venerdì, Dicembre 3

Georgofili: l’arte e la memoria 25 anni dopo l’attentato mafioso agli Uffizi esposte le opere più colpite che chiedono sia fatta piena luce sulla strage

0

Sarà l’arte a tener viva la memoria di ciò che accadde nella notte  fra il 26 e il 27 maggio del 1993, quando Firenze  fu scossa dal boato della bomba di via dei Georgofili. A due delle tre opere irrecuperabili – ‘l’Adorazione dei pastori’ di Gherado delle Notti e ‘I giocatori di carte’ di Bartolomeo Manfredi – anzi ai  frammenti che di esse rimangono è affidato il compito de un lato di ricordare  il significato di quel vile attacco al cuore dello stato sferrato da Cosa Nostra, continuato nel periodo successivo con gli attentati di Roma e Milano, dall’altro quello   di far conoscere ai milioni di turisti che visitano ogni anno la celebre Galleria, non solo la profonda – indimenticabile – ferita inferta a Firenze, ma anche la risposta data  dalla città, dalle istituzioni democratiche, dagli inquirenti, dalla società civile organizzata nell’Associazione Amici degli Uffizi, che costituitasi per dar vita alla “rinascita” della Galleria ha contribuito lungo questi 25 anni al restauro delle molte opere danneggiate:  173 quadri e 55 statue.

L’esposizione al pubblico di quelle due opere – quella del Manfredi nel Salone dei ‘500 di Palazzo Vecchio e L’Adorazione dei pastori nella Chiesa di S.Piero a Scheraggio – ha preceduto il momento più intenso del doloroso ricordo di quella notte di 25 anni fa: quando il corteo con  i gonfaloni e i rappresentanti del Comune di Firenze e della Regione ha percorso il breve tratto che unisce Palazzo Vecchio con via dei Vacchereccia per fermarsi davanti all’ulivo che ricorda l’attentato di via dei Georgofili,  ove nel silenzio assoluto scandito solo dai rintocchi della Martinella ( la campana che da Palazzo Vecchio suona nei momenti più importanti, come l’11 agosto del ’44 quando chiamò il popolo fiorentino alla lotta di Liberazione), parenti delle vittime e dei feriti e cittadini sono tornati con la memoria a quella notte di tanti anni fa Erano le  1 e 04 del 27 maggio del ’93: in quel momento un Fiat Fiorino imbottito con quasi 300 chili di tritolo esplose tra via dei Georgofili e via Lambertesca, a due  passi dalla Galleria degli Uffizi, stroncando le vite delle piccole Nadia e Caterina Nencioni, la prima di 9 anni, la seconda di soli 50 giorni, dei  loro genitori Angela Fiume di 36 anni e Fabrizio Nencioni di 39, e dello studente di architettura il 22enne Dario Capolicchio. Anche Firenze era finita nel mirino della mafia che in quegli anni metteva in atto una strategia stragista, avente come obiettivo anche i luoghi d’arte, per colpire lo stato – così hanno stabilito i vari processi – e  allentare il 41 bis, il carcere duro. Del ’93 sono anche la strage di Via Palestro al Padiglione d’Arte contemporanea a Milano, con 5 vittime, l’esplosione di un’autobomba alla Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, di un’altra nella chiesa di San Giorgio in Velabro, sempre nella capitale e altri attentati che invece, fortunatamente, fallirono. Di un  anno prima le stragi siciliane di Capaci e di via d’Amelio a Palermo avevano ucciso i giudici Falcone e Borsellino e gli uomini delle scorte.

