domenica, Novembre 28

Germania, ISIS dietro l’attacco al treno L'Europa trema ancora

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Continuano le purghe messe in atto dal presidente Recep Erdogan in Turchia dopo il fallito golpe. Ad oggi sono 9.322 le persone arrestate. Ultimo ad intervenire il ministero dell’Educazione turco, che ha annunciato di aver sospeso 15.200 dipendenti per sospetti legami con la rete che fa capo a Fethullah Gulen, accusata da Ankara di essere dietro al tentativo di colpo di stato, mentre la Presidenza turca per gli Affari religiosi (Diyanet) ha fatto sapere di aver allontanato 492 dipendenti, tra cui imam e docenti di religione, sempre per legami con Gulen. Chieste le dimissioni dei 1.577 rettori della Turchia, mentre è stata anche revocata la licenza d’insegnamento a 21 mila docenti che lavorano in scuole private, molte delle quali sono ritenute vicine sempre a Gulen.

Ed Erdogan insiste: «La pena di morte c’è negli Stati Uniti, in Russia, in Cina e in diversi Paesi nel mondo. Solo in Europa non c’è. In Turchia era stata eliminata ma non ci sono statuti irrevocabili». Sul golpe dice: «Se fossi rimasto nel resort di Marmaris 10 o 15 minuti in più, sarei stato ucciso o catturato». A rispondergli il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni: «E’ chiaro che non sta né in cielo né in terra di continuare un qualsiasi percorso negoziale con un Paese che reintroducesse la pena di morte, visto che tra i principi dell’Unione europea c’è ovviamente l’abolizione della pena di morte».

Si è aperta con il discorso di Melania Trump la convention repubblicana di Cleveland, che incoronerà giovedì Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca. «Mio marito è l’uomo giusto», ha detto alla platea. «Se volete qualcuno che lotti per voi, ve lo posso assicurare, è lui». Poi un discorso tutto teso all’esaltazione del marito, che ama la famiglia e il suo Paese più di tutto. Ma i lsuo intervento è subito finito al centro di feroci polemiche, visto che in alcuni passaggi avrebbe plagiato in maniera evidente quello pronunciato da Michelle Obama nel 2008 durante la convention democratica che incoronò Barack Obama candidato alla presidenza. Ma dallo staff di Trump è partita subito la difesa di Melania: «La sua esperienza di immigrata e il suo amore per l’America sono emersi nel suo discorso. Nello scrivere il suo splendido discorso, il team di scrittori di Melania ha considerato quello che è stato fonte di ispirazione nella sua vita e in alcuni passaggi ha incluso frammenti che riflettono il suo pensiero». Ma ormai i media e la Rete ha scovato i passaggi incriminati e l’evidenza ormai è lampante.

Infine in Egitto, dove la commissione parlamentare trilaterale sul caso  di Giulio Regeni ha confermato il rifiuto a condividere una parte dei materiali dell’inchiesta con gli inquirenti italiani. A confermarlo all’ANSA il deputato Tarek al Kholi, segretario della commissione Esteri della Camera egiziana, secondo cui le richieste italiane (ossia tabulati telefonici, acquisizione delel immagini delle telecamere a circuito chiuso e l’estradizione di tre persone) sono ‘incostituzionali’ secondo la legislazione egiziana.

 

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