venerdì, Aprile 16

Germania: nuova potenza, nuove responsabilità field_506ffbaa4a8d4

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La Germania è stata per anni un gigante economico e un nano politico, come si usava dire in modo quasi proverbiale. Poi, oltre che economico, è diventata anche un gigante politico, restando comunque un nano militare. Adesso anche su quest’ultimo campo la Germania assume una dimensione più corrispondente alla realtà e si prepara a calzare, per dir così, gli stivali del gigante.

Non avviene questo per una decisione improvvisa ma al termine di un ampio processo di rivalutazione del ruolo del Paese nel settore della sicurezza internazionale. Tale processo è stato avviato ufficialmente due anni fa alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza del 2014, ha poi visto il coinvolgimento, da parte del Governo, di molte risorse intellettuali e sociali del paese (dai centri di ricerca specializzati, alle università, alle associazioni civili, incluse anche le chiese maggiori) e si è concretizzato infine nel Libro bianco presentato ieri dal Governo al Bundestag, che costituisce indubbiamente una svolta epocale nella concezione  dell’impegno militare tedesco.

L’ultimo Libro bianco ‘sulla politica d sicurezza e il futuro dell’Esercito’ datava 2006 e si muoveva ancora in un orizzonte ristretto, in sostanza mantenendo la Germania all’ombra della tutela militare anglo-franco-americana. E questo tutto sommato vantaggiosa postura aveva portato a trascurare le spese militari, tanto che, qualche tempo fa, non solo l’ammodernamento ma perfino la manutenzione dei mezzi aveva raggiunto un punto critico.

Diversi fattori esterni (in particolare la comparsa dello Stato Islamico e l’inattesa crisi ucraina) hanno contribuito a scuotere i tedeschi da una certa apatia verso questi problemi, ma un peso importante è da attribuirsi anche al fattore interno, alla mutata percezione che la Germania ha ormai del proprio ruolo, che è sempre più quello di potenza egemonica in Europa e con forti interessi globali.

In effetti il Libro bianco non nasconde che il Paese ha ormai compiuto un ‘profondo cambio culturale’, e che ora non si concepisce più soltanto come unpartner affidabile della Nato e degli altri Stati occidentali, ma intende invece «partecipare in modo attivo alla definizione della strategia». La Germania è «pronta ad impegnarsi tempestivamente, decisamente e sostanzialmente», quando ritenga ciò necessario, ed è intenzionata già nel breve periodo «ad assumere una responsabilità e un ruolo guida internazionale».

Su questo sfondo, non sorprende che il Libro bianco si soffermi in diversi punti sulla possibilità che la Bundeswehr, venga utilizzata anche al di fuori di operazioni di polizia internazionale ovvero senza il patrocinio di organizzazioni internazionali come l’ONU o la Nato. D’ora in poi entra ufficialmente nella concezione militare tedesca l’impiego di soldati anche sulla base di semplici accordi bilaterali, stretti fra la Germania e lo stato che eventualmente chiede assistenza. A Berlino non ci si augura certo che questa diventi prassi frequente, ma tempo fa simili dichiarazioni avrebbero suscitato allarmi all’interno e all’estero, mentre oggi sembrano poco meno che naturali. Intanto su richiesta espressa del governo lituano, le truppe Nato che verranno stazionate in maniera stabile nel paese baltico saranno tedesche sotto comando tedesco.

In linea con questi sviluppi e alla vigilia della presentazione del Libro bianco, la Cancelliera Merkel ha annunciato con un discorso programmatico al Bundestag che nel corso di un anno solare il budget per la difesa aumenterà di 2 miliardi di euro, passando da 37 complessivi del 2016 ai 39 del 2017. L’incremento per le spese militari sarà poi costante fino al 2020 quando la Germania vi avrà destinato il 2% del proprio bilancio, così come era stato deciso al vertice Nato di Cardiff nel 2014 (attualmente solo sei stati su 28 rispondono a questo criterio). L’anno prossimo in Germania si svolgono elezioni generali e teoricamente potrebbe essere in carica un Governo diverso dall’attuale, ma non ci si immagina che il percorso stabilito possa essere sostanzialmente modificato.

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