sabato, Settembre 18

Gaza, gli Usa per l'invasione

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Aspri combattimenti nella Striscia di Gaza  e nuove giovani vittime tra i palestinesi. Ma l‘invasione di terra delle forze israeliane, scoraggiata dagli Usa, ha finito per avere il pieno sostegno di Barack Obama. «Difendo fermamente il diritto di Israele a difendersi», ha dichiarato il Presidente americano nel suo ultimo discorso pubblico, «nessun Paese può accettare che siano sparati razzi ai suoi confini»,

Hamas, in risposta, non ha fermato la pioggia di razzi verso Israele. Nel pomeriggio le sirene di allarme sono risuonate a lungo a Tel Aviv e nel centro del Paese e si sono potute sentire tre forti esplosioni, frutto, probabilmente, dell’intercettazione di ordigni da parte della batterie antimissile israeliane Iron Dome. Tel Aviv ha rivendicato «l’intervento limitato sul terreno» contro i tunnel di Hamas: «Oltre 100 siti del terrore, 9 tunnel e più di 20 postazioni di lancio di razzi» sarebbero stati «neutralizzati» dallo schieramento di forze israeliane. Le brigate di Hamas, comunque, si sono dimostrate capaci di reagire all’offensiva. «Gaza sarà la tomba per i soldati di occupazione», hanno minacciato gli islamisti della Striscia. 

Nella notte, i morti sono stati una decina: tra questi un soldato israeliano, probabilmente colpito da fuoco amico e almeno 9 palestinesi, tra i quali un bambino di cinque mesi.  «Le forze a terra avanzano nelle loro rispettive missioni», ha contrattaccato Israele. Parlando alla nazione, il Premier Benyamin Netanyahu ha dichiarato l’Esercito pronto, su suo ordine, a una «possibile e significativa estensione dell’operazione». Per tutta la giornata, dalla Striscia sono arrivate segnalazioni di nuovi morti tra i palestinesi: «Tre ragazzi tra i 12 e i 16 anni», in particolare, sarebbero stati «uccisi dall’artiglieria israeliana», ha riferito l’agenzia ‘Maan‘. Dall’inizio dell’operazione israeliana Margine Protettivo contro Gaza, undici giorni fa, il bilancio provvisorio è di 260 vittime e oltre 2 mila. L’agenzia dell’Onu Unicef ha contato «almeno 38 bambini uccisi a Gaza. Una media di quattro bambini uccisi al giorno».

La tregua egiziana resta un miraggio. Dopo un colloquio telefonico sull’operazione di terra a Gaza tra Obama e il suo braccio destro John Kerry, si sono diffuse voci sull’arrivo del Segretario di Stato Usa al Cairo, dove, in giornata, sono atterrati anche il Ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini e il suo omologo francese Laurent Fabius. Ma poi nella capitale egiziana è arrivata solo una sua delegazione del Dipartimento di Stato. Kerry ha annullato la visita all’ultimo minuto. E, dopo un breve colloquio con Fabius, dal Cairo è volato via anche il Presidente dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) Abu Mazen: in teoria al Governo con Hamas ma, con la guerra, oggetto di una campagna d’odio nella Striscia. La Mogherini in Egitto è riuscita a incontrare solo Fabius, Mazen era in partenza per la Turchia, dove il Premier islamista Recep Tayyip Erdogan ha gridato al doppio gioco di Israele: «Il Presidente egiziano è un tiranno alleato degli israeliani». Appellandosi alla comune invocazione per la pace in Terra Santa, Papa Francesco ha chiamato personalmente sia il Presidente israeliano Shimon Peres sia Mazen, l’8 giugno scorso entrambi in Vaticano per la preghiera delle tre religioni, esternando loro la sua «gravissima preoccupazione» per il conflitto.

