martedì, Settembre 21

Gaza, giornalisti palestinesi chiedono giustizia Le proteste dopo l'uccisione da parte dei cecchini israeliani di Yaser Murtaja

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La Marcia del ritorno a Gaza, organizzata il 30 marzo per reclamare il diritto al ritorno nelle terre perdute nel 1948, al momento della nascita dello stato d’Israele, ha fatto numerose vittime. A morire anche Yaser Murtaja, giornalista punto di riferimento a Gaza perché aveva fondato la casa di produzione Ain Media, che lavora con Bbc e Al Jazeera.

L’uomo è stato ucciso il 6 aprile dai cecchini israeliani. Ma Yaser Murtaja non è stato l’unico reporter preso di mira dai cecchini: altri giornalisti sono stati uccisi venerdì scorso. E il sindacato dei giornalisti palestinesi sottolinea «che c’è una chiara intenzione dell’esercito israeliano di sparare contro» di loro.

Per la stampa araba l’uccisione di Mortaja è il simbolo dei crimini di guerra perpetrati da Israele dall’inizio della marcia pacifica. Il giubbotto con la scritta ‘press’ distingue i giornalisti durante i combattimenti e segnala che si tratta di civili disarmati. Sparare contro di loro è un crimine di guerra, come lo è farlo contro qualsiasi persona che non partecipi direttamente al conflitto. E per questo continuano a manifestare, anche per i giornalisti.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

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