martedì, Giugno 15

Gentiloni a Mosca: partnership stabile

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Da Mosca continuano le polemiche sulla cosiddetta ‘black list‘ che vieta l’ingresso in Russia ad una lista di persone non grate al Governo, mentre il nostro Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha iniziato la sua visita nella capitale russa. Gentiloni, a colloquio con il Vicepremier Arkadi Dvorkovich, che sovrintende al settore industriale e commerciale, ha discusso il tema dei rapporti economici bilaterali, e, nel pomeriggio incontrerà l’omologo Lavrov, con il quale affronterà i principali dossier internazionali, a partire da quello ucraino. Il risultato del faccia a faccia è stato reso noto nella conferenza stampa congiunta alla fine dell’incontro.
I toni fin dall’inizio si sono comunque mostrati concilianti: la visita di Vladimir Putin allExpo, il prossimo 10 giugno, ha affermato Gentiloni «sarà un’ulteriore occasione di dialogo e rilancio delle relazioni» italo-russe, relazioni che, sono andate avanti nonostante le sanzioni e che, secondo Lavrov, sono basate su «meccanismi importanti che consentono di mantenere la stabilità delle partnership». Il portavoce del Cremlino Peskov inoltre, ha fatto sapere che durante la visita ad Expo il presidente Putin incontrerà solo dirigenti italiani e che non sono previsti incontri con rappresentanti di altri Paesi. Lavrov ha anche denunciato l’’assurdità’ delle critiche dell’Ue alla black list russa, e come ‘assurde’ sono state ancora una volta apostrofate dal Ministro degli Esteri russo le sanzioni occidentali contro il proprio Paese, in risposta alle quali Mosca ha emanato la lista delle 89 personalità europee non grate. «Non volevamo seguire il cattivo esempio ma abbiamo dovuto applicare il principio della reciprocità verso passi illegittimi e non amichevoli», ha affermato il capo della diplomazia russa nella conferenza stampa congiunta con Gentiloni.
Intanto mentre domani è prevista la riunione del Gruppo di contatto Osce-Mosca-Kiev-separatisti per attuare gli accordi di Minsk-2 e cercare una soluzione pacifica al conflitto nel Donbass, oggi l’Onu ha annunciato che dall’inizio del conflitto in Ucraina, ci sono stati 6.400 morti, per la maggior parte civili e che altre 15.962 persone sono rimaste ferite: questo è quanto denuncia l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nel proprio rapporto trimestrale diffuso oggi.
Mosca, infine, continua ad implementare la partnership con Atene: la Russia ha proposto ufficialmente al Ministero della Difesa greco di iniziare una produzione congiunta di fucili mitragliatori AK-47 (Kalashnikov), nel Paese. Intanto ad Atene, dopo l’opposizione di 44 dei 149 parlamentari del partito di Governo, Syriza, contro la nomina di Elena Panaritis come rappresentante ellenico presso il Fondo Monetario Internazionale, l’economista ex parlamentare del partito socialista Pasok, ha comunicato oggi la sua rinuncia all’incarico. La protesta dei membri di Syriza è dovuta alle posizioni che la Panaritis, membro del team di negoziatori a Bruxelles, ha sostenuto in passato, soprattutto con riferimento ai voti in favore delle politiche di austerity dell’ex Premier Samaras.
Dalla Grecia e dall’Italia, poi, provengono i 40.000 richiedenti asilo che dovrebbero essere redistribuiti negli altri Paesi europei secondo il piano proposto dalla Commissione Europea che oggi Francia e Germania si sono dette disposte a discutere. Il Ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, e quello tedesco, Thomas de Maiziere, in un comunicato congiunto, hanno affermato che però, «sono necessarie ulteriori discussioni a livello europeo per raggiungere un equilibrio tra responsabilità e solidarietà». Parigi e Berlino hanno insistito inoltre sul requisito di straordinarietà e temporaneità del piano.
Intanto, è salito ad almeno 5 morti e 8 feriti il bilancio dell’esplosione provocata da un attentatore suicida dell’Isis che si è fatto esplodere con un’autobomba a Misurata, in Libia. La rivendicazione dell’attentato che ha colpito un posto di controllo su una delle strade di accesso alla città libica è arrivata, come di consueto via Twitter. Più tragico invece, il bilancio del duplice attentato suicida contro la base di Muthanna, in Iraq, dove sono stati 45 i morti e 46 i feriti. Gli uomini dello Stato Islamico ha attaccato il complesso che si trova a metà strada tra Samarra e Falluja, con un carro armato imbottito di esplosivi, facendo letteralmente saltare in aria la struttura, che ospitava un vasto arsenale di munizioni. Il numero delle vittime, secondo le fonti sarebbe destinato ad aumentare.
Non solo Ramadi e la provincia di Al Anbar: l’Isis infatti, dopo la conquista di Palmyra, starebbe avanzando anche in Siria, verso Homs e Damasco. L’aviazione siriana ha risposto oggi con un bombardamento nella località di Shaddadi, nel nord est del Paese, controllata dallo Stato Islamico. Il bilancio, secondo alcune fonti, che però non sono state ancora verificate, sarebbe di 70 persone. Proprio le offensive su Ramadi e Palmyra e l’eventuale modifica della strategia contro gli uomini del Califfato, saranno i temi principali della riunione dei Paesi della Coalizione Internazionale che si terrà domani a Parigi, dove saranno presenti le delegazioni di 22 Paesi su 60, facenti parte della coalizione oltre che i rappresenti di Unione Europea e Nazioni Unite, e alla quale parteciperà anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.
E oggi su Youtube è stato diffuso anche il video che ritrae Isabelle Prime, una cittadina francese consulente di un organismo yemenita, rapita tre mesi fa in Yemen. La Prime nel video si appella direttamente al presidente Hollande, chiedendo alle autorità francesi di intervenire per essere riportata a casa.
Intanto, in Nord Africa sono state confermate le indiscrezioni giunte dalla testimonianze di molti turisti secondo le quali, Algeria e Marocco starebbero costruendo un muro di oltre 100km al confine tra i due Paesi, giustificato dalle controversie fra Algeria e Marocco. La notizia del muro non fa che sottolineare ulteriormente la crisi in atto da anni fra i due Stati, storicamente rivali nella regione. I rappresentanti di Algeri saranno, inoltre presenti, il prossimo 7 giugno al Cairo con il ministro Gentiloni, e i rappresentanti della diplomazia egiziana incentrato sulla crisi libica. L’incontro è stato boicottato però dalle tribù che sostengono il governo di Tripoli.
E in Turchia oggi, in pieno clima elettorale, il Presidente islamico turco Recep Tayyip Erdogan si è duramente scagliato contro il direttore del grande quotidiano di opposizione Cumhuriyet, Can Dundar, minacciandolo dopo che pochi giorni fa, lo stesso aveva diffuso un video choc su una presunta fornitura di armi dirette in Siria e provenienti dalla Turchia, nascoste in un carico di medicinali. Erdogan ha avvertito il direttore del quotidiano che «pagherà un caro prezzo» per aver voluto gettare quella che ha definito un’«ombra» sulla Turchia.
Infine, in Austria, alle elezioni regionali in Stiria lestrema destra euroscettica dellFpoe ha trionfato con il 27,1%, dopo una campagna elettorale prevalentemente incentrata su tematiche anti-immigrazione.

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