giovedì, Maggio 6

Germania, ordine pubblico: media e Alternative für Deutschland

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Nell’agosto scorso su uno sperduto prato poco lontano dal confine serbo-ungherese una giornalista fece lo sgambetto a un profugo che correva, assieme a molti altri, per entrare nello spazio Schengen. Il gesto, odioso e inspiegabile, fece in mezz’ora il giro del mondo. E con la stessa rapidità l’Ungheria si ritrovò al centro di una dura campagna mediatica internazionale. Ci sono voluti invece quattro giorni interi prima che la notizia degli assalti a donne e ragazze sulla Piazza del Duomo di Colonia la notte di San Silvestro da parte di giovani dall’aspetto arabo, arrivasse alla televisione di stato tedesca e ai grandi quotidiani.

Dopo aver taciuto per i primi tre giorni dell’anno, è stato solo a seguito di articoli sulla stampa locale della città renana che lunedì 4 gennaio la redazione del telegiornale pubblico nazionale ha fatto un sondaggio su twitter con l’istruttiva domanda: «Cosa ne pensate? Come dovrebbe dare il telegiornale la notizia sulle violenze di Colonia?». A onore del vero, va detto che i giornalisti della ZDF hanno poi fatto seguire le loro scuse per il ritardo informativo, anche se accompagnate da molti distinguo (la polizia aveva dato poche notizie, si voleva essere certi di non creare panico e via dicendo). Già varie volte nei mesi scorsi si era parlato di un’autocensura dei media tedeschi su violenze che sarebbero avvenute nei centri di raccolta o fuori di essi ad opera di immigrati, come se non fosse fisiologico che su un milione circa di persone si trovi anche qualche malintenzionato.

Denunciare col massimo clamore lo sgambetto della giornalista ungherese e tacere sulle violenze compiute da pochi immigrati sono scelte che derivano da buone intenzioni, ma oltre un certo limite rischiano di diventare controproducenti. Sono mesi ad esempio che in Germania il Partito Alternative für Deutschland (AfD) denuncia quella che alcuni suoi dirigenti definiscono con un espressione ruvida «la stampa delle menzogne» ovvero, in forma meno aggressiva, «la stampa di Pinocchio». L’AfD, un Partito di destra di recente creazione (2013), ha iniziato la polemica con i grandi organi di comunicazione proprio per il fatto che questi ultimi, con pochissime eccezioni, sostengono i vantaggi dell’immigrazione africana e asiatica in Europa, anche a prescindere dai modi con cui essa avviene. Modi che non solo, a giudizio dell’AdF, non tengono conto delle leggi in vigore ma, soprattutto, contrastano con la volontà della maggioranza dei cittadini. Nel sostenere in maniera acritica la linea della Cancelliera Merkel si segnalano in particolare i canali della televisione di Stato.

Ora, fra l’AfD e i media si è innescata una serie di riflessi condizionati. Più quel Partito protesta per la politica immigratoria ‘antidemocratica’ in atto spalleggiata dai media, più i media, che ritengono di dover svolgere un ruolo educativo sui lettori, si preoccupano di non dare materiale agli slogan ‘islamofobi’ dell’AfD.

Ora, il 4 marzo si terranno in Germania le elezioni per il rinnovo di tre Parlamenti regionali: in Baden-Württenberg, Rheinland-Pfalz e, nella parte orientale del Paese, Sachsen-Anhalt. L’AfD non è ovviamente presente in nessuno di questi, per i quali si è votato cinque anni fa, ma ha superato lo sbarramento dei 5% in cinque Parlamenti regionali eletti negli ultimi due anni. In particolare l’AfD ha segnato buoni successi soprattutto nei territori orientali, cioè dell’ex DDR, arrivando in Sassonia a sfiorare il 10%.

C’è molta attesa per vedere come il Partito se la caverà soprattutto nel popoloso Land del Baden-Württenberg e si considera che un suo ingresso in questo Parlamento costituirebbe un avvenimento poco meno che epocale. Per impedire che ciò avvenga, i Partiti tradizionali, aiutati appunto dalla maggioranza dei media, presentano l’AfD come il pendant tedesco del Front National e comunque gli riservano la stessa definizione di nazional-populista o, in alternativa, di estremista di destra (di qui ad attribuirgli poi velatamente simpatie naziste, il passo è breve).

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