lunedì, Giugno 21

G7: cosa aspettarsi da Boris Johnson con Joe Biden in visita nel Regno Unito? Nel primo viaggio di Joe Biden come Presidente degli Stati Uniti nel Regno Unito, la 'relazione speciale' e Johnson alla prova di commercio post-Brexit, cooperazione di difesa e intelligence e poco altro

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Il primo viaggio di Joe Biden nel Regno Unito come Presidente degli Stati Uniti questa settimana è destinato a produrre centinaia di cronache sullo stato della cosiddetta ‘relazione speciale’, la maggior parte alla ricerca di segni della sua continua forza o della sua fine più o meno imminente.

Verranno analizzate le parole e interpretato il linguaggio del corpo nella speranza di rispondere a due domande perenni: questa nuova Amministrazione di Washington apprezza il Regno Unito tanto quanto lo apprezzavano i suoi predecessori? E apprezza il Regno Unito più di quanto apprezzi qualsiasi altro Paese?

Triste ma vero -e se doveste dubitarne, tornate con la mente alla fine di gennaio e all’evidente (alcuni direbbero patetica) soddisfazione, sulle pagine della stampa vicina ai conservatori britannici, alla notizia che il Primo Ministro Boris Johnson, e non la tedesca cancelliere Angela Merkel, è stato il primo leader al di fuori del Nord America a ricevere una telefonata da Joe.

Ma se queste domande sono perenni, questa volta saranno viste anche come ancora più scottanti.

Per prima cosa, c’è Donald Trump. Sebbene Boris Johnson alla fine abbia fatto del suo meglio per non apparire troppo allegro con lui, il Primo Ministro non ha potuto fare a meno di essere visto come una specie di alleato del 45esimo Presidente, persino, forse, uno spirito affine populista.

Poi c’è la Brexit e, in particolare, le preoccupazioni per il fatto che il Regno Unito stia giocando allegramente con gli accordi per il confine tra l’Irlanda del Nord e l’Irlanda. Attenersi al piano concordato è considerato negli Stati Uniti cruciale per il mantenimento dell’Accordo del Venerdì Santo che garantisce la pace sull’isola. Il nuovo presidente è orgogliosamente irlandese-americano e prende molto sul serio il ruolo degli Stati Uniti come custode dell’accordo di pace.

Ma un’altra ansia legata alla Brexit infastidirà altrettanto Johnson. La prospettiva (o meno) di un accordo di libero scambio con Washington è sempre nella sua mente. Dopotutto, un elemento chiave della promessa della Brexit era liberare i governi britannici per concludere accordi di libero scambio con altri Paesi. E, sicuramente, nessun Paese offre un premio più grande e migliore in questo senso rispetto allo Stato più ricco del mondo, gli Stati Uniti?

È possibile, ma prima che qualcuno si entusiasmi troppo, vale la pena notare che la stima più ottimistica del governo del Regno Unito è che un tale accordo aumenterebbe il proprio PIL di appena lo 0,36%. Forse non è banale, ma (come l’apparentemente imminente FTA con l’Australia ol’accordo appena raggiunto con la Norvegia, l’Islanda e il potente Lichtenstein) difficilmente un trionfo, a meno che la Brexit non riguardi più i simboli che la sostanza.
Potrebbe ovviamente essere che il piano del Regno Unito di aderire all’Accordo globale e progressivo per il partenariato transpacifico (CPTPP) possa mitigare qualsiasi fallimento nel negoziare un accordo bilaterale tra Londra e Washington, specialmente se anche quest’ultimo dovesse alla fine aderire. Sfortunatamente, tuttavia, ‘alla fine’ sembra un tempo abbastanza lungo in questo momento.

Tuttavia, se i progressi si bloccano su un accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Regno Unito, il Governo Johnson può sempre rifugiarsi nella sua cooperazione di difesa e intelligence con gli Stati Uniti. Ciò è particolarmente vero ora che si tratta di un Presidente che è, a dir poco, un po’ più scettico nei confronti della sua controparte russarispetto al suo predecessore.

Biden sembra anche essere pronto a continuare la dura posizione di Trump sulla Cina, anche se espressa in un linguaggio molto meno provocatorio. Questo è qualcosa che andrà bene a un partito conservatore che ha fatto molta strada dai giorni in cui il tutt’altro che sinoscettico David Cameron portava il Presidente cinese Xi Jinping al pub per una pinta.

Ragionandoci si potrebbe ben spiegare quanto pesantemente la revisione integrata della sicurezza, della difesa, dello sviluppo e della politica estera pubblicata dal governo del Regno Unito sia stata considerata l’inizio di una ‘inclinazione indo-pacifica’.

Ancora una volta, tuttavia, se guardiamo oltre il simbolismo alla sostanza, è ovvio che la recensione, oltre a sottolineare che «la partnership USA-Regno Unito è alla base della nostra sicurezza e salva vite», continua a vedere il principale contributo della Gran Bretagna alla difesa occidentale come coprire quella che chiama «l’area euro-atlantica» e sostenere la campagna di lunga data di Washington per convincere altri alleati della NATO ad aumentare le loro spese militari.

Ci sono anche punti di comunanza meno familiari che il Regno Unito vorrà sfruttare. La più ovvia tra queste è la riforma fiscale multinazionale e (anche se gli attivisti temono che i politici tendano a volere i fini ma non i mezzi) la lotta collettiva al cambiamento climatico.

Se tutto questo sarà sufficiente per convincere i democratici scettici che Johnson è qualcosa di diverso da un ‘shapeshifting creep‘, come uno di loro non troppo diplomaticamente ha detto subito dopo aver vinto la Casa Bianca, è un punto controverso.

Quello che possiamo dire con un po’ più di certezza, tuttavia, è che Johnson, che ha preso in prestito generosamente dal film ‘Love Actually, sarà ancora meno incline di tutti i suoi predecessori a fare un Hugh Grant e dire al Presidente degli Stati Uniti che «il Paese di Shakespeare, Churchill, i Beatles, Sean Connery, Harry Potter, il piede destro di David Beckham, il piede sinistro di David Beckham» non faranno più ciò che Washington dice.

In effetti, semmai, dopo la Brexit, il tono sarà più ‘Notting Hill‘ che ‘Love Indeed‘. Johnson viene scelto per il ruolo di Julia Roberts, pregando l’America di ricordare che, come accade da tempo quando si tratta di una relazione speciale, la Gran Bretagna «è solo una ragazza in piedi di fronte a un ragazzo che gli chiede di amarla».

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