sabato, Settembre 25

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Genus Bononiae

«Realizzare nel cuore della città di Bologna un percorso articolato in diverse sedi, destinate ciascuna a specifiche funzioni culturali che, nell’insieme, costituiscono un dispositivo museale organico e rappresentativo di diversi momenti della storia civile e architettonica della città». Questa l’idea alla base di ‘Genus Bononiae – Musei della città di Bologna’, un progetto che si propone di sviluppare una nuova concezione di  museo all’interno del centro storico della città. Un’idea interessante della quale ne parliamo con il professor Roversi Monaco,  Presidente della ‘Genus Bononiae – Musei della città di Bologna’.

 

Proviamo a delineare insieme , Presidente,  la ragione eccellente  che sostanzia la vostra  realtà museale e professionale. 

L’idea di poter costituire un Museo per la città di Bologna si è imposta alla mia attenzione a partire dagli anni 2002 e 2003. Questo desiderio è stato opportunamente accompagnato dal ragionamento. Da principio mi sono reso conto della parzialità e dello scarso rilievo di realtà museali esistenti – seppure interessanti e non in senso assoluto trascurabili. Ponendo dunque ad esame l’idea stessa di fare museo, mi sono chiesto quale potesse essere la maniera più confacente per ideare, nella contemporaneità, un luogo di fruizione dell’antico …. Mi sono interrogato pensando di dover dare giusta rilevanza alle bellezze della splendida città di Bologna. Ebbene da queste analisi propedeutiche e prendendo il partito di discostarsi un poco dalla tradizione – o dal tradizionale modo di fare museo – mi sono concentrato su di un obiettivo centrale. Porre in valore la città d’arte di Bologna accanto ad altre celeberrime. Ciascuna di esse vanta un’indescrivibile varietà d’opere … Eppure Bologna – con la ricchissima storia d’un passato che rimonta al 1000 a.c.  – e per  l’influenza che la città ha esercitato da un punto di vista culturale ed artistico, commerciale ed economico,  non teme di certo il confronto con nessuna altra delle realtà urbane italiane. Di certo qui la committenza artistica ha operato con minore varietà e ricchezza rispetto a  città come Roma, Firenze o Venezia.  Eppure in questo contesto dell’Emilia un Genus, una stirpe eccellente ha creato cultura, costituendo per noi un’eredità materiale ed immateriale che merita di essere conosciuta e dai bolognesi e dal mondo intero. Il percorso di Genus Bononiae – Musei nella città – segue dunque  questa linea immaginaria che abbiamo tracciato in parole semplici. Si accorda cioè con il senso della sua coerente storia passata, e da lì va ad illustrare ciascuna delle bellezze, delle ricchezze  che in loco è dato di ammirare. I luoghi  inclusi nel nostro circuito sono stati materialmente acquisiti, restaurati e rivisitati  in un periodo di tempo compreso tra il 2003 ed il 2008. Sono otto gli elementi che compongono il nostro iter museale. Li ricordiamo in una rapida sequenza. La Biblioteca d’Arte e Storia di San Giorgio in Poggiale, L’Oratorio di San Colombano, la Chiesa di Santa Cristina, il complesso di Santa Maria della Vita, il Palazzo Pepoli Vecchio,il Palazzo Fava, la Casa Saraceni, ed il complesso di San Michele Bosco. Tali realtà museali e storico artistiche sono poste al centro e  valorizzate  sia in quanto contenitori d’opere artistiche e pregevoli collezioni, sia  in virtù del fatto che esse stesse sono opere architettoniche eccellenti.

Come avviene la fruizione e la visita di tali antiche bellezze ?

