domenica, Luglio 25

Gentiloni sui migranti alla BBC

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Il ministro degli Affari Esteri italiano Paolo Gentiloni si trovava al Royal Institute of International Affairs il 15 settembre 2015  presso la Chatham House di Londra, per discutere la crisi del Mediterraneo per sostenere il dialogo fra le nazioni in modo da risolvere il più possibile questo grave problema.

La questione diventa ogni giorno più critica e nonostante i molteplici naufragi e la destabilizzazione causata dall’ISIS, l’accoglienza dei rifugiati rimane tuttora uno dei punti più controversi. L’Italia ha assunto un ruolo chiave, se non da protagonista, nelle operazioni umanitarie di sostegno verso i migranti e le intenzioni di Gentiloni sono chiare: vuole proporre un’iniziativa indipendente di alto livello, il Rome Mediterranean Dialogue (MED), il cui obbiettivo è quello di stimolare nuove idee e ripensare gli approcci tradizionali alla questione mediterranea, sia a livello regionale che internazionale.

Ribadendo ancora la necessità di sostegno verso Italia e Germania nelle operazioni di salvataggio e nel ridistribuire i rifugiati in maniera equa: fra le soluzioni da lui proposte, oltre al citato MED, vi è anche l’istituzione di un diritto d’asilo europeo, uitle per mantenere la circolazione nello spazio Schengen.

Moderato da Matt Frei, Europe Editor e presentatore di Channel 4 News, l’evento si è svolto anche con il titolo “Crisis Across the Mediterranean: Confronting Common Challenges e ha visto la presenza di molti interessati, illustri e non: dopotutto, è questo un tema che riguarda tutti.

Mantenere l’Europa divisa in un periodo così critico è un grandissimo errore, le migrazioni non sono nuove nella storia dei popoli, ma nell’era della globalizzazione e dei social networks si è diffuso, purtroppo, un sentimento di insofferenza che va assolutamente abbattuto, migliorando e creando delle nuove strategie politiche di accoglienza, nel segno della sicurezza e della democrazia.

Non si vuole imporre delle misure che vanno contro la cultura di certi popoli, ma le minoranze nel più vasto contesto vanno tutelate, in modo da combattere l’odio e garantire aiuti economici.

Vanno garantite delle misure comuni UE in caso di rimpatrio e combattuto il traffico illegale di vite umane:  il “ritorno” dei migranti e su di esso va ancora approfondita un’intera legislazione.

Le nazioni che continuano a tirarsi indietro in quanto tale problema”non è loro”, ma un giorno potrebbe diventarlo, incalza Gentiloni e quindi serve cooperazione internazionale, essenziale nel piano di Gentiloni, che non esclude il sostegno da parte di investimenti privati, ma pure il coinvolgimento della Russia, e va condotta con diplomazia e multilateralità, in modo da superare i conflitti sia interni che esterni.

“Quando si salvano delle vite, dopotutto, si è sempre dalla parte giusta della storia”, ribadisce il ministro, ma nel Mediterraneo  la speranza è che quest’area torni  ad essere punto d’incontro fra diverse culture che è sempre stata nel corso dei secoli.

I migranti non arrivano solo sulle coste di Lampedusa, Lesbo, o  altre parte del mondo: i migranti arrivano in Europa e tutti gli stati membri devono condividerne il peso, in nome dell’umanità e dello spirito stesso dell’UE.

(tratto dal canale ‘Youtube’, con video di BBC News)

 

 

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