lunedì, Agosto 2

Galeotto fu il gelato …

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 Marianna-Madia-gelato

 

Questo potrebbe essere il mio ultimo AMBRacadabra. No, non ho deciso di appendere ‘L’Indro‘ al chiodo, e neanche il Pc (anche se il mio lo meriterebbe, 18 minuti per domarlo e costringerlo ad assecondarmi. Deve avere uno spirito ribelle fra i programmi…).
Il problema è che io sono costantemente connessa con le news e ogni minuto che passa, le previsioni meteorologiche su Roma si fanno sempre più drammatiche. Roba da sacchi di sabbia alla finestra. Profezie apocalittiche. Ieri pomeriggio, per il forte vento, un albero è caduto su un palazzo. Ci manca solo un sottofondo di angeli trombettieri e ce le hanno dette tutte.
Parlano di 800 volontari reclutati; di 50 Associazioni allertate. Insomma, vi ricordate la nevicata che fece sdrucciolare l’ex Sindaco Gianni Alemanno? Era quasi un posto al sole.

Ragion per cui non so se verrà interrotta l’energia elettrica o il gas. Ieri, secondo le norme, sarebbero dovuti anche partire gl’impianti centralizzati di riscaldamento: il mio smartphone segnalava 22 gradi.
Insomma, #nonpossiamostaresereni.

Sfido, allora a scivolare ai massimi storici del pessimismo. Ieri sera, il Ministro Dario Franceschini, al Premio De Sica, nella bella sala di Palazzo Barberini, ha fatto riferimento ad una delle tante classifiche che ci vedono malmessi.
Non quella dell’ignoranza, di cui vi ho parlato ieri. Stavolta la statistica riguarda i popoli ottimisti. Non ci ha detto chi ha vinto l’Oscar   -probabilmente qualche Paese del Nord Europa, anche se una statistica parallela registra lì i picchi dei suicidi… -; ci ha semplicemente comunicato che siamo posizionati giù in fondo, quasi nello scarico del lavandino, intorno al 140.mo posto.
Oggi, qui a Roma, scuole chiuse, (uffici non so…) tanto per evitare guai, e un passaparola non ufficiale di starsene tutti a casa, così non si incorre in una folata di vento che ti getta direttamente sulla cupola dell’Osservatorio di Monte Mario.
Starmene qui barricata in casa, io che di domestico e di massaio non ho proprio nulla, mi aizza la litigiosità. Cosicché riprendo la battaglia, trasferendo dall’agone di Facebook nell’AMBRacadabra un dibattito in cui ho speso un po’ di energia.

Tema: Il gelato di Marianna Madia
Svolgimento: partiamo dal presupposto che io la Madia la conosco e, secondo me, la rovina la voce e quell’aria di ragazzina smarrita.
Ho persino posato con lei per una bella foto di un calendario di beneficenza, per sostenere un’Associazione anti-anoressia.

Ora meno la bomba n. 1: il fotografo che ci ha ritratte era quel Gerard Bruneau, collaboratore di Andy Warhol che in molti ricorderete come colui che ha recentemente immortalato i ‘Bronzi di Riacenei panni di partecipanti ad un Gay Pride.
Il calendario, malgrado conti i giorni del 2011, e dunque fu realizzato a fine 2010, è ancora esposto nel mio studio: e quando mi capita più di venire fotografata in peplo avorio e turchese, oltre che con Marianna Madia, con Barbara Saltamartini, con la giornalista Josephine Alessio, la ginecologa Adriana Bonifacino e la pensionata Rosaria Lucandri Andreozzi?
Noi eravamo il mese di marzo e a corredo c’era un pensierino dell’allora Presidente di Federlazio Maurizio Flammini (ho controllato, ora si chiama Silvio Rossignoli), che ora che lo rileggo (bomba n. 2) mi pare un po’ sessista, anche se lui, poverino, magari pensava di farci un gran complimento: «La morbidezza della mente e del corpo è l’infinita ricchezza delle donne».
Vi dirò, la ‘mente morbida’ mi ricorda il ‘pensiero debole’ o la facilità di manipolazione e, dunque, forse c’è qualcosa che non quadra.
Avrei dovuto pensarci tre anni fa e non venire ora a fare la rivendicatrice a scoppio ritardato.

