sabato, ottobre 20

Gas, corsa ai contratti nel Mediterraneo E Mosca non sta a guardare

0

Corsa ai contratti per l’energia: nell’ultimo mese la mappa del gas mediterraneo destinato a raggiungere l’Europa ha cominciato a prendere forma.

Il 19 settembre Egitto e Cipro hanno firmato l’accordo per la costruzione dell’oleodotto sottomarino che dall’isola al centro del Mediterraneo dovrà portare il gas naturale verso la costa egiziana, dove sarà raffinato e riesportato in Europa.

Il 20 settembre l’italiana Eni e l’egiziana Tharwa hanno firmato un contratto da 105 milioni di dollari per l’esplorazione di nuovi bacini di gas e petrolio sulla costa del Sinai.

A fine mese, altro contratto: l’israeliana Delek Group e l’americana Noble Energy hanno acquisito quote di partecipazione per l’oleodotto che in passato portava il gas egiziano in Israele. Questa condotta è chiusa dal 2012 per via dei ripetuti sabotaggi in Sinai, ma adesso si parla di renderla nuovamente operativa, in senso opposto: il gas dei bacini al largo di Tel Aviv, venduto all’egiziana Dolphinus Holdings, potrebbe raggiungere l’Europa seguendo la stessa strada di quello di Cipro.

Domani è previsto un incontro decisivo: i ministri degli Esteri di Egitto, Cipro e Grecia si riuniranno a Creta per discutere di energia. La Grecia è l’ultimo ponte per l’Europa: da anni è in cantiere un costosissimo oleodotto, l’Eastmed, che dovrebbe collegare Cipro alla Grecia. Il nostro paese è uno dei firmatari dell’ambizioso progetto.

Nel bacino del Mediterraneo Orientale, teatro di conflitti e rivalità regionali insanabili, ci sono tre trilioni e mezzo di metri cubici di gas e oltre un miliardo e mezzo di barili di petrolio suddivisi nelle acque di Egitto, Israele, Cipro, Libano e Siria.

Non è un caso se le tensioni militari nella zona si sono acuite proprio in questo ultimo mese, in concomitanza dei decisivi contratti sugli oleodotti. Il blocco navale russo nelle acque intorno a Cipro in seguito all’abbattimento di un aereo militare durante l’ultimo attacco israeliano in Siria è solo uno degli episodi che hanno segnato uno scontro del quale è difficile prevedere gli esiti. La posta in gioco è altissima: la fornitura di gas ai tre maggiori consumatori mondiali. Europa, India e Cina.

La Russia, principale fornitore del gas europeo, è al lavoro su tutti i fronti caldi. E non solo su quello turco. Certo, Ankara si è vista tagliare fuori dalle rotte dopo l’accordo annunciato tra Egitto e Cipro. Ma Mosca la vede diversamente: con il governo di Erdogan ha evitato lo scontro su Idlib, raggiungendo un accordo per l’enclave siriana in mano ai ribelli alleati di Ankara. Anche perché dalla Turchia, attraverso il Mar Nero, passa l’oleodotto che porta il gas di Gazprom direttamente sulle coste mediterranee, nei pressi di Istanbul. Di qui ai Balcani, dove l’influenza della Turchia sta crescendo, il passo è breve.

Un piede Mosca lo tiene ben fermo in Egitto, snodo delle nuove rotte energetiche: a partire dal 2013 il Cremlino ha firmato con Il Cairo una serie di accordi che vanno dall’ambito commerciale a quello militare e dell’energia nucleare. Non per niente il governo egiziano del presidente Abd Al Fattah Al Sisi ha adottato in pieno la visione russa in Siria, schierandosi al fianco del presidente Bashar Al Assad.

In Siria Mosca, sempre nel 2013, ha firmato un accordo con Assad per l’esplorazione del Blocco 2 nel quale si ritiene possano trovarsi altre consistenti riserve di gas.

Anche a Cipro la Russia si muove senza grosse difficoltà: è dalla metà degli anni 90 che ha un accordo di cooperazione per la difesa con Nicosia. Il recente blocco navale russo delle acque intorno a Cipro non è arrivato del nulla.

In Libano la russa Novatek, insieme all’italiana Eni e alla francese Total, inizierà le esplorazioni dei giacimenti di gas agli inizi del prossimo anno: i lavori riguarderanno anche il Blocco 9, conteso tra Beirut e Gerusalemme.

E poi c’è Israele: il centro di ricerche strategico francese ‘Fondation pour la Recherche Stratégique’ ha parlato di un accordo tra Mosca e Tel Aviv. A Gazprom sarebbe stato promesso un ruolo nell’industria energetica israeliana e nelle esportazioni del gas verso l’Europa in cambio della sicurezza delle piattaforme al largo di Israele: l’organizzazione libanese Hezbollah le ha più volte definite obiettivo primario di attacco in una futura guerra.

Oggi il nostro ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, era a Mosca. La controparte russa, Sergey Lavrov, ha lodato «l’approccio equilibrato» dell’Italia. Certo, Eni è in Egitto e a Cipro, protagonista delle esplorazioni nei bacini che faranno concorrenza al gas russo. Ma è anche in Libano al fianco di Novatek. E poi il nostro paese è l’unico in Europa ad aver espresso fin dagli inizi una posizione da molti considerata neutrale nei confronti del presidente siriano Assad. Un piede Mosca ce lo deve avere anche in Italia.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore