mercoledì, Giugno 16

Germania: nuove speranze per la CDU dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt? Reiner Haseloff riconquista la guida del Land di Magdeburgo, battendo l’estrema destra dell’AfD. Anche il nuovo leader dell’Unione, Armin Laschet, può tirare un sospiro di sollievo e vantare un primo successo, ma la partita per le prossime elezioni federali rimane aperta

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Vittoria della CDU alle elezioni amministrative in Sassonia-Anhalt, il Land tedesco tra i principali teatri della storia teutonica: dalla Riforma Protestante alle conseguenze economiche e sociali della Caduta del Muro di Berlino. Qui, tra Hannover e Berlino, vivono 2,2 milioni di persone (superiore solo a Turingia e Meclemburgo-Pomerania Occidentale, sempre dell’ex DDR), con l’età media più alta (47,9 anni) e il reddito pro capite più basso di tutta la Germania, essendo l’agricoltura il settore economico più importante a livello locale. Un contesto, dunque, che costituisce, tutto sommato, un’eccezione rispetto alla realtà nazionale tedesca e che, sicuramente, incide sulla politica locale, ma non su quella federale. 

Va subito chiarito che la CDU è storicamente il primo gruppo politico della Sassonia-Anhalt, ma alle elezioni regionali del 2016 il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ottenne il 24 per cento dei voti, un risultato che non era mai stato raggiunto da nessun partito di estrema destra nella Germania contemporanea. E gli ultimi sondaggi pre-elettorali davano come inevitabile l’exploit dell’AfD contro il 30 per cento, lo stesso risultato che aveva ottenuto nel 2016, previsto per la CDU.

Proiezioni fosche che avevano messo in allarme l’Unione Cristiano democratica visto che, tra l’altro, quelle in Sassonia -Anhalt sarebbero state le ultime elezioni locali, quindi un ultimo test prima del tanto atteso appuntamento delle elezioni federali del prossimo 26 Settembre, le prime senza l’inossidabile Angela Merkel che tre anni fa aveva annunciato l’intenzione di non ricandidarsi. 

Ebbene, nonostante le rilevazioni che preannunciavano la catastrofe per la CDU, l’Unione è riuscita a portare a casa il 36,2-37 per cento dei consensi, un risultato di gran lunga superiore a quello che previsto dai sondaggi e di oltre sei punti percentuali in più rispetto al 2016. L’AfD non ha superato il 22,5%, con un leggero calo rispetto al 2016 e ben lontana dalla spallata che si pensava potesse assestare.Terzo posto per la Linke, che dal 16,3% del 2016 non raggiunge l’11%. Crollano i socialdemocratici dell’SPD con l’8,4% in calo di quasi due punti percentuali rispetto a cinque anni fa, seguiti dai Verdi, in crescita rispetto al 5,2% del 2016, con il 6,2%, e dai liberaldemocratici che, con il 6,5-6,8% superano la soglia del 5% potendo così rientrare nel Landtag dopo il fallimento alla scorsa tornata elettorale quando rimasero bloccati al 4,9%. In termini di seggi nel nuovo parlamento statale a 97 membri, la CDU avrà 40 seggi, 10 in più rispetto al 2016. L’AfD avrà invece 23 parlamentari (prima ne aveva 25). La Link si riduce a 12 seggi (contro i 16 del 2016), la SPD 9 (contro gli 11 del 2016), i Verdi guadagnano 6 seggi (contro i 5 del 2016). Infine l’FDP entra al parlamento di Magdeburgo con 7 membri.

La CDU ha ottenuto un “risultato sensazionalmente buono”, ha commentato dopo i primi exit-poll il segretario generale della CDU, Paul Ziemiak. Non era scontato soprattutto a seguito degli scandali sulle mascherine, i cosiddetti ‘masks affairs’. I protagonisti sono Nikolas Löbel e Georg Nüsslein, due deputati della CDU, dimissionari (solo il primo anche dagli incarichi parlamentari) su pressioni dei colleghi di partito, per aver incassato, rispettivamente, 250mila euro e 660mila euro dagli accordi governativi per l’acquisto di mascherine durante la prima ondata della crisi sanitaria. 

Per la verità, nonostante rientrino entrambi negli ‘affari sulle mascherine’, afferiscono a due circostanze differenti: lo stesso 34enne Löbel, originario proprio del Baden-Württemberg in cui si voterà domenica, ha reso noto che una società a lui riconducibile aveva guadagnato 250mila euro per aver fatto da intermediaria tra un fornitore di mascherine e due aziende private. A sua discolpa ha detto di aver preso parte alla trattativa non nella sua veste politica bensì in quella di imprenditore, e di aver ottenuto un pagamento in linea con i prezzi del mercato. 

Per il 51enne esponente dell’Unione Cristiano-Sociale (CSU, alleato bavarese della CDU), Nüsslein, parlamentare dal 2002 e attualmente vice capo del gruppo che riunisce i due partiti,  risulta, invece, indagato per corruzione ed evasione fiscale, ed è accusato di aver fatto pressione sul governo federale per incaricare un fornitore di mascherine in cambio di 660mila euro. Per questo motivo, il Bundestag ha votato all’unanimità la revoca della sua immunità parlamentare e i dirigenti dei vari partiti al Parlamento hanno richiesto ai loro deputati di firmare una dichiarazione in cui metto nero su bianco di non aver tratto vantaggi economici dalla lotta alla pandemia. 

Altri due scandali hanno travolto la CDU: uno di questi riguarda Axel Fischer, già membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa dal 2010 al 2018, sarebbe indagato per corruzione in Germania per le azioni compiute in quegli anni: dai magistrati gli viene contestata l’accettazione di soldi dall’Azerbaigian in cambio del voto su mozioni e risoluzioni pro-azere. Un guazzabuglio che ha costretto il Parlamento a togliere l’immunità parlamentare per consentire le indagini. 

Un altro scandalo ha coinvolto Philipp Amthor, avvocato 28enne, militante fin da giovanissimo  nella CDU dove si è costruito una posizione importante, tanto da venire designato come candidato presidente per le elezioni nello stato di Meclemburgo-Pomerania che si terranno a settembre. Due anni fa, nel 2019, di Amthor era stata rivelata l’attività di lobbying per una società tecnologica americana, di cui appariva nel consiglio di amministrazione. Dopo aver ammesso di possedere delle quote della società, aveva concluso qualsiasi rapporto con l’azienda. 

Non ultimo, lo scandalo sollevato dalla Bild am Sonntag e che coinvolge il ministro della Salute Jens Spahn, che per lo Spiegel avrebbe voluto distribuire gratuitamente mascherine non perfettamente collaudate a senzatetto, persone con disabilità e disoccupati. «Un atteggiamento scandaloso», ha dichiarato il leader dell’SPD Norbert Walter Borjans. Di tutta risposta Spagna ha parlato di accuse “inaccettabili”, assicurando come la sicurezza delle mascherine sia una priorità. «Che l’Spd punti a rendere insicuri senzatetto e persone con disabilità, per avere consensi, dà più un’idea di quali siano le condizioni in cui si trova il partito che della sicurezza delle mascherine».

I risultati elettorali oggi sono “un chiaro messaggio” contro l’estrema destra tedesca, ha detto il confermato Premier cristiano democratico, il 67enne Reiner Haseloff. È innanzitutto di quest’ultimo la vittoria, conquistata con competenza e dedizione, dimostrata anche nella difesa dei diritti e degli interessi dei tedeschi della Germania orientale, spesso a costo di tensioni e scontri con il governo federale tanto che un’indagine ad urne chiuse ha stabilito che l’81% degli intervistati ha giudicato molto positivo il suo lavoro. Una sorta di ‘rendita da governatore’.

In questo modo, il governatore ha intercettato una parte dei voti di protesta che l’AfD aveva fatto suoi, non mancando, però, andando contro ad una parte della CDU locale, di ribadire l’impossibilità di un’alleanza con il partito di estrema destra, nelle cui fila non mancano nel-nazisti o nostalgici, o con il partito di sinistra Die Linke. “La grande, grande maggioranza ha fatto una scelta democratica e ha tracciato una chiara linea di demarcazione per la destra”, ha detto Haseloff.

Secondo ‘Der Spiegel’, Haseloff è riuscito ad ottenere “ciò che nella Germania dell’Est è sembrato così difficile per la Democrazia Cristiana finora: ha attirato gli elettori dall’AfD alla CDU. … Haseloff lo ha fatto attenendosi a una rotta conservatrice, autentica, contro Berlino e anche prendendo le distanze dai Verdi. Per la CDU della Germania dell’Est, che negli ultimi anni ha faticato a trovare il giusto approccio per affrontare il forte AfD, è probabile che il corso di Haseloff venga emulato e crei un precedente. … Conservatore, sì. Cooperazione con l’estrema destra per far passare posizioni conservatrici, certamente no. Con questa combinazione, la CDU può ottenere ancora una volta forti vittorie nelle elezioni in Oriente”. Erodere il consenso dei partiti di estrema destra facendo proprie le istanze di quegli elettori scontenti, che era, per certi versi, la filosofia di Franz Josef Strauss.

