lunedì, ottobre 15

Gaza, scontri e morti nel Land day Russia, annunciata l'espulsione di 150 diplomatici occidentali

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Gaza. Violenti scontri tra manifestanti ed esercito israeliano lungo il confine in occasione del ‘Land day‘. Il bilancio parziale, in continuo aggiornamento, conta finora dodici morti. i feriti sono circa 1.000, secondo quanto diffuso dall’agenzia di stampa Wafa. Solo 100 secondo i media israeliani.

Il ‘Land Day’, che coincide con l’inizio della Pasqua ebraica, celebra ogni anno lo sciopero generale e le marce organizzate il 30 marzo 1976 in segno di protesta per l’esproprio dei terreni indetto da Israele, ufficialmente per ragioni di sicurezza, più concretamente per favorire la nascita di nuovi insediamenti di coloni.
La manifestazione odierna era iniziata in modo pacifico. Migliaia di persone si sono radunate nei pressi della barriera al confine dopo l’appello del movimento palestinese Hamas a partecipare in massa alla ‘Grande Marcia del Ritorno’. L’iniziativa doveva andare avanti per diversi giorni per raggiungere il culmine della protesta il prossimo 15 maggio, che coincide con il ‘Giorno della Naqba‘, ossia la catastrofe, celebrato ogni anno dai palestinesi all’indomani dell’anniversario della nascita dello Stato ebraico.

Secondo un comunicato dell’esercito israeliano, «circa 17mila palestinesi» hanno manifestato «in cinque luoghi lungo la barriera» che separa la Striscia di Gaza dallo Stato d’Israele, «bruciando pneumatici, lanciando bombe molotov e pietre contro la barriera».
L’esercito israeliano ha anche confermato che i soldati hanno aperto il fuoco contro «i principali istigatori» delle proteste. Secondo i media, le forze armate hanno schierato oltre 100 cecchini.

Saeb Erekat, capo negoziatore dell’Autorità nazionale palestinese e segretario generale dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), critica la reazione israeliana e chiede alla comunità internazionale di «assumersi le sue responsabilità e ritenere Israele responsabile per la violazione dei diritti umani dei palestinesi».

La Turchia accusa Israele di un «uso sproporzionato della forza». In un comunicato del Ministero degli Esteri, Ankara condanna «fermamemte l’uso sproporzionato della forza da parte di Israele contro i palestinesi durante le pacifiche proteste di oggi a Gaza».

Russia. Nella serata di ieri è arrivata la prevista contromossa di Mosca all’espulsione di decine di diplomatici russi in solidarietà con la Gran Bretagna per il caso Skripal. Saranno almeno 150 i diplomatici di 23 Paesi occidentali che dovranno lasciare la Russia. Secondo quanto annunciato dal ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, Mosca seguirà il metodo ‘speculare’: per ogni Paese saranno cacciati tanti diplomatici quanti sono stati quelli russi espulsi. Solo gli Usa ne hanno espulsi 60 mentre gli altri 25 Paesi alleati, un numero variabile da 2 a 4. E la Nato altri sette.

L’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata d’Italia presso la Federazione Russa è stato convocato presso il Ministero degli Affari Esteri russo dal direttore del Primo Dipartimento Europeo (competente per i rapporti con l’Italia) dal quale ha ricevuto una Nota verbale con la quale Mosca formalizza la decisione di espellere due funzionari dell’Ambasciata italiana. Ai funzionari espulsi è stata concessa una settimana di tempo per lasciare il territorio della Federazione Russa.
Oltre agli ambasciatori di Gran Bretagna, Germania, Francia, Polonia e Italia, sono stati convocati al ministero degli esteri rappresentanti diplomatici di Olanda, Albania Romania, Ucraina, Lettonia, Lituania e Macedonia.

Russiagate. Spunta una figura vicina all’ex leader dell’Ukip Nigel Farage nell’inchiesta che il procuratore speciale Robert Mueller sta conducendo sui rapporti tra la campagna presidenziale di Donald Trump e la Russia. Il quotidiano britannico Guardian riferisce che mercoledì l’Fbi ha fermato e interrogato Ted Malloch, dopo il suo sbarco all’aeroporto Logan di Boston. Malloch, che lo scorso anno veniva indicato come candidato al ruolo di ambasciatore nel Regno Unito, al quotidiano inglese ha confermato di essere stato ascoltato in particolare sul suo rapporto con Roger Stone, stratega repubblicano.

Usa. L’amministrazione Trump sarebbe pronta a rivedere i vincoli alle emissioni di gas serra da parte delle automobili, allentando gli rigidi standard imposti delle riforme ambientaliste di Barack Obama. Secondo il New York Times, una proposta dei vertici dell’agenzia ambientale federale (Epa) è già sulla scrivania del Presidente per l’approvazione.

Siria. La Turchia respinge qualsiasi ipotesi di mediazione della Francia per un dialogo fra Ankara e le forze arabo curde siriane dell’Forze democratiche siriane (Fds), che ieri Emmanuel Macron ha ricevuto all’Eliseo.
Intanto Parigi smentisce la notizia diffusa ieri alcuni responsabili curdi in merito a nuove operazioni militari francesi nel nord della Siria al di fuori della coalizione internazionale contro il sedicente Stato islamico.

Catalogna. Secondo il magazine Der Spiegel, il governo di Angela Merkel non si opporrà a un eventuale via libera da parte della giustizia tedesca all’estradizone in Spagna dell’ex Presidente della Generalitat Carles Puigdemont.

Egitto. Il presidente Abdel Fattah al-Sisi è stato rieletto con il 96,9% dei voti espressi, la stessa percentuale con la quale aveva vinto alle elezioni del 2014. L’affluenza alle elezioni che si sono svolte dal 26 al 28 marzo è stata pari al 42,08%.
Libia. Il sindaco della municipalità di Tripoli, Abdulrauf Beitelmal, è stato liberato. Lo riferisce l’ufficio del coordinamento della sicurezza della capitale libica, sottolineando che era nelle mani di «milizie fuorilegge». L’allarme era stato lanciato ieri dal Consiglio comunale della capitale libica. Alcune fonti avevano suggerito che i rapitori potessero appartenere a un gruppo del ministero dell’Interno. Secondo altre fonti, invece, il sindaco era stato arrestato per corruzione.

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