martedì, Luglio 27

Gaza, la tregua saltata Raid israeliani contro i razzi. Renzi in partenza per Iraq e in Kurdistan

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Tre razzi sparati dalla Striscia di Gaza contro la città israeliana di Beer Sheva, nel Neghev, hanno rotto l’ennesima fragile tregua tra Israele e Hamas.

Hamas non ha rivendicato le esplosioni che, in zone disabitate, non hanno fatto vittime. In risposta, il Premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo Ministro della Difesa Moshe Yaalon hanno ordinato all’Esercito di riprendere a colpire «obiettivi terroristici».
La nuova crisi è arrivata dopo l’escalation verbale innescata dalle indiscrezioni, sui media israeliani, di una presunta intesa con di Tel Aviv gli Usa, per il coordinamento comune della tregua.
Per Jihad islamica, presente al tavolo dei negoziati del Cairo, l’accordo non è stato raggiunto per «l’intransigenza israeliana». «Il nemico non ha accettato nessuna richiesta dei palestinesi e tutte le opzioni sono aperte», ha ammonito Hamas.
Così è stato, dopo i razzi la delegazione israeliana è stata subito richiamata dall’Egitto. E prima dello scadere del cessate il fuoco della mezzanotte, nel pomeriggio sono partiti i bombardamenti aerei di Israele, con forti esplosioni nella Striscia. Fonti palestinesi hanno riferito di «due bambini rimasti feriti» nei raid israeliani su Rafah.

Di ritorno dal viaggio in Corea del Sud, Papa Francesco ha definito «terza guerra mondiale» i conflitti che insanguinano il mondo, dall’Iraq alla Siria, dalla Striscia di Gaza alla Libia, fino alle stragi di migranti che attraversano il Mediterraneo e ai combattimenti nell’Ucraina dell’Est.
Il Pontefice pronto a volare «in Kurdistan, se c’è la possibilità», che ha dichiarato «lecito, fermare l’aggressore ingiusto -fermare, non bombardare o fare la guerra-», vive un grave lutto famigliare: un suo nipote 38enne, Emanuel Bergoglio, secondo le prime ricostruzioni dei media argentini, avrebbe tamponato un camion a Cordoba, circa 550 chilometri a Nord di Buenos Aires, e nell’incidente sarebbero rimasti uccisi la moglie 36enne e due suoi nipoti piccoli, di due anni e otto mesi. Il conducente è ricoverato in gravi condizioni e Francesco, «profondamente addolorato», ha chiesto «a tutti coloro che partecipano al suo dolore di unirsi a lui nella preghiera».

In Iraq è in corso un’offensiva governativa per riprendere il controllo di Tikrit, 180 chilometri a nord della capitale, gli islamisti dell’IS, lo Stato islamico, starebbero arretrando. Ma i combattimenti contro i peshmerga curdi e l’Esercito regolare, sostenuti dai raid Usa, sono ancora aspri.
Per domani 20 agosto, il Premier italiano Matteo Renzi ha annunciato una visita lampo a Baghdad e poi ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, con rientro in serata a Roma. L’agenzia ONU dell’Unicef, intanto, ha denunciato «diverse migliaia di bambini tra i 12 mila rifugiati iracheni in Siria», verso la quale la Federal Aviation Administration (FAA) Usa ha vietato tutti i voli commerciali americani.
A quasi un anno dalla strage siriana, tutta da chiarire, di Ghouta, il 21 agosto 2013 (centinaia, forse migliaia di vittime civili da gas tossici), il Pentagono ha comunicato la distruzione completa degli agenti chimici, a uso bellico, consegnati da Damasco alla missione internazionale ONU-OPAC per il disarmo, grazie all’accordo tra Stati Uniti e Russia.

In Algeria, almeno 200 siriani sono stati fermati mentre tentavano di raggiungere la Libia -far west di milizie rivali, che «preoccupa fortemente» la Lega Araba-, per imbarcarsi clandestinamente verso Lampedusa.
Dopo il nuovo appello del Ministro dell’Interno Angelino Alfano a Frontex (l’agenzia UE che pattuglia i confini esterni) a subentrare ai militari italiani di Mare Nostrum, la Commissione di Bruxelles ha nuovamente rimpallato le responsabilità sui Paesi membri: «Devono fare di più con mezzi e finanziamenti, perché Frontex è un’agenzia piccola».
Dall’Africa cresce anche la minaccia del virus Ebola, con 113 nuovi casi e 84 decessi registrati dal 14 e al 16 agosto 2014 dall’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) tra Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone.
Dallo scoppio dell’epidemia, si contano 1.229 morti, su un totale di 2.240 casi: una paziente proveniente dall’Africa è stata messa in isolamento in una clinica di Berlino, dopo essersi presentata a un ufficio di collocamento del quartiere di Pankow con sintomi dell’infezione.

Il 23 agosto, la Cancelliera tedesca Angela Merkel sarà in Ucraina, su invito del Presidente Petro Poroshenko, per la prima volta dall’inizio della crisi.
A Kiev incontrerà il Premier Arseni Iatseniuk e i sindaci di varie città ucraine, per discutere, si legge nella nota di Berlino, «dell’attuale situazione, dell’atteggiamento da tenere nei confronti della Russia e delle possibilità di sostegno concreto all’Ucraina». La tavola rotonda organizzata nell’ex capitale divisa del Muro tra le due parti non ha dato esiti di distensione. Da una parte il Governo di Kiev intende proseguire la sua offensiva, per riconquistare l’Est. Dall’altra la Nato tema una nuova invasione russa in territorio ucraino e richiama i Paesi membri dell’alleanza ad aumentare le spese militari.
Nell’ultima giornata, le truppe dell’Esercito ucraino sono riuscite ad entrare a Lugansk, roccaforte separatista, riconquistando un quartiere. Si combatte duramente, con nuovi morti e feriti, in diverse zone della provincia, tra le quali Novosvitlivka e Khriashchevate, e vicino a Donetsk, bombardata dall’artiglieria.
Kiev ha denunciato una nuova strage, con il rinvenimento di almeno 15 cadaveri «bruciati vivi» di civili in fuga da Lugansk, a causa di un missile. I ribelli gridano invece il massacro di «oltre 10 bambini», morti per le «bombe dell’Esercito ucraino su un asilo di Makievkai».

Il capo della Commissione europea José Barroso ha chiesto «un’inchiesta sulla strage di profughi ucraini», e confermato la partecipazione dell’UE al summit tra l’Unione doganale post-sovietica e l’Ucraina, il 26 agosto a Minsk, dove saranno presenti sia il Presidente russo Vladimir Putin sia l’omologo Poroschenko.
Mosca minaccia possibili nuove sanzioni sull’import di auto straniere, farmaci e attrezzature sanitarie. E la Germania resta il principale mediatore tra il Cremlino e l’Europa e gli Usa, dove non si placano le proteste di massa per l’uccisione, il 9 agosto in Missouri, del 18enne di colore disarmato Michael Brown, per mano di un poliziotto.
L’indiscrezione della morte del ragazzo, ripresa in un video da una ragazza che ha testimoniato al Commissariato, di «un agente che sparava a uomo con mani alzate», ha infiammato ancora di più gli animi e a Ferguson, cittadina dell’omicidio, due persone sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco e almeno 31 persone -inclusa una 90enne- sono state arrestate nella lunga notte di riots.

 

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