martedì, Settembre 21

G7 con Girone di ritorno field_506ffbaa4a8d4

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Nel giorno dell’apertura del G7, in Giappone  -nel corso del quale il Premier italiano ha proposto un G7 2017 in Sicilia, a Taormina-, l’India restituisce all’Italia il marò ancora fermo a Delhi, Salvatore Girone, fatto che se fa tirare un sospiro di sollievo alla Farnesina, rasserena anche il clima tra l’Europa e il gigante asiatico.

La Corte suprema indiana, quando in Italia era ancora notte, ha deciso che Salvatore Girone potrà rientrare in Italia, rendendo così esecutivo l’ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja. La Farnesina «accoglie con soddisfazione la decisione odierna della Corte suprema indiana» e smorza le polemiche: «Italia e India hanno cooperato nelle ultime settimane per definire le condizioni e le modalità del rientro e della permanenza nel nostro Paese di Girone, in pendenza della procedura arbitrale sul caso della Enrica Lexie». Il Governo, si legge nella nota, «rinnova l’impegno a conformarsi alle condizioni e modalità stabilite dalla Corte suprema indiana». La decisione della Corte, aggiunge la Farnesina, è «un risultato importante che riconosce l’impegno intrapreso dal Governo italiano con il ricorso all’arbitrato internazionale per fare valere le ragioni dei nostri due Fucilieri di Marina. Con lo stesso impegno l’Italia si presenterà ai prossimi passaggi previsti dal procedimento arbitrale». E Matteo Renzi, dal Giappone, ha fatto sapere che per la ricorrenza del 2 giugno Girone sarà in Italia.

Iniziato oggi, a Ise-Shima, il vertice del G7. Al centro del dibattito, in particolare temi economici e politici di sicurezza. I capi di governo di Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone e Regno Unito proseguiranno i lavori domani. Al centro dell’attenzione, dunque, l’attuale congiuntura economica e la messa in marcia di una strategia coordinata per promuovere la crescita, nonché l’importanza delle misure fiscali, monetarie e strutturali per riattivare l’economia globale. Un tema, quest’ultimo, caro soprattutto a Giappone, Usa e Canada, che difendono le politiche comuni sugli stimoli fiscali e gli investimenti pubblici per promuovere la crescita della domanda. Posizione contro cui, però, si scontrano quelle di Germania e Regno Unito, più vicine a una disciplina di bilancio e favorevoli a riforme strutturali volte ad aumentare la competitività. Sia il Premier Shinzo  Abe che il Presidente Usa, Baarck Obama, dopo l’incontro bilaterale avuto nelle prime ore del mattino, hanno sottolineato la volontà del G7 di «guidare una crescita robusta e stabile a livello mondiale, davanti alla crescente incertezza economica».
Al centro del confronto anche il commercio internazionale, per analizzare l’applicazione del Ttp, l’Accordo di libero scambio transpacifico, e le attuali negoziazioni per un accordo di libero commercio tra Unione europea e Giappone. Ma si parla anche di sicurezza. Proprio su questo tema il G7 dovebrebbe adottare una dichiarazione sulla necessità di mantere ‘lo stato di diritto’ nel mar Cinese meridionale, a fronte dei movimenti della Cina nella zona. Nel documento dovrebbero venire condannate eventuali azioni unilaterali capaci di modificare l’ordine territoriale. Difficile che tuttavia il testo includa un qualche riferimento diretto a Pechino e alle sue operazioni nell’area. Più probabilmente, promuoverà solo la ‘risoluzione pacifica’ delle dispute territoriali.
Altro grande tema che vedrà il confronto dei 7 grandi è la crisi dei rifugiati provenienti soprattutto dalla Siria e i flussi migratori nel Mediterraneo, le minacce terroristiche, il conflitto in Ucraina, ma anche gli utlimi test nucleari messi in atto dalla Corea del Nord, lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, in seguito anche allo scandalo Panama Papers. Il summit terminerà domani, giornata che vedrà la partecipazione dei rappresentanti di sei Paesi asiatici emergenti e del Ciad, che detiene la presidenza di turno dell’Unione africa, con focus su temi come energia, cambiamenti climatici e sviluppo.
Medici Senza Frontiere (Msf) all’apertura del vertice del G7, ha esortato i leader del G7 a prendere un impegno ambizioso nel fornire le risorse necessarie a rispondere alle emergenze sanitarie che colpiscono il cuore dei sistemi sanitari globali, sottolinenando che il mondo appare oggi ancora impreparato a rispondere a emergenze sanitarie di livello alto, mentre la mancanza di Ricerca e Sviluppo per nuovi prodotti farmaceutici e i prezzi esorbitanti dei farmaci essenziali richiedono un’azione urgente e congiunta da parte dei leader del mondo.

Gli abitanti di Hiroshima, intanto, si stanno preparando alla storica visita del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che avverrà domani. Per l’occasione sono stati dispiegati oltre quattromila agenti, alcune strade sono state chiuse al traffico mentre si susseguono i controlli sui veicoli che circolano nei pressi del Parco della Pace, dove si recherà Obama, il quale dovrebbe tenere un breve discorso durante una cerimonia a cui prenderà parte anche Abe.

A margine del G7, Obama ha sottolineato la preoccupazione dei leader mondiali, definendoli  ‘scossi’, per Donald Trump. Il candidato presidenziale repubblicano sfoggia ‘ignoranza’ e un ‘comportamento sprezzante’, ha aggiunto Obama parlando della campagna presidenziale americana durante una conferenza stampa. Il Presidente ha sottolineato che i leader stranieri sono stupiti da Trump e non sanno quanto dare credito alle cose che dice. Lui, Trump, intanto, secondo fonti giornalistiche americane, avrebbe conquistato la nomination repubblicana alla Casa Bianca. Secondo i calcoli di ‘Associated Press‘, il tycoon ha raggiunto il numero di delegati necessari, 1.237, per conquistare la nomination alla Casa Bianca.  Trump ne ha 1.238. Un numero che probabilmente salirà, consolidando la sua posizione, con i 303 delegati in palio nelle primarie in cinque stati in programma il 7 giugno. E che gli consente di evitare una convention contestata.

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