -1,1% del mese precedente. In generale, i prestiti al settore privato hanno sofferto una contrazione su base annua del 3,7% (-3,5% a settembre).

Molto critico il Codacons nel commentare i dati sul ‘credit crunch’: è «scandaloso che le banche si tengano i soldi invece di fare il loro mestiere di rimetterli in circolo ed è ancora più vergognoso che, quelle rare volte che li prestano, lo facciano a caro prezzo, con spread assurdi ed ingiustificati, a fronte di un costo del denaro ai minimi storici». «Alcune banche – denuncia il Codacons – hanno concesso finanziamenti «applicando addirittura tassi da usura». Come conseguenza l’invito a «chi è strozzato» dalle rate del mutuo o di un prestito è quello di partecipare ad una azione legale, verificando se sono state superate le soglie previste dalla legge. Dall’inizio della crisi la stretta alle imprese è stata di 70 miliardi di euro e 62 miliardi non dati alle famiglie per l’acquisto di una casa.

 

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