Come al solito, mi son ficcata in un labirinto di pensieri e devo riprendere il bandolo della matassa.

Il casus belli è lei, la Marianna. Se fosse nata in Francia, l’avrebbero promossa ‘simbolo de la Patrie’; è invece nata in Italia, ragazza di buona famiglia e ottime frequentazioni e si ritrova Ministra… E fin qui, tutto quadra. Non mi sarei mai aspettata, però, di dover scendere in campo (anch’io, che ci volete fare?) per difenderla da una specie di imboscata proditoria tesale da uno di quei giornali di gossip che rimasticano spetteguless. Il fatto è che tale patinato fa parte dell’Impero mediatico di un personaggio che col dante causa di Marianna ha fatto un patto, denominato il patto del Nazareno, che praticamente allea i due, o, comunque, li collega.
Dunque, non sembra corretto che una sequenza di foto dove la Ministra slurpa un gelato   -magari era il suo pranzo… i Ministri sono sempre oberati d’impegni, comparsate, riunioni, Consigli dei Ministri, comitati ristretti e via dicendo-  venga avvelenata da una didascalia che è una bomba di allusività sessista.
Da quest’episodio, sui social media si è scatenata la bufera. Considerandolo un dovere civico, ho condiviso anch’io un post piuttosto indignato della Collega Cinzia Romano, che stigmatizza l’episodio, invocando un intervento disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (ma chi, quello che ha riabilitato l’Agente Betulla?) contro il Direttore del settimanale.
Non riesco a trovare una connessione fra il direttore del fatal settimanale che si dedica a sofisticate letture culturali e la stessa persona che ‘licenzia’ la suddetta sequenza fotografica, resa ‘notizia’ dal commento sessista che l‘accompagna.
O quel giorno in cui s’è deciso di pubblicare quelle sue specifiche foto lui era assente o si è fatto prendere la mano dalla goliardia.
Dopo alcune frasi di solidarietà con la Madia da parte di amici di FB, sul post è comparso il commento di una Collega giornalista   -che, in passato non mi aveva filata di pezza che, con aria da Nemesi, obiettava: «E allora, tutte quelle storie sul Calippo?»
Il suo intervento un po’ deragliato mi ha stupita assai: è possibile che non fosse in grado di distinguere le circostanze così diverse in cui si erano consumati i due episodi?
Così ho risposto: «Ragioniamo. Madama Calippo, all’epoca della sua performance pubblicitaria, speculava proprio sul doppio senso, a suo rischio e disdoro x tutto il genere femminile. La Madia si stava innocentemente prendendo un gelato e il doppio senso lo ha insinuato il Giornale».
Oltretutto Madama Calippo, al secolo Francesca Pascale, non ha un ruolo politico, non ricopre nessun Ministero, e la testa sul ceppo l’ha messa lei… e attualmente sta dando interviste a destra e a manca per accreditarsi come Angelo del Focolare.
Non potendo smentire le mie ragionevoli considerazioni, la mia contraddittrice l’ha presa da un altro lato, dicendo che volevamo attentare alla libertà di stampa e che il pubblico è libero di comprare o non comprare un giornale.
Sarà pur vero, ma se un giornale fomenta i bassi istinti del pubblico, va a pallino qualsiasi speranza di migliorare l’etica di un popolo…
E’ poi intervenuto un altro tizio, assolutamente sconosciuto, a darle manforte ed io ho lasciato perdere. Tanto, da quegli scritti emergeva tutto…
Però mi sorge una riflessione: come mai, lo stesso giornale non ha mai presentato sequenze fotografiche di altre Ministre, più vicine al cor di Mr B. (nell’imbarazzante conflitto d’interessi di essere nel contempo Premier e proprietario dello stesso), mentre sorbivano un gelato e con scritte tipo ‘In allenamento’? Misteri buffi di quest’Italia, dove ci si azzuffa come ai tempi di Guelfi e Ghibellini e si ha il senso delle istituzioni sotto i tacchi.  

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