lunedì, Maggio 10

GB, May: ‘Con la Brexit stop a libertà di movimento delle persone’ Siria, appello di Merkel e Trump alla Russia. Intanto negli Usa nuovi problemi per la figlia del presidente, Ivanka

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in Gran Bretagna è tornata a parlare la premier Theresa May, che ha sottolineato la necessità di un accordo sull’uscita dall’Ue destinato a superare 5 test, garantendo fra l’altro il «rispetto del risultato referendario» sul recupero del controllo «dei nostri confini, del nostro denaro e delle nostre leggi», ma anche che il Regno Unito resti «una democrazia europea aperta e tollerante» per assicurare di «fare della Brexit un successo». Fra gli altri punti della May, indica l’ambizione di costruire per il dopo Brexit un accordo commerciale «il più profondo e ampio» possibile con Bruxelles, mentre non risultano al momento nel testo aperture o ripensamenti sul ‘no’ all’unione doganale, né proposte concrete pubbliche sul tema del confine irlandese.

Poi ribadisce che la giurisdizione della Corte europea sulla Gran Bretagna deve finire quando la Brexit sarà definitiva. E anche «la libertà di movimento delle persone» è destinata a finire, con il recupero del controllo delle frontiere da parte di Londra. Ma non solo: ha evocato la necessità di un «meccanismo indipendente d’arbitrato», un organismo terzo, poiché non può essere la corte di una delle parti a dirimere future dispute commerciali.

In Siria sono almeno 674 i civili uccisi nella Ghuta orientale negli ultimi 12 giorni: lo stimano i volontari dei Caschi bianchi (White Helmets). Intanto stamattina nuova operazione militare russo-siriana contro i miliziani. «Le provocazioni da parte delle formazioni armate illegali hanno reso necessaria e inevitabile un’operazione terrestre antiterroristica a Ghuta est col sostegno delle forze aeree siriane e russe», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Nel frattempo la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente americano Donald Trump,  dopo il colloquio di ieri sera al telefono, chiedono che in Siria si rispetti la tregua immediata prevista dalla risoluzione dell’Onu, e rivolgono un appello alla Russia «affinché metta fine alla sua partecipazione al bombardamento di Ghuta e muova il regime di Assad a interrompere le operazioni offensive contro i distretti civili». Emmanuel Macron invece in un’altra telefonata al presidente americano ha sottolineato «la sua estrema vigilanza sulla questione delle armi chimiche e ha ricordato che una risposta determinata verrà fornita in caso di uso accertato di mezzi chimici che causino la morte di civili, in perfetto coordinamento con i nostri alleati americani».

Germania e Usa che però sono ai ferri corti in campo commerciale. Berlino infatti ha bocciato gli annunci di Washington sui dazi sull’alluminio e sull’acciaio, e ritiene che «questa misura unilaterale non sia la soluzione del problema nel settore». A dirlo il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, secondo cui il governo «aluterà gli effetti sull’economia tedesca e su quella europea». Anche la Cina ha espresso «grave preoccupazione» sulla politica commerciale Usa. Pur in mancanza di risposte immediate alla mossa americana, il ministero del Commercio, in una nota, ha ribadito che Pechino ha adempiuto a tutte le obbligazioni invitando Washington a risolvere le dispute con i negoziati. Ma Trump ribadisce: «Quando un Paese (gli Usa) perde molti miliardi di dollari nel commercio con praticamente ogni Paese con cui fa affari, le guerre commerciali sono giuste e facili da vincere. Per esempio, quando siamo sotto di 100 miliardi di dollari con un certo Paese e loro fanno i furbi, non facciamo più affari con loro e vinceremo alla grande. E’ facile!».

Nel frattempo negli Usa, l’Fbi e il controspionaggio Usa stanno indagando su uno degli affari della famiglia Trump che coinvolgono Ivanka, la figlia del presidente. Nel mirino ci sono i negoziati per la realizzazione del Trump International Hotel and Tower a Vancouver, in Canada.

Attentato all’ambasciata di Francia in Burkina Faso, a Ouagadaougou. I quattro assalitori sono stati uccisi. Testimoni hanno parlato di sonore esplosioni udibili attorno al quartier generale. Gridavano Allahu Akbar gli uomini durante l’assalto. Secondo alcune informazioni, diverse persone sono rimaste ferite.

In Turchia nuova ondata di arresti legati al fallito golpe del 2016. Oltre 150 mandati di cattura sono stati emessi oggi. In manette sono finiti 16 ufficiali della marina, 7 dei quali ancora in servizio, mentre gli altri erano già stati congedati. Tra i ricercati, ci sono anche 66 docenti, già epurati, e 72 sindacalisti.

Andiamo in Ucraina, perché il Consiglio dei ministri ha ordinato alle scuole, agli asili e agli atenei di sospendere completamente la loro attività fino al 6 marzo per mancanza di gas. Per Kiev è una conseguenza della decisione della società statale russa Gazprom di non ripristinare le forniture di metano al Paese.

Chiudiamo con l’Armenia, dove il parlamento ha eletto Armen Sarkisian come nuovo presidente del Paese. 64 anni, ex premier ed ex ambasciatore in Gran Bretagna, era l’unico candidato alla poltrona di capo dello Stato ed è sostenuto dal presidente uscente Serzh Sargsian, che potrebbe adesso diventare primo ministro e continuare di fatto a mantenere il potere.

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