In un modo innovativo. Tecnologico ed umano insieme. Ma soprattutto centrando l’attenzione sulla fruizione personale. Io invito sin da adesso a riferirsi visivamente a queste meraviglie, poiché accessorie e parziali sono in definitiva le parole. E’ opportuno soffermarsi ad ammirare la ricchezza della città e godere delle sue componenti, trovando ausilio nelle parole d’una guida specializzata e ad hoc formata. La stessa visita guidata è impostata con attenzione, tenendo conto  del  piano storico ed artistico, e sia, ove previsto, di quello musicale, sociale ed economico. E’ essenziale che si possa comprendere la storia della città, in tutta la sua coerenza e nella sua indiscussa nobiltà.

Come ha operato nel concreto la vostra realtà ?

Senza dubbio nella direzione della conservazione. Preservare la bellezza monumentale di ogni sito  è di per sé essenziale. L’obiettivo focale del nostro intervento e delle acquisizioni dei beni monumentali  ed artistici –  acquisizioni compiute dalla Fondazione Carisbo di cui sono stato il Presidente –   è stato quello di poterli restituire alla città per essere fruiti nella maniera maggiormente appropriata. A fronte di un investimento complessivo – dal 2003 al 2012 – di milioni di euro è oggi dato di ammirare un ricco patrimonio storico.

L’Osteria del Sole. 

Un esempio del nostro intervento è senza dubbio l’acquisizione dell’Osteria del Sole. Questo luogo non ha eguali in Italia e probabilmente nel mondo. Per chi non ne fosse a conoscenza la storica osteria cui facciamo allusione sorge in città dal 1474. La  nostra Fondazione l’ha comprata cosicché  essa non fosse  presto convertita in una boutique di  prêt à porter …

Genus Bononiae  in termini umani.

Concretamente la nostra è una realtà dinamica e molto giovane. Da’ lavoro a circa 60 – 70 persone in massima parte laureati in Lettere e Filosofia. In un momento difficile ci concentriamo in una essenziale sinergia e nella più completa unione d’intenti.  

Curiosità del circuito.

Una premessa. C’è nell’iter museale unità e varietà. Il visitatore si immerge nel tessuto urbano e, rivolgendosi alle opere d’arte e alle principali realtà monumentali, attraversa strade che compongono idealmente i corridoi di un Museo unitario. Spostandosi fisicamente egli si trova a penetrare negli spazi di antiche chiese, sontuosi palazzi, cripte ed oratori; questi stessi sono le sale di uno stesso, unico  spazio museale  cittadino.

Nel percorso urbano di Genus Bononiae possiamo sottolineare alcuni degli elementi fondamentali. In primo luogo abbiamo l’innovativo Museo della città di Bologna. Sito in Via Castiglione presso il Palazzo Pepoli Vecchio, esso illustra la cultura e le trasformazioni della città dal passato ad oggi. Esso ripercorre le fasi dell’antica città Felsina e da’ prova delle espressioni della comunità locale nel tempo. In secondo luogo possiamo ricordare la Biblioteca di Arte e Storia ospitata nel complesso religioso di San Giorgio in Poggiale e progettata con estrodell’architetto Michele de Lucchi.  In terzo luogo segnaliamo il sontuoso Palazzo Fava – detto delle esposizioni. Lo facciamo per due ragioni eccellenti. La prima, per la presenza di inestimabili affreschi ed opere dei Carracci. La seconda è relativa alla prossima, sensazionale mostra che verrà allestita nei suoi spazi. Mostra che è declinata attorno al mito della Golden Age, e tale da portare a Bologna – dall’8 Febbraio prossimo e sino al 25 Maggio –  i capolavori del Museo Mauritshuis  ed in particolare l’opera de  “ La Ragazza con l’orecchino di perla”. In quarto luogo menzioniamo lo splendido Oratorio di San Colombano ove è custodita la Collezione di strumenti musicali antichi del Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini e dove sono raccolte opere sensazionali d’arte figurativa.  E’ necessario rammentare in ultima istanza le strutture  di San Michele in Bosco,  di Casa Saraceni – sede storica della Fondazione Carisbo – di  Santa Cristina  e  di  Santa Maria della Vita,  dove è possibile ammirare, tra le altre cose,  l’opera del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca.

 

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