domenica, Giugno 20

G come Gay, leggere gay Saggi, romanzi, racconti per entrare nel mondo omosessuale

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Oscar Wilde

«… Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos’è l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perché la natura di quell’amore non è stata compresa…» 

 

Mi piace iniziare questa seconda parte dedicata alla lettera G, come Gay con uno stralcio tratto dal ‘De Profundis’, la lettera inviata dal carcere da Oscar Wilde al suo compagno Alfred Douglas.

Oscar Wilde nel 1882

Per questo amore Wilde ha pagato con l’arresto, il processo, il carcere e i lavori forzati. E tutto questo accadeva in Gran Bretagna nel 1897, ovvero solo 117 anni orsono; quello che dovrebbe far riflettere è che questa persecuzione continua tuttora in molti Paesi dell’Africa e in Russia, mentre in alcuni Stati europei le persone Lgbt non hanno gli stessi diritti e sono considerati cittadini di serie B. Un esempio? L’Italia.

Ma torniamo al nostro viaggio tra i libri che trattano di omosessualità maschile, anche in questa puntata, come in quella precedente dedicata alla L, come Lesbian, la scelta è personale e me ne assumo ogni responsabilità. Se ne avete voglia, suggerite i ‘vostri’ libri con commenti in calce all’articolo, così facendo darete modo a me e ai lettori di avere una visione più ampia della letteratura gay.

 

 

Scrittori cult inglesi e americani
Edward Morgan Forster completò la stesura di ‘Maurice’ nel 1914 ma il romanzo, che tratta le esperienze omosessuali tra due giovani in un college inglese, venne pubblicato solo nel 1971, un Edward Morgan Forsteranno dopo la morte dello scrittore. Forster è stato tra i primi autori moderni a scrivere in modo ampio di omosessualità ma ha tenuto la sua opera in un cassetto, perché non voleva rischiare di venire messo al bando e poi condannato come era accaduto a Oscar Wilde.
In Italia ‘Maurice’ è stato pubblicato nel 1972 da Garzanti, con la traduzione di Marcella Bonsanti, ed è tuttora disponibile nel catalogo della casa editrice.
L’autore britannico ha scritto numerosi romanzi e saggi ma il grande pubblico lo ha scoperto grazie ai film che James Ivory ha tratto dai suoi libri.

 

David Leavitt ha pubblicato la prima raccolta di racconti nel 1984, aveva 23 anni ed era omosessuale dichiarato. Si tratta di ‘Ballo di famiglia’, seguito nel 1986 da ‘La lingua perduta delle gru’ e nel 1989 da ‘Eguali amori.
A questi se ne sono aggiunti molti altri che hanno confermato le capacità letterarie di Leavitt e ne hanno fatto un autore cult per la comunità Lgbt e, in generale, per chi ama i buoni libri.
I romanzi di Leavitt sono editi in Italia da Mondadori, ‘Ballo di famiglia’ è arrivato nel 1986, ‘La David Leavittlingua perduta delle gru’ nel 1987 ed ‘Eguali amori’ è stato pubblicato nel nostro Paese nel 1988, addirittura in anticipo rispetto all’edizione statunitense.
In America il suo primo libro divenne subito un caso editoriale, un successo di critica e pubblico che venne confermato con i successivi romanzi. A livello internazionale al giovane autore americano venne riconosciuto un valore innovativo nella storia della letteratura tanto che Fernanda Pivano, in un articolo pubblicato nel 1986 sul ‘Corriere della Sera’, lo definì ‘Postminimalista’.
In tutti i suoi romanzi Leavitt affronta la tematica omosessuale e, come ha spiegato più volte, il motivo è semplice: «Ho scritto quello che avrei voluto leggere quando ero adolescente, ma che nessun libro raccontava».

 

 

Un altro scrittore molto amato è Michael Cunningham, omosessuale dichiarato, che introduce il tema della omosessualità in tutti i suoi romanzi caratterizzati da uno stile molto intenso e appassionato. Tra le sue numerose opere ricordiamo ‘Una Casa alla fine del mondo’ e ‘Le ore’; con quest’ultimo ha vinto il prestigioso Pulitzer e da entrambi sono stati tratti film di successo. Come dimenticare nel film ‘Le ore’ le interpretazioni di Meryl Streep, Julianne Moore, Nicole Kidman e di Ed Harris?
Michael CunninghamA parere di molti, