martedì, Settembre 21

Generali in guerra contro le agenzie di rating field_506ffb1d3dbe2

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Generali

Milano – Troppi acquisti di titoli finanziari italiani per il Leone di Trieste, il rischio di essere declassata nel merito di credito non è per nulla un’ipotesi remota. È questo il messaggio lanciato dalle agenzie di rating alla prima compagnia assicurativa italiana nelle ultime settimane. Standard & Poor’s prima e Moody’s ieri hanno lanciato l’allarme sul settore assicurativo italiano, il quale avrebbe all’interno dei loro bilanci troppi titoli di Stato o partecipazioni riconducibili all’Italia, la quale in caso di una nuova crisi del debito sovrano potrebbero creare grandi difficoltà al settore e quindi ad Assicurazioni Generali.

Tra la compagnia di Trieste e le agenzie di rating è scoppiata una vera e propria battaglia, alla quale è intervenuto anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi dichiarando che «la dittatura delle agenzie di rating a fronte di un lavoro del management delle Generali straordinario è intollerabile».

Sulla questione bisogna fare un passo indietro e notare che al momento la società di Trieste ha un giudizio sul merito di credito superiore rispetto a quello del Tesoro stesso. Il rating A- del gruppo triestino è sotto osservazione per un possibile taglio al livello dell’Italia, ovvero BBB. In pratica Generali paga per indebitarsi sul mercato un costo inferiore rispetto a quello dell’Italia. Appunto questo privileggio potrebbe venire meno nel caso in cui ci fosse un downgrade da parte delle agenzie di rating.

Il botta e risposta tra Generali e S&P va avanti da più di una settimana. Mercoledì, Standard & Poor’s ha voluto chiarire con un comunicato e rispondere alle accuse lanciate dall’amministratore delegato di Generali, Mario Greco. Secondo S&P, l’esposizione del Leone all’Italia è più alta rispetto ad altre compagnie del comparto e il credit watch negativo di Generali riflette l’esposizione relativamente più elevata della compagnia rispetto ai concorrenti multiline globali e in particolare nel volume di asset italiani rispetto al capitale regolamentato. Infatti, secondo l’agenzia di rating, l’esposizione verso un Paese comprende tutti gli attivi e quindi titoli di Stato, corporate, immobiliare, azioni, fondi, ed è considerata rilevante, nel caso delle assicurazioni, se pari a circa il 25% del totale degli .

Anche Moody’s, in un rapporto pubblicato ieri, spiega che le prospettive del mercato assicurativo italiano nel ramo vita restano negative, mentre quelle relative al ramo danni restano stabili. Secondo l’agenzia di rating prevede che nei prossimi 18 mesi il basso tasso di risparmio e l’alto tasso di disoccupazione limiteranno le vendite e la redditività del ramo assicurativo vita, che continuerà ad essere molto volatile.

Per quanto riguarda il settore assicurativo italiano nel suo complesso, il deterioramento della qualità del credito sovrano italiano (Baa2, negativo) ha comportato una riduzione significativa della qualità del portafoglio investimenti del settore. «Con oltre il 50% dei propri attivi investiti in emissioni di debito sovrano italiane, pari a circa 240 miliardi di euro al 30 settembre 2013, le società assicurative italiane presentano un notevole rischio di concentrazione in titoli sovrani e la qualità dei loro attivi è dipendente, in larga misura, dalla qualità del credito sovrano italiano», conclude l’agenzia di rating.

Sulla vicenda, le banche d’affari internazionali sono subito corse ai ripari. Oggi, la banca francese, Societe Generale, ha cambiato la sua raccomandazione sull’azione di borsa di Generali, suggerendo di vendere il titolo. In una nota dal titolo “Due motivi per non possedere Generali ” gli analisti sottolineano che gli utili nel ramo Danni «potrebbero essere sotto pressione con lo sgonfiarsi della bolla sulla redditività» e che gli utili nel ramo Vita «verosimilmente si eroderanno per via della crescente compressione dello spread nel Vita nell’attività sia in Germania che in Italia».

S&P potrebbe effettivamente rivedere al ribasso il giudizio sulla compagnia guidata dal Group Ceo Mario Greco, ma questo a detto degli analisti avverrà solo nel caso in cui le Generali non si dimostrino in grado di superare gli stress test avviati dall’agenzia per simulare il default dell’Italia.

 

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