mercoledì, Dicembre 1

Germania: l’Italia meta preferita degli investimenti tedeschi Le ragioni dell’interesse crescente da parte delle imprese teutoniche verso il mercato italiano: ne parliamo con Stefano Nigro e Alexander Angerer

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Riguardo le ragioni che rendono il mercato italiano appetibile per le imprese tedesche interviene Alexander Angerer, Team Leader dell’International Business Development della Società di Servizi DEinternational della Camera di Commercio italo-germanica (AHK Italien), il quale ci spiega che “i motivi sono di triplice natura. Il primo motivo è la fortissima relazione economica esistente tra i due Paesi. Di conseguenza, molte società tedesche hanno fornitori in Italia; vista la crisi degli ultimi anni e per assicurarsi la continuità del fornitore, hanno avanzato delle ipotesi di acquisizione e di compartecipazione garantendosi un modo per assicurare la continuità della produzione e dell’attività economica in Italia (basti pensare al caso Bosch). Il secondo motivo è quello tipicamente commerciale: la decisione delle aziende tedesche di investire in una propria struttura assumendo del personale o acquisendo anche dei distributori per avere il controllo diretto della società e sfruttare meglio le potenzialità del mercato italiano, essendo insorta l’insoddisfazione da parte di realtà come distributori o altri intermediari che prima avevano portato dei risultati o essendo scemata la richiesta di alcune di queste strutture data la crisi. Il terzo motivo riguarda i progetti d’innovazione: una volta individuata la possibilità di utilizzare il know-how italiano all’interno dell’azienda tedesca, essa decide o di stabilirsi autonomamente e poi di assumere personale in Italia o di sviluppare progetti di joint-venture con delle società italiane, affinchè la relazione economica si rafforzi ancora di più in termini di capacità e di esperienze di entrambi i Paesi”.

Angerer specifica che, in questo campo, l’industria 4.0 la fa da padrona. Entrambi i Paesi, che sono rispettivamente al primo e al secondo posto nel quadro industriale europeo, devono cercare di mantenere il loro primato e svilupparlo. Quindi l’impegno politico deciso già nel 2016, di rafforzare ulteriormente questa partnership per far sì che l’industria continui ad essere presente in Europa, ha portato anche a queste iniziative.

“Per favorire la partnership commerciale tra Italia e Germania, noi ci rivolgiamo, in realtà, sia alle imprese tedesche sia a quelle italiane, in termini di promozione del rapporto nei primi passi del processo d’internazionalizzazione e successivamente di evoluzione”, conclude Angerer.

La Germania, dunque, ha rafforzato la propria leadership sul mercato italiano in termini di investimenti sottraendola agli Stati Uniti. ”Sostanzialmente fino al 2015, di fatto, gli Stati Uniti erano il primo Paese investitore”, dichiara Stefano Nigro, Direttore Coordinamento Attrazione Investimenti esteri dell’Agenzia ICE. “La Germania ha superato, di recente, gli USA soprattutto in termini di attrattività in tre ambiti, che segnano una crescita positiva di investimenti tedeschi in Italia. Innanzitutto, le PMI tedesche hanno investito nell’industria manifatturiera. Nell’ultimo anno e mezzo anche grazie agli incentivi dati dal governo, ma in generale c’è un interesse da parte delle PMI tedesche, che conferma un trend crescente di investimenti nei confronti dell’industria manifatturiera. Un secondo aspetto, correlato più ad un mercato che sta ripartendo, è legato al commercio all’ingrosso. Il terzo ambito riguarda il settore delle energie rinnovabili, soprattutto il fotovoltaico”, prosegue Nigro.

“Più che essere gli USA a perdere terreno in Italia, sembra che sia la Germania ad incrementare il proprio peso. Se andiamo a vedere i dati di due anni fa, gli investimenti degli USA sono sostanzialmente rimasti invariati o cresciuti relativamente poco. Ovviamente, si tratta di una perdita di quote di mercato relative da parte degli Stati Uniti, ma assistiamo ad un incremento di investimenti da parte della Germania che vede delle opportunità maggiori nel nostro Paese”, aggiunge il Direttore.

La specializzazione settoriale delle partecipazioni tedesche in Italia riguarda, in primis, il settore manifatturiero della meccanica, seguito dall’automotive. “E si segnala anche una crescita significativa del commercio all’ingrosso e al dettaglio, con oltre 800 imprese a partecipazione tedesca, e del settore dei servizi e delle energie rinnovabili”, precisa Nigro. E aggiunge che “il 50 % degli investimenti in Italia si concentra nell’Italia nord occidentale. E anche i dipendenti si trovano prevalentemente nel Nord d’Italia, data anche la vicinanza geografica tra l’Italia settentrionale e la Germania”.

Riguardo all’ammontare dell’investimento complessivo – in miliardi di euro – delle imprese tedesche in Italia, Nigro dichiara che “in termini di numeri e imprese, è di 1.357 investitori tedeschi in Italia. Il dato riguarda più che altro il fatturato generato dalle PMI tedesche, che ammonta a 64 miliardi di euro ed equivale, più o meno, al 18% del fatturato delle multinazionali estere in Italia. Inoltre, le imprese tedesche occupano 165.000 dipendenti. Qui, il dato più interessante è che gli investimenti francesi in Italia impiegano più persone rispetto a quelli tedeschi. Le imprese tedesche sono maggiori per numero rispetto a quelle di Francia e USA, ma hanno presenze dimensionalmente minori”.

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