giovedì, Dicembre 2

G7: gli impegni, a parole, sulla Salute field_506ffbaa4a8d4

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L’appello di Medici Senza Frontiere (MSF) all’apertura del vertice del G7 di Ise-Shima, in Giappone, ad assumere impegni ambiziosi per fornire le risorse necessarie a rispondere alle emergenze sanitarie che colpiscono il cuore dei sistemi sanitari globali, a parole è stato recepito dai sette. Il documento finale, infatti, dedica un capitolo decisamente ampio al tema. A una prima lettura, non sembrano rintracciarsi impegni concreti.

Il tema avanzato da Msf era decisamente ‘pesante’. A due anni dall’inizio dell’epidemia di ebola in Africa occidentale, il mondo appare oggi ancora impreparato a rispondere a emergenze sanitarie gravi, recita il documento dell’organizzazione, mentre la mancanza di Ricerca e Sviluppo per nuovi prodotti farmaceutici e i prezzi esorbitanti dei farmaci essenziali richiedono un’azione urgente e congiunta da parte dei leader del mondo.
«Chiediamo un’attenzione speciale per garantire che la risposta alle emergenze sanitarie resti centrale in tutte le discussioni sulla sicurezza sanitaria e la copertura sanitaria universale (UHC)», ha detto la Monica Rull, esperta di salute pubblica di MSF, «rispondere con forza alle emergenze sanitarie vuol dire identificare prontamente un bisogno e intervenire negli scenari di crisi seguendo i bisogni dei pazienti come principale filo conduttore e non intervenire soltanto quando è in gioco la minaccia alla sicurezza globale» . Il lodevole obiettivo della copertura sanitaria universale si sostanzia pienamente solo laddove nessuno abbia difficoltà di accedere alle cure mediche, tanto meno per motivi economici. Ma è chiaro che i bisogni e i rischi legati alle epidemie persistono, dai nuovi casi di ebola di inizio anno in Africa Occidentale fino all’epidemia di febbre gialla in corso in Angola.
Oggi assistiamo a una capacità di risposta alle emergenze estremamente limitata soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e nei contesti fragili, sostiene MSF. I Paesi del G7 dovrebbero cogliere questa opportunità per orientare le scelte della comunità internazionale nella direzione di un supporto concreto verso i Paesi più fragili e verso quelle aree in cui la popolazione è trascurata o marginalizzata. «Rafforzare i sistemi sanitari globali senza aumentare la capacità e le risorse per rispondere alle emergenze, è come costruire un ospedale senza pronto soccorso», ha detto Jeremie Bodin, direttore generale di Msf in Giappone.

Nel documento finale di Ise-Shima i sette grandi sostengono «ci rendiamo conto che i sistemi sanitari devono essere resilienti e avere la capacità di rispondere meglio, prepararsi e prevenire minacce per la salute pubblica a livello mondiale», sottolineando l’importanza di «risposte rapide e efficaci alle emergenze di salute pubblica», il tutto rimandando a riforme dei meccanismi di finanziamento che consentano l’erogazione veloce per pronte risposte e applicazione coordinata delle azioni necessarie nei diversi scenari di crisi.

Abbassare il prezzo dei farmaci salva-vita  e investire sulla Ricerca e Sviluppo (R&D) su farmaci essenziali e innovativi. Il G7 deve invertire questa tendenza, non solo rendendo prioritaria questa istanza, ma anche supportando con forza il Panel sull’Accesso ai Farmaci del segretario generale delle Nazioni Unite, che culminerà in un importante vertice a New York a settembre. MSF esorta i governi del G7 a non cedere alle pressione delle lobby farmaceutiche perché queste istanze non vengano ignorate o compromesse.

Nel documento approvato in Giappone sul tema della ricerca i sette affermano di riconoscere «l’importanza e il contributo delle attività di R & S» per non solo la migliore accessibilità ai rimedi esistenti, ma anche per scoprire nuovi rimedi, rimandando al documento ‘G7 Ise-Shima Vision for Global Health.

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