giovedì, Dicembre 9

G20, primo faccia a faccia tra Putin e Trump

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Per quanto riguarda la questione Qatar, il segretario di Stato americano Rex Tillerson andrà in Kuwait la prossima settimana per tentare di ricucire i rapporto tra i vari Paesi invischiati nella crisi. Tillerson dovrebbe incontrare dei funzionari kuwaitiani che hanno tentato una mediazione, ma la sua presenza nella regione lascia aperta la possibilità che possa recarsi anche nei Paesi vicini per favorire una soluzione.

Torniamo alla Libia, perché sull’argomento è tornato a parlare il ministro degli esteri Angelino Alfano, durante la conferenza stampa, in Prefettura ad Agrigento, di presentazione del primo Forum economico italo-libico: «Le condizioni della Libia non danno ancora tranquillità, non sono quelle che consentono alla Farnesina di consigliare di andare in Libia dal punto di vista dei viaggi commerciali e del turismo. Abbiamo voluto però portarci avanti, creando una prima occasione di incontro con la volontà di tendere la mano alla Libia su un altro motore: non solo quello politico-istituzionale che produce il dialogo sulla pace, ma anche il dialogo economico come base per il riavvicinarsi degli imprenditori italiani in Libia e degli imprenditori libici con l’Italia».

In Francia è alta tensione per lo sgombero di 1.500 migranti da un accampamento a La Chapelle, nei dintorni di Parigi. Il Comune ha reso noto che saranno trasferiti in centri di accoglienza temporanei. Nel frattempo problemi anche per il presidente Emmanuel Macron, visto che l’inchiesta sul viaggio a Las Vegas nel periodo in cui era ministro dell’Economia è stata affidata al giudice di istruzione. Gli inquirenti indagano su sospetti favoritismi nei confronti delle società che hanno organizzato lo spostamento.

A Cipro sono falliti i negoziati sulla riunificazione dell’isola. Lo ha annunciato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, al termine di una lunga serie di colloqui tra le parti in Svizzera. «Sfortunatamente, non è stato possibile raggiungere un’intesa ed i lavori si sono chiusi senza una soluzione che ponga fine a questa crisi drammaticamente duratura», ha detto Guterres ai giornalisti, che però è pronto a riprendere in breve tempo i contatti con il presidente greco-cipriota Nicos Anastasiades ed il leader turco-cipriota Mustafa Akinci.

Passiamo al Sinai, dove nella zona nord-orientale a sud di Rafah più di 40 terroristi islamici sono stati uccisi dalle forze armate egiziane in scontri seguiti all’attacco con autobomba kamikaze contro posti di blocco dell’esercito. 26 i militari morti e feriti nell’attacco alla postazione.

Chiudiamo con l’Unesco, che ha riconosciuto la Tomba dei Patriarchi ad Hebron, in Cisgiordania, ‘sito palestinese’ del Patrimonio Mondiale. A favore della Risoluzione, presentata dai palestinesi e fortemente contestata da Israele, si sono espressi 12 stati membri, 3 contro e 6 astenuti. La Tomba dei Patriarchi, secondo luogo santo dell’ebraismo, è il sepolcro di Abramo, Isacco e Giacobbe. La Tomba è posto di devozione anche per i musulmani che lo chiamano ‘Santuario di Abramo’ o ‘Moschea di Abramo’. Una decisione ‘surreale’, questo il commento del premier israeliano Benyamin Netanyahu: «Questa volta hanno deciso che la Tomba dei Patriarchi ad Hebron è un sito palestinese e non ebraico e che è in pericolo. Non un sito ebraico? Chi è sepolto lì? Abramo, Isacco e Giacobbe, Sarah, Rachele e Lea: i nostri padri e le nostre madri!. Il sito è in pericolo? Solo quando Israele comanda, come ad Hebron, la libertà di religione è garantita per tutti».

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