Gaza, ancora scontri. Oltre 170 i feriti Abu Mazen chiede scusa per le affermazioni sugli ebrei. Siria, Opac ha concluso i suoi controlli a Douma

Nella sesta tornata di dimostrazioni settimanali di massa contro il blocco della Striscia di Gaza si sono avuti finora 170 feriti, 22 dei quali sono stati colpiti da proiettili mentre gli altri sono stati intossicati da gas lacrimogeni o contusi. Fonti locali aggiungono che due droni israeliani sono stati abbattuti mentre sorvolavano la Striscia. Solo di uno è stato confermato da Israele l’abbattimento.

Intanto il presidente palestinese Abu Mazen si è scusato per le sue affermazioni sugli ebrei pronunciate durante il Consiglio nazionale palestinese. «Se qualcuno è rimasto offeso mi scuso. Non era mia intenzione offendere alcuno. Ho profondo rispetto per la fede ebraica e per altre fedi monoteistiche. Ribadisco la nostra ben nota condanna della Shoah come uno dei crimini più odiosi della storia ed esprimiamo solidarietà alle vittime». Il presidente palestinese ha anche detto: «Confermo il nostro impegno alla Soluzione dei 2 stati che vivano in pace e in sicurezza l’uno accanto all’altro».

Passiamo in Siria, perché gli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) hanno terminato la loro missione di accertamento a Douma sul presunto attacco chimico da parte di Damasco il 7 aprile scorso. Lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov: «Ora ci aspettiamo che l’Opac pubblichi una relazione con i risultati del lavoro degli esperti», ha aggiunto.

Negli Usa, Donald Trump ha detto che gli piacerebbe parlare con il procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller ma vuole prima assicurarsi di essere «trattato correttamente perché tutti vedono che è una pura caccia alle streghe». Nel frattempo oggi il presidente è andato alla convention della National Rifle Association (Nra), la potente lobby delle armi che si riunisce a Dallas.

In Svezia, è stato deciso che il premio Nobel per letteratura non verrà assegnato quest’anno a causa dello scandalo molestie sessuali che ha coinvolto il marito di una dei membri dell’Accademia, Katarina Frostenson. E’ la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale che il premio non viene assegnato.

In Gran Bretagna, il Labour si conferma primo partito nel voto amministrativo di 150 assemblee locali ma non sfonda nelle roccaforti Tory. Il partito della premier Theresa May tiene soprattutto nelle aree pro Brexit del Paese, a scapito dell’Ukip di Nigel Farage. I risultati attribuiscono ai laburisti di Jeremy Corbyn il controllo più o meno degli stessi consigli comunali della vittoria amministrativa del 2014.

In Spagna infine il governo presenterà un ricorso davanti alla corte costituzionale di Madrid per ottenere l’annullamento della ‘legge Puigdemont’ votata oggi dal Parlament catalano per consentire una rielezione a distanza del presidente deposto Carles Puigdemont, ora in esilio. Ad annunciarlo il portavoce del governo Inigo Mendez de Vigo.