martedì, ottobre 23

Germania: la locomotiva d’ Europa si prepara alle elezioni La situazione economica della Repubblica Federale a pochi giorni dal voto

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Quando Angela Merkel divenne Cancelliera per la prima volta era il 2005 e la Germania era alle prese con diversi problemi: i suoi conti pubblici sforavano i parametri del patto di Stabilità, il suo tasso di disoccupazione superava l’11%.  A giugno 2017 era pari a 3,8%. Per una popolazione, pari oggi a 82,7 milioni di abitanti, il reddito medio pro-capite è passato dai 34.269€ del 2012 ai 37.817€ del 2017. Il 2016 si è concluso con un +1,7% di PIL facendo registrare alla Germania uno dei migliori risultati in ambito UE e una media del +1,% di inflazione annua, calcolata in base ai prezzi dei beni di consumo. La cosiddetta “austerità teutonica” garantirebbe, per il quarto anno consecutivo, il raggiungimento del pareggio di bilancio.

Questa austerità ha difatto più che dimezzato la disoccupazione. Non è tanto lontana nella memoria dell’ ex Cancelliere Schroder  la famosa legge Hartz IV che ridusse bruscamente i sussidi per i disoccupati e mise ko la decennale politica assistenzialistica. La Merkel non abolì la riforma e la Hartz IV decretò la sconfitta del Cancelliere socialdemocratico.

L’economia tedesca continua a sperimentare una rapida crescita anche  nel secondo trimestre del 2017. Secondo  i dati provvisori della riportati nell’ ultimo bollettino mensile,quello di agosto, della Bundesbank, nel secondo trimestre il PIL è cresciuto dello  0,6% rispetto allo 0,7% del precedente trimestre. La crescita del PIL è stata quindi molto più veloce della potenziale produzione in entrambi i trimestri. Ottimismo è il sentimento che si registra tra le imprese e i consumatori e buone speranze sembrano esservi per il periodo successivo.

Secondo Angela Merkel, il surplus commerciale della Germania non è “esagerato giunto al record dal Dopoguerra nel 2016,  circa 253 miliardi di euro, pari al 2,3% circa dell’ Eurozona. Gli Stati Uniti di Donald Trump sono insofferenti verso questo dato tant’ è che il nuovo Presidente, intervistato poco dopo l’ elezione, fece intendere che l’ egemonia della Germania sull’ Europa passa proprio attraverso l’ euro.

Complessivamente, la crescita del PIL nell’ attuale anno potrebbe anche essere un po ‘più forte di quanto previsto nella proiezione di giugno. Come nel primo trimestre, la forte la crescita del secondo trimestre del 2017 è dovuta principalmente alla flessibile ripresa dell’industria e del settore delle costruzioni, tanto nell’ edilizia abitativa, che in quella commerciale, non residenziale e pubblico.

Il boom del settore delle costruzioni continua e c’era un ulteriore considerevole aumento della produzione. Le esportazioni sono  ancora in aumento, principalmente grazie agli stimoli provenienti dai paesi area euro. Nuova linfa, riporta la Bundesbank nel bollettino mensile di agosto, hanno ricevuto gli investimenti in macchinari e attrezzature. Anche il consumo privato ha certamente contribuito alla crescita del PIL. A partire dall’ ultimo trimestre 2016, le esportazioni hanno continuato a crescere sebbene abbiano subìto un leggero calo nel corso del secondo trimestre 2017.

Certamente la forte domanda di prodotti tedeschi nei Paesi dell’ area euro ha contato molto mentre la vendita al di fuori dell’ area euro sembra essere più modesta: Regno Unito, Giappone, paesi OPEC i principali destinatari extra-Europa.  Forte decrescita, invece, per le esportazioni in Cina e Stati Uniti.

Il consumo privato è probabilmente aumentato notevolmente nel secondo trimestre come mostra l’ incremento delle vendite al dettaglio. Diminuiscono le immatricolazioni di auto, anche se non è dato sapere quanto abbia influito il “dieselgate”sui produttori tedeschi. Tendenza, però, che sembra essere costante da due anni. Scandalo, quello sui brand tedeschi, che verterebbe sul “cartello” organizzato dalle case automobilistiche per limitare i danni scaturiti dalla vicenda emissioni. Certamente l’ industria dell’ auto esprimerà un voto pesante a livello elettorale dato che comprende circa 800000 occupati.

Le importazioni sono salite ripidamente nel secondo trimestre 2017, in particolare quelle cinesi. Per quanto concerne il mercato del lavoro, la situazione è positiva. L’occupazione è aumentata, anche se non nella stessa misura dello stesso periodo 2016. C’è una contrazione nel segmento lavorativo a tempo parziale a basso reddito così come nel numero di lavoratori autonomi. La disoccupazione registrata è diminuita significativamente in termini trimestrali.  La crescita dell’occupazione è stata ampia in tutti i settori. Le uniche eccezioni qui sono state le finanziari e assicurativi.

Anche l’ immigrazione ha caratterizzato l’ economia e il mondo del lavoro tedesco. Il numero di cittadini non tedeschi in materia di posti di lavoro ai contributi previdenziali è aumentato di 331.000 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, che essa corrisponde quasi alla metà dell’incremento totale. La disoccupazione registrata è diminuita in modo significativo nel  secondo trimestre del 2017 . Su una media del rapporto periodo, la cifra di disoccupazione registrata è di 40.000 in meno rispetto al primo trimestre. Il tasso di disoccupazione destagionalizzato si colloca al 5,7% . Secondo i principali indicatori del mercato del lavoro, l’occupazione è probabile che si espanda nei prossimi mesi in modo molto simile il periodo in esame. La crescita salariale nel secondo trimestre  è rimasta moderata.

Le finanze pubbliche della Germania stanno continuando beneficiare del sottostante molto favorevole condizioni economiche. Di conseguenza, un notevole surplus è previsto ancora una volta quest’anno. Da un lato, i positivi sviluppi economici stanno attenuando il peso sulle casse pubbliche.

Finanziamenti supplementari sono stati destinati a settori quali infrastrutture, le forze armate. Spesa sulle pensioni e sull’ assistenza sanitaria è altresì destinata a salire in modo forte. Leggera diminuzione dell’ imposta sul reddito. Il rapporto debito è diminuito nel primo trimestre del 2017 al 66,9% (fine 2016:68,3%). Come le cose stanno attualmente, l’impostazione per il tedesco le finanze pubbliche rimarranno favorevoli nel medio termine.

L’  unica grande incertezza ruoterebbe intorno alla questione dei crediti incagliati nelle pance delle banche di proprietà del governo. Non va dimenticato che ci troviamo in una situazione di forte ribasso dei tassi di interesse frutto del Quantative Easing messo in campo dalla Banca Centrale Europea e questo se da una parte solleva quegli Stati che non hanno un forte debito, dall’ altra può generare scontento nei Paesi più fiorenti . Ed è per questo che la Germania, soprattutto nella veste del suo Ministro delle Finanze Shauble, vuole aumentare di nuovo i tassi di interesse. Proprio per tutelare i cittadini tedeschi che non hanno un debito ingente come quello di alcuni Paesi dell’ Europa meridionale. «Siamo contenti della competitività dell’economia tedesca». Se questo sia merito di Angela Merkel, toccherà ai cittadini valutarlo.

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