sabato, Aprile 10

Gae Capitano: la musica delle piccole cose

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La musica italiana, oggi, è scivolata in un abisso di sciatteria da non ritorno. Abbandonando il felice fraseggio composto e stiloso di un tempo, per sposare luoghi comuni e tanta, tanta volgarità.
Spogliandosi, dunque, di ciò che, al di là della melodia e del belcanto, l’ha resa famosa e fruibile: i testi. Le parole che, opportunamente combinate, creavano immagini da gustare prima con gli occhi della mente, per lasciare poi il posto all’affezione del cuore.
Apparentemente finiti i tempi gloriosi delle poesie in musica di Pino Mango, Mogol, Panella, Migliacci, Camisasca e Duchesca? Fortunatamente, non è sempre così.

Se, da un lato, assistiamo al fenomeno degli ‘autori-divi’   -ovvero ragazzotti capaci a imbracciare matita e per lo più chitarra (e, in casi ben più rari, il pianoforte), messi sotto strapagato contratto editoriale dalle divisioni cosiddette ‘Publishing’ delle multinazionali (e questo spiega il fragile ma resistente, perenne livellamento cacofonico della media della produzione degli artisti del momento)-, dall’altro vi è ancora gente capace di far battere il cuore, quando scrive. E, altresì, di far sperare che la musica sia anche molto di più di questo continuo ‘già sentito’ che impazza senza freno in radio, tv e sul web. Con video, o solo in formato file audio.

Un esempio? Gaetano Capitano. O, più semplicemente, Gae.
Siciliano naturalizzato piemontese, Maestro diplomato al Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ di Torino, appunta e scrive pensieri, frasi e testi sin dall’infanzia. Per lui la parola impressa a inchiostro sul foglio bianco è proprio come respirare: non può farne a meno. Ma, soprattutto, non ha mai negato il valore della cosiddetta gavetta. Quella che fa la differenza e che i più, oggi, non sanno neanche cos’è, e come si scriva.

Un po’ di storia. Premettiamo doverosamente che il mestiere di hitmaker non lo si impara a scuola, o tantomeno nei talent show. Lo si ha dentro, punto e basta. E’ innato, come il talento.
Gae Capitano è stato il primo classificato nella sezione ‘Autori’ del ‘Premio Lunezia 2012’, la rassegna-cult italiana per chi ambisce a sfornare canzoni: un Festival che premia il valore musicale e letterario delle canzoni, il più ambito e autorevole fra i riconoscimenti tecnici italiani.
Tenuto a battesimo da Fabrizio De Andrè e Fernanda Pivano, il ‘Premio Lunezia’ è giunto alla Ventunesima Edizione sotto la direzione del Patron Stefano De Martino, che lo ideò in tempi non sospetti. E ha, negli anni, consacrato sul podio artisti del calibro di Ivano Fossati, Ligabue, Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Laura Pausini, Vinicio Capossela, Lucio Dalla, Ornella Vanoni, PFM, Tiziano Ferro, Andrea Bocelli, Charles Aznavour, per ricordarne alcuni.
Forte di questa menzione, nel 2013 Gae Capitano ha vinto una selezione tra autori curata dal portale discografico USong.it (inaugurato da Adrian Berwick e Diego Calvetti, figure chiave della moderna discografia italiana).
Di lì a breve, un suo testo è stato scelto dal celebre Maestro Maurizio Fabrizio, autore di alcuni dei più famosi brani della musica italiana degli ultimi decenni: tra cui i gioielli ‘Almeno tu nell’Universo’ (Mia Martini) ‘I migliori anni della nostra vita’ (Renato Zero) ‘Strano il mio destino’ (Giorgia) ‘Sempre’ (Lisa), ‘Storie di tutti i giorni’ (Riccardo Fogli), ‘Un’emozione per sempre’ (Eros Ramazzotti).
Compresa ‘Forever’, perla firmata per la colonna sonora de ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino, vincitore del Golden Globe come miglior film straniero e candidato all’Oscar 2014.

Ma c’è di più. Gae Capitano, come dice il cognome che porta, è uomo dalle mille sfide: e ama mettersi in gioco. In palio? Ancora nuove emozioni da percorrere a fil di musica e parole.
Lo ritroviamo così finalista della sezione Poesia del prestigioso ‘Premio De Andrè’, a Roma, nell’edizione 2014 dove Dori Ghezzi ha consegnato a Fiorella Mannoia il premio alla carriera, dedicato al marito nonchè grande autore genovese.
Nel 2014, invece, Gae Capitano è stato l’unico autore italiano a collaborare al Disco dell’Anno ‘Il padrone della festa”, inciso dal trio di cantautori romani Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè, con il brano ‘Il Dio delle piccole cose’ (scritto con Max Gazzè e Francesco Gazzè).

Una canzone che ha ricevuto più consensi da critica specializzata e pubblico, superando le 300mila visualizzazioni su YouTube.

Premiato Disco D’Oro e di Platino dalla FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), ‘Il padrone della festa’ – pubblicato contemporaneamente in Germania, Francia, Belgio, Olanda, Spagna, Belgio, Svizzera e negli storeTunes di tutta Europa, Australia, Sud America, USA e Canada – è stato uno dei finalisti del ‘Premio Tenco 2015’ distinguendosi quale Miglior Album Cantautoriale italiano.

Stupisce però che  -dato il panorama storico attuale- il più noto successo di Gae Capitano si intitoli, proprio, ‘Il Dio delle piccole cose’… In un’epoca in cui  -anche nella musica- i buoni propositi, i sentimenti autentici e i valori veri faticano a trovare posto, vi sono ancora uomini ispirati che cantano la Bellezza dell’Universo partendo dalle gioie semplici della vita di ogni giorno.

Gae Capitano è tra questi.
Del resto, le Vie del Signore sono Infinite… Anche quelle delle signore…canzoni.

 

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