Non a caso, intervistato dalla televisione tedesca Ard, Haseloff ha detto che la ragione sul successo della CDU è stata l’unità del partito, che, al Congresso, era apparso spaccato tra i centristi della linea Merkel, di cui Laschet è considerato erede, e i conservatori alla Merz. Durante la campagna elettorale il neo leader del partito Laschet aveva tentato di usare proprio il ‘nemico’ AfD per attirare quanti più voti possibile: «Chiunque voglia assicurarsi che avremo chiare strutture democratiche in Sassonia-Anhalt deve votare per Reiner Haseloff in modo che la CDU sia il partito più forte e l’AfD stia al suo posto, cioè all’opposizione», aveva detto Laschet martedì alla radio Deutschlandfunk. È l’approccio di Merkel: nonostante le critiche di snaturare l’identità del partito, meglio spostarsi verso il centro piuttosto che allearsi con l’estrema destra. 

In fondo, sottolineare, da parte di Haseloff, l’unità del partito come elemento fondamentale per il successo alle urne vuol dire attribuire il merito anche al nuovo Presidente della CDU, Armin Laschet, la cui leadership, essendo considerato erede di Merkel e poco popolare nella base, era parsa debole e, perciò, aveva suscitato molte perplessità circa la possibilità di successo alle elezioni federali rispetto al concorrente alla candidatura a cancelliere, il leader della CSU Markus Soder. La vittoria in Sassonia-Halt conferisce nuova linfa alla corsa per la cancelleria di Laschet, soprattutto perché l’Est della Germania è andato orientandosi sempre più verso destra: «Ha vinto anche Armin Laschet e questa vittoria mette il vento alle vele della CDU per le elezioni politiche», ha detto il capogruppo cristiano-democratico al Bundestag, Ralph Brinkhaus, ma va anche ricordato che al congresso di gennaio Reiner Haseloff non sosteneva Laschet per il quale, in quest’ottica, le elezioni nel Land di Magdeburgo possono essere lette come un successo a metà.

Per parte sua, anche Martin Reichardt dell’AfD, ha detto di poter “essere molto soddisfatto del risultato elettorale”. La spallata non c’è stata, ma la decrescita, nonostante siano state deluse le speranze di mandare un ‘segnale’ a Berlino e sorpassare CDU, non hanno impedito al partito di estrema destra, che ha candidato Oliver Kirchner, di confermarsi la seconda forza politica nel Land dell’Est, dove è riuscita a farsi portavoce delle frustrazioni dei tedeschi orientali verso l’Ovest. In questa tendenza, e le elezioni di due giorni fa lo ribadiscono, AfD ha di fatto ormai preso il posto della Linke, uscita sconfitta dalle urne, ma che per molti anni era ritenuta la paladina dei cittadini dei Land dell’Est che fino al 1990 facevano parte della DDR. Peraltro, l’AfD della Sassonia-Anhalt appare dominata dall’ala più estremista del partito, che di recente è stato attenzionato dai servizi di intelligence tedeschi perché sospettato di attività anticostituzionali. E negli ultimi mesi, addirittura, ha fatto campagna soprattutto contro le restrizioni sul coronavirus, con manifesti che chiedevano agli elettori di andare alle urne per mostrare “resistenza“.

Un’altra grave sconfitta è quella dell’SPD mantre crescono, seppur di poco e meno del previsto, i Verdi che sembrano non riuscire ad ingranare con i loro cavalli di battaglia green nei Land orientali, sebbene, nel 2019, nel confinante Brandenburgo, ottennero il 10,8%. Quello di domenica è un risultato piuttosto magro alla prima prova elettorale da quando i Grüne hanno scelto, lo scorso aprile, Annalena Baerbock come candidata cancelliere alle elezioni di settembre. E se i sondaggi nazionali gli attribuiscono una forte crescita, qui la situazione è piuttosto diversa. Comprensibile dato il contesto economico e sociale dove non attecchisce l’onda verde e, secondo Baerbock, le cause del mancato boom sarebbero da rintracciare anche nel fatto che in Sassonia-Anhalt molti elettori hanno voluto impedire che AfD diventasse decisiva per governare, scegliendo il voto utile per la Cdu di Haseloff.

Il riconfermato governatore Reiner Haseloff, ha governato nell’ultima legislatura con un sostenuto da una coalizione Kenya formata da CDU, SPD e Verdi. I numeri sarebbero sufficienti per riproporre la stessa formula anche nella prossima legislatura. “Non sarà facile formare una coalizione” di governo, avrebbe già chiarito Haseloff, il quale si è detto pronto al dialogo con tutti tranne che con AfD. Un’altra opzione potrebbe essere un’alleanza Germania formata da CDU, SPD e Liberali oppure una coalizione Giamaica composta da CDU, Verdi e Liberali.

Difficile dire se quello in Sassonia-Anhalt possa essere considerato paradigmatico per le elezioni federali. Una lezione, però, anche nel resto d’Europa e in Italia, dovrebbe essere ormai chiara: anche con il nuovo leader della CDU, l’europeismo rimane centrale e se si vuole vincere, la strada non è guardare a destra.

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