mercoledì, Ottobre 20

Germania, la mano dell'ISIS sulla tentata strage di Ansbach field_506ffbaa4a8d4

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In Germania è ancora paura attentati. Ieri sera ad Ansbach, vicino Norimberga, ancora un attacco. Protagonista Mohammed Delel, rifugiato siriano morto nell’esplosione con la quale pensava di compiere una strage durante un festival musicale. Secondo le prime informazioni della polizia, l’uomo aveva presentato richiesta di asilo, che era stata respinta nel dicembre 2014 perché risultava una sua registrazione in Bulgaria e Austria. Nell’attacco ferite 15 persone, di cui 4 in modo grave. E l’Isis ha rivendicato l’attentato: «Una fonte di sicurezza ci ha confermato che l’autore dell’operazione martirio nella città di Ansbach in Germania è uno dei soldati dello Stati Islamico» scrive l’agenzia dello Stato Islamico Aamaq aggiungendo che «ha condotto l’operazione rispondendo agli appelli colpire e paesi della coalizione che combattono lo Stato Islamico».

A conferma di ciò anche il ritrovamento da parte della polizia locale in uno dei cellulari del siriano di un video in cui l’uomo minaccia di fare un attacco come rivalsa nei confronti dei tedeschi perché potrebbero distruggere l’islam. Inoltre avrebbe effettuato diverse telefonate prima dell’esplosione. Durante la perquisizione al centro di accoglienza per rifugiati dove viveva è stato trovato diverso materiale compatibile con la costruzione di bombe artigianali. La polizia federale nel frattempo ha annunciato che rafforzerà la propria presenza e visibilità in aeroporti e stazioni mentre è stata creata una commissione speciale con oltre 30 investigatori che guiderà le indagini sull’attentato di Ansbach.

Ma intanto si continua ad indagare sul killer di Monaco. Arrestato un 16enne amico, sospettato di essere stato a conoscenza del piano d’attacco al centro commerciale e di non avere informato le autorità, oltre di poter essere l’autore del falso annuncio su Facebook in cui si invitavano i ragazzi sul luogo della sparatoria. Ed emerge che Ali Sonboly preparava la sua strage da un anno e nel dettaglio. Ma non è tutto, perché un migrante siriano in attesa di asilo politico, stavolta senza legami con il terrorismo, ha ucciso a colpi di machete una donna che lavorava in un negozio di kebab a Reutlingen, vicino Stoccarda.

Si apre a Philadelphia la convention democratica che designerà ufficialmente Hillary Clinton come candidata del partito per le prossime elezioni presidenziali. A poche ore dal via l’annuncio che Michael Bloomberg sosterrà l’ex segretario di Stato e che mercoledì interverrà dal palco del Wells Fargo Center. Ma la Clinton non sembra poter riuscire a riunire il partito, colpa anche dello scandalo delle email che svelano i favoritismi dei vertici per l’ex First Lady a danno del senatore del Vermont Bernie Sanders. Rivelazioni che hanno portato alle dimissioni della presidente del comitato nazionale del partito, Deborah Wasserman Schultz. L’Fbi però sta indagando sull’hackeraggio che avrebbe portato alla divulgazione da parte di Wikileaks delle email, mentre un alto funzionario della campagna di Hillary Clinton ha accusato il governo russo di avere organizzato la diffusione. Una manovra che, secondo quanto scrive il ‘Washington Post‘, sarebbe stata orchestrata per aiutare Donald Trump. Ma da casa repubblicana si definiscono assurde le accuse.

Nel frattempo torna a parlare proprio l’avversario della Clinton, Donald Trump. E stavolta parte all’attacco di Francia e Germania: gli attacchi terroristici sono «colpa loro», dice il magnate alla ‘Nbc‘, e i cittadini di questi Paesi potrebbero essere soggetti in futuro «a controlli più stretti» prima di entrare negli Usa. «Sono totalmente compromesse con il terrorismo, hanno permesso a tutta questa gente di entrare nei loro territori». E sul piano economico lancia un’altra bomba: «Quando sarò eletto presidente farò uscire gli Stati Uniti dalla World Trade Organization (Wto) se il mio piano per tassare le aziende americane che importano sarà bloccato». E gli ultimi sondaggi lo premiano: secondo Cnn/Orc, il candidato repubblicano è al 48% delle preferenze contro il 45% della Clinton.

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