Dallla Santa Sede, Francesco ha espresso «grande costernazione», anche sul disastro aereo in Ucraina, provocato dalla guerra in corso. Per l’intelligence Usa con «accesso al dossier», il Boeing della Malaysia Airlines esploso nell’Est è stato a abbattuto «molto probabilmente» dai separatisti, con un «missile lanciato dall’interno del territorio», come ha ribadito anche Obama, sottolineando «l’impossibilità di abbattere aerei dei filorussi, senza armi sofisticate e addestramento da Mosca». Kiev ha accusato il Cremlino di «un crimile internazionale». Di passaggio sulla rotta del volo MH17 poco prima della tragedia con un «aereo di Stato degli stessi colori e delle stesse dimensioni», dai media moscoviti il Presidente russo Vladimir Putin ha rilanciato invece la tesi del complotto, rivendicando di essere lui il bersaglio degli attentatori, mentre era di ritorno, come il Collega indiano Narendra Modi dal vertice dei BRICS in Brasile.

Tra Kiev e Mosca è guerra di propaganda. «Ma non è tempo di propaganda, non è tempo di giochi», ha ammonito Obama, chiedendo «l’immediato cessate il fuoco in Ucraina» ma escludendo, come in Medio Oriente, «un ruolo militare americano nella crisi». Mosca ha fatto sapere che «non richiederà le scatole nere» del velivolo, una delle quali è stata ritrovata. Alle indagini, parteciperanno, con l’ok dei separatisti russi, 30 osservatori internazionali dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e, in aggiunta all’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile e agli inquirenti ucraini, alcuni esperti americani dell’FBI (Federal Bureau of Investigation). Nel Donetsk teatro della tragedia, i miliziani filorussi hanno annunciato un cessate il fuoco tra i 2 e i 4 giorni, per consentire il recupero dei resti del Boeing, sparsi a una 30ina di chilometri della cittadina. Dal Cremlino, Putin ha chiesto «un’inchiesta obiettiva» sul volo partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur, che al momento dello schianto aveva a bordo 298 persone.

Tra le vittime si contano anche tre neonati e un «cittadino italo-olandese con il figlio». I Paesi Bassi contano il numero maggiore di perdite, con 189 connazionali morti nel disastro: 100 di loro, come il parlamentare olandese Pim de Kuijer portavoce del movimento Stop Aids Now, erano diretti al convegno mondiale sul virus Hiv a MelbourneMolte le famiglie che, sul volo, erano dirette in vacanza nel Sud-Est asiatico con bambini e ragazzi: 80 secondo le informazioni di Kiev. Tra le altre vittime ci sarebbero 27 australiani, 23 americani, 23 malesi e 9 cittadini britannici: smentita invece la presenza di quattro francesi a bordo, comunicata a caldo dall’Eliseo.

Sulla strage di innocenti, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha chiesto un’«inchiesta internazionale completa ed indipendente» sull’aereo precipitato in Ucraina. L’International Civil Aviation Organization di Palazzo di Vetro si è offerta di contribuire alle indagini. Secondo i primi rapporti credibili, si ipotizzerebbe l’impiego di un «sofisticato missile terra-aria», ha anticipato il Capo degli Affari politici delle Nazioni Unite Jeffrey Feltman«per un abbattimento apparentemente deliberato di un aeroplano civile». Nonostante la tregua annunciata a Donetsk, la guerra nelle regioni orientali dell’Ucraina continua: 20 civili morti è il bilancio dell’ultima giornata di scontri tra le forze governative e i filorussi, nella roccaforte di Lugansk: «I proiettili», denunciano i testimoni, «cadono su ogni quartiere».

In Libia, dopo una settimana di guerriglia per il controllo dell’aeroporto di Tripoli, bersagliato da razzi, l’Amministrazione della capitale ha annunciato il cessate il fuoco tra le milizie rivali e l’affidamento provvisorio dello scalo a una forza neutrale.

Anche la Siria vive un’escalation di scontri, con l’assalto dei jihadisti dell’ISIS (Stato islamico dell’Iraq e del Levante) ai giacimenti di gaas nella provincia di Homs. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, con base a Londra, organo di propaganda dei ribelli, ha denunciato almeno 90 morti negli scontri tra i fondamentalisti islamici e i lealisti del Presidente Bashar al Assad: l’ISIS sarebbe riuscito a impadronirsi del giacimento di Al Shaer e decine di uomini sarebbero stati uccisi, anche con esecuzioni sommarie.

In Pakistan, almeno otto soldati sono caduti, all’alba, in un attacco degli integralisti islamici nel distretto tribale di Khyber, al confine con l’Afghanistan.

 

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