martedì, Settembre 28

Gabriella Fanello Marcucci. Da De Gasperi a Pannella, e oltre…

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Gabriella Fanello Marcucci è donna di molte vite e molte qualità. Ma aveva, ha, qualcosa che va al di là delle pur tante cose che la contraddistinguono. Ci ha momentaneamente salutato nella notte tra sabato 15 e domenica 16 agosto 2015. A settantasette anni portati da quella ragazza che è stata sino alla fine, appassionata, curiosa, propulsiva. E produttiva.

 

Studiosa del Movimento Cattolico, storica e archivista, è stata la Responsabile dell’Archivio Storico della Democrazia Cristiana, da lei costituito negli anni ’80. Dirigendolo poi sino al 1992, quando esce dalla DC. ‘Innamorandosi’ di un’altra, ma non necessariamente antitetica, passione politica, la nonviolenza di Marco Pannella e dei suoi radicali. Andando a guidare, e anche in questo caso di fatto creandolo, il formidabile, indispensabile, infungibile Archivio di Radio Radicale, borgesiana ‘Biblioteca di Babele’ della politica italiana. Quello della ormai scomparsa DC è confluito nel cospicuo patrimonio archivistico dell’Istituto Sturzo. Il vivissimo Archivio Radicale, incentrato sui documenti sonori della Radio, è unico in Italia, forse nel mondo. Vivo e in continua crescita da ormai ventitrè anni sotto la guida della Fanello. Che è stata anche Curatrice degli Archivi Radicali, costituiti da importanti, diacronici, fondi cartacei.

 

Madre di quattro figli (tutti maschi, nessuna è perfetta), è stata una storica cattolica decisamente irregolare. Unica. Con un’attività saggistica molto prolifica. Ha pubblicato più di trenta saggi, tra i quali varie biografie di Don Luigi Sturzo, Mario Scelba, Giuseppe Pella e Guido Gonella, nonché sul suo mentòre, Giuseppe Spataro, uno dei padri Costituenti della Repubblica. Non ha mai mirato alla carriera accademica, ritenendosi fondamentalmente un’intellettuale ‘operativa’.

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