giovedì, Settembre 16

Germania: oltre la legge la Sharia Polizei Predicano la legge islamica in nome dell'ordine pubblico: sono La Sharia Polizei

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Sharia Polizei


Berlino
Sven Lau ha 33 anni, é un cittadino tedesco nato a Mönchengladbach, una città tedesca nella regione occidentale della Renania-Vestfalia, e fino ad un paio di anni fa era il capo dei vigili del fuoco della cittadina, con un passato tra slot machine e droga. Ora Sven si fa chiamare Abu Adam, ha una lunga barba, si é convertito all’Islam ed é uno dei piú rumorosi esponenti del movimento salafita in Germania. Viste le premesse, Sven é sicuramente un ragazzo che sa come giocare con il fuoco soprattutto per innescare una tempesta di stupore e sbigottimento tra i media, le istituzioni e l’opinione pubblica tedesca. La sua ultima iniziativa é balzata alla cronaca sia perché ha riportato sulle pagine dei quotidiani il problema dell’integrazione, in una regione della Germania con il piú alto tasso di cittadini musulmani, sia perché ha mostrato, in un primo momento, delle istituzioni tedesche immobili, incapaci di reagire davanti ad una provocazione che ha scosso notevolmente l’opinione pubblica.

Sven é il principale promotore delle azioni della Sharia Polizei, squadre di barbuti uomini vestiti con giubbetti arancioni, che un paio di mesi fa si aggiravano per le strade di Wuppertal, altra cittá tedesca della regione sul Reno, predicando, con atteggiamenti descritti al limite della violenza, la legge islamica e comportandosi come una vera e propria squadra dell’ordine pubblico. Il movimento salafita non é nuovo a questo genere di intimidazioni pubbliche, considerando che giá lo scorso Giugno, a Bonn, dopo un raduno, qualche giovane predicatore salafita era stato trovato per le strade mentre mostrava insistenza verso alcune ragazze per convincerle ad indossare il velo o mentre rimproverava un giovane che aveva bevuto dell’alcool durante un party.

Il caso di Wuppertal, nonostante fosse un’iniziativa ‘promozionale’ mirata a trovare sostenitori per la realizzazione di una nuova moschea nella medesima cittadina, creó, peró, piú clamore, provocando fin da subito il disgusto della popolazione e trovando le istituzioni pubbliche in un primo momento impreparate ed impossibilitate ad agire contro le azioni di questa nuova pseudo-polizia. Piú di una dozzina di giovani salafiti, tra i 19 e i 30 anni, furono infatti messi sotto inchiesta ma non fu possibile arrestarli in quanto allo stato delle cose non commessero nessun tipo di reato: “Il fatto di spiegare e predicare delle regole religiose non é un crimine”, spiega Wolf-Tilman Baumert, pubblico ministero di Wuppertal. Il giovane predicatore morale Sven conosce bene la legge tedesca e sa bene come agire e come comunicare per non ricadere sotto la responsabilitá penale.

La Sharia Polizei non é legittimata a far rispettare la legge, specialmente se la legge in oggetto non é quella dettata dalla Costituzione tedesca. «L’intenzione di questa gente é quella di intimidire e provocare, facendo leva sulla loro ideologia che viene considerata sopra le altre. Noi non permetteremo che ció avvenga», ha affermato il sindaco di Wuppertal, Peter Jung, subito dopo le azioni morali del gruppo di islamisti. Ma i commenti a caldo, all’epoca dei fatti, non arrivarono solo dalle autoritá locali. Anche membri del Governo nonché esponenti dei principali partiti politici intervennero nel dibattito. Peter Tauber, Segretario generale del partito Christian Democratic Union (CDU) disse: «Dobbiamo confrontarci con i Salafiti nel modo piú rigoroso possibile. Abbiamo bisogno di prendere dei provvedimenti il piú veloce possibile. È stato un grande errore quello che ha compiuto la coalizione Rosso-Verde[coalizione dei partiti di sinistra e centro-sinistra che ha governato la Germania tra il 1998 e il 2005]. Hanno cambiato la legge e cosí la propaganda anti democratica non viene piú considerata come un reato.Dobbiamo cambiare velocemente questa legge. Lo stato deve dimostrare che non esiste tolleranza verso le ideologie e le organizzazioni che si dimostrano contro la legge tedesca».

Il gruppo di giovani salafiti con l’aspirazione di salvare il mondo dal peccato é solo un piccolo pezzo del meccanico problema di integrazione che giace da anni sui tavoli del potere, considerando anche gli alti flussi migratori verso la Germania degli ultimi decenni.

Sono sempre di piú gli episodi di intolleranza, che poi sfociano anche in scontri violenti, che nascono da una profonda incapacitá di confrontarsi, specialmente tra i rappresentanti delle nuove generazioni di immigrati. Le statistiche sottolineano una crescita costante del movimento dei Salafiti, che raccoglie il consenso soprattutto tra i giovani musulmani o nuovi convertiti, a dimostrazione che specialmente i piú piccoli risentono della crisi di questo periodo. Crisi da intendersi non solo politica ed economica, ma soprattutto ideologica, che contribuisce alla continua formazione di nuove organizzazioni che nascono con l’intento di imporre un nuovo sistema di regole distanti da quelle ufficiali dello Stato.

Difatti mentre il movimento fondamentalista islamico si guadagna le attenzioni dei media nazionali ed internazionali, e sui social network Sven Lau viene descritto come il paladino della nuova giustizia divina, basta dare un’occhiata al suo profilo Facebook, altri gruppi organizzati, spesso di natura neo-Nazi, stanno conquistando l’attenzione di nuovi membri.

Nello specifico, un gruppo, Die Rechte (La Destra) in contemporanea con l’evento di Wuppertal formó un suo corpo di nuovi vigilantes dell’ordine pubblico chiamato Stadtschutz Wuppertal (le guardie cittadine di Wuppertal) con l’obiettivo evidente di contrapporsi alla Sharia Polizei. In un comunicato ufficiale del gruppo si legge: «Se nella nostra cittá ai Salafiti é permesso pattugliare le zone pedonali in nome della Sharia Polizei e la polizia permette quindi la pentrazione delle loro maldicenze all’interno del distretto regionale, allora é giusto che venga composto un gruppo di orientamento opposto. Ispirati dal modello di successo della Stadtschutz di Dortmund e dopo una serie di allenamenti, in meno di 48 ore abbiamo formato la Stadtschutz Wuppertal. Insieme per piú sicurezza, piú legge e piú ordine nella nostra cittá – Die Rechte ‘Stadtschutz Wuppertal’».

I ragazzi non si fanno mancare niente. Un messaggio di propaganda vera e propria travestito da comunicato stampa. Il messaggio per le autoritá tedesche é chiaro: se non saranno loro a fermare i Salafiti, ci penserá il movimento neo-Nazi.

In un Paese che si presenta come il portavoce della libertá d’informazione e dove il riconoscimento dei diritti civili di ciascun cittadino é il tema centrale della maggior parte dei dibattiti, le ambizioni dei nuovi gruppi organizzati rappresentano una nota dolente per il sistema statale, incapace di trovare una soluzione e che si muove lentamente tra le sue stesse regole.   

 

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