Ebbene  di fronte a tale  violenza, il restauro  delle opere d’arte colpite indica  un percorso di rinascita iniziato fin da subito.  E’ di quei giorni la nascita dell’Associazione Amici degli Uffizi. Così ricorda quel momento la Presidente e fondatrice  Maria  Vittoria Colonna Rimbotti: “La nascita della nostra Associazione, a seguito dell’attentato del 1993, ha rappresentato un momento di autocoscienza e di rivolta ad un atto di violenza contro persone innocenti e inermi, ad un attacco alle redice stesse della nostra storia e della nostra cultura di cui gli Uffizi sono simbolo universale. Su invito dell’allora Direttrice della Galleria Annamaria Petrioli Tofani, privati e istituzioni si riunirono in sodalizio per far fronte all’emergenza della ricostruzione, e in tutti questi anni siamo sempre stati vicini al “nostra” museo per proteggerne e incrementarne il patrimonio artistico. Nostro desiderio sarebbe che questa comunità di intenti si espandesse a tutti i cittadini e gruppi sociali, perché solo attraverso la presa di coscienza individuale e collettiva del valore della nostra identità storica è possibile difendere e tramandare la nostra eredità culturale”.

Sulla tela di Gherardo delle Notti vengono proiettate le parti mancanti del dipinto distrutte dal tritolo al fine di ricucirle virtualmente  con le parti recuperate e oggi visibili. La video installazione è a cura di Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi di Art media  e fa rivivere le immagini e i suoni degli interventi di vigili del fuoco sulle macerie di via dei Georgofili, tra i muri lesionati e i quadri smembrati della Galleria appena dopo l’esplosione, ma scorrono anche gli anni della ricostruzione del patrimonio artistico danneggiato, con restauri di dipinti, sculture e arazzi, donazioni e acquisizioni di opere, riallestimenti e ammodernamenti di sale a cui  dal 2006 hanno generosamente contribuito anche i Friends of the Uffizi Galleries.

“E’ questo un percorso di tragedia” -dichiara Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi –  “che ricorda a tutti il coraggio di chi si è speso,sotto l’allora direttrice Annamaria Petrioli Tofani,  per salvare le opere ed esalta il valore dell’impegno civico,il lavoro che ciascuno ha svolto in quel momento e negli anni, a partire dallo sgomento e dall’incredulità dei primi soccorsi”.  

Ma qual è stato il contributo fino ad oggi degli Amici degli Uffizi?  Per quanto riguarda le acquisizioni sono state ben 259: 15 dipinti, 7 epigrafi marmoree, 27 disegni e 210 opere grafiche. Oltre al contributo per il restauro delle opere danneggiate. Grande anche il sostegno dei Friends of Florence sopratutto per il  recupero e la ripulitura come nel caso dell’Adorazione dei Magi di Leonardo, una sfida complessa per gli esperti  dell’Opificio delle Pietre Dure. Nella pala con i frammenti rimasti de  l’Adorazione dei pastori  di Gerrit Van Honthorst, ovvero Gherardo delle Notti, artista ispirato al “luminismo”  e all’icastica figurazione del naturale avviati dal Merisi, così  lo definisce Antonio Natali, già direttore degli Uffizi e curatore della bella mostra, la prima del genere, dedicata  tre anni fa proprio a lui, Gherardo delle Notti – troviamo la memoria della distruzione e la rinascita orgogliosa della luce, che restituisce piccoli  dettagli e gesti che ci raccontano ciò che è accaduto allora e gl’insegnamenti che ne dobbiamo trarre oggi. Quella tavola, realizzata tra il 1619 e 20 e collocata inizialmente nella Chiesa di  S.Felicita, al momento dell’attentato si trovava nel Corridoio Vasariano. come le altre due del Bartolomeo Manfredi andate distrutte: il Concerto e I giocatori di carte, due  artisti assai apprezzati dalla corte .Medicea.  L’allestimento preparato per l’occasione resterà visibile in San Pier Scheraggio fino al 3 giugno con orario 10 – 18. Un’occasione da non perdere.

Ma mentre l’arte e la cultura fissano il ricordo di quel criminale attentato,  i parenti delle vittime chiedono che sia fatta piena luce: assicurati alla giustizia mandanti ed esecutori (Totò Riina, Bernardo Provenzano, Giuseppe e Filippo Graviano,   Francesco Tagliavia e Cosimo d’Amato)  non tutto è stato ancora chiarito. Da molti anni si fa riferimento a possibili mandanti occulti.

E proprio per chiarire questi aspetti anche recentemente è stato aperto un nuovo fascicolo dalla procura antimafia di Firenze.   

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->