sabato, Maggio 8

Germania: Esercito in 'caduta libera'?

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E’ possibile che la sostanziale marginalizzazione nel dibattito sociale e politico in cui per molti anni sono rimasti in Germania i temi della difesa, abbia prodotto una certa rassegnazione anche ai vertici che non hanno dimostrato grandi capacità gestionali, se è vero, come pare, che l’Esercito non riesce a farsi consegnare nei tempi previsti il materiale ordinato e di cui ha bisogno dalle stesse industrie tedesche. «C’è troppo poco di tutto», ha sintetizzato la situazione il rapporto Bartels. A ciò si aggiunge una certa carenza qualitativa, secondo gli esperti, della stessa produzione bellica europea: neppure i tedeschi sarebbero soddisfatti, ad esempio, delle prestazioni dei 140 cacciabombardieri Fighters che hanno recentemente acquistato (rispetto ai quali sarebbero ancora più affidabili i vecchi Tornado) né di quelle dei droni Hawks.

Questo quadro pare rispondere effettivamente alla realtà. Ma, paradossalmente, proprio perché è un quadro desolante, potrebbe aiutare Ursula von der Leyen, democristiana Ministro della Difesa, ad ottenere dal Parlamento il cospicuo aumento del budget per il suo dicastero che ha ieri ufficialmente richiesto. Si dovrebbero, secondo il Ministro, quasi raddoppiare i mezzi per la difesa, passando in breve dai circa 70 miliardi, cifra stanziata annualmente negli ultimi tempi, a circa 130 miliardi.

La richiesta avrebbe suscitato in un recente passato parecchie polemiche e perfino ironie, ma ora potrebbe invece avere buone possibilità di venire accolta. I partiti politici sentono che, a parte gli agguerriti e minoritari gruppi di pacifisti senza se e senza ma, l’opinione pubblica tedesca è in realtà convinta che il comparto della difesa debba quanto meno essere messo nelle condizioni di funzionare normalmente. Molte lettere ai giornali e molte interviste a cittadini comuni in reazione al rapporto di Bartels segnalano insofferenza per i casi di trascuratezza e imperizia segnalati. Addirittura si nota la tendenza anche ad ingigantire e generalizzare le disfunzioni, una tendenza che finora è stata caratteristica piuttosto dei paesi latini, dove sta provocando danni morali difficili da risanare in un prossimo futuro.

In Germania a questo stato d’animo negativo, e in qualche caso di vera e propria sfiducia ha molto contribuito il modo caotico con cui per mesi il governo ha gestito le massicce ondate migratorie in arrivo, in deroga agli accordi internazionali e alle stesse leggi tedesche. Vedere i poliziotti che alla frontiera limitavano la loro presenza a fare rapidi cenni con la mano per sveltire gli ingressi di migliaia di persone senza documenti al giorno, quando non si occupavano della distribuzione di giocattoli, ha forse fatto intendere che è arrivato il momento di concepire in termini più seri le questioni della difesa. Certo, il ripensamento deve concretizzarsi soprattutto a livello politico. Che la von der Leyen sia da molti democristiani vista come il possibile successore della Merkel a tempi brevi è, in questo quadro, solo un dettaglio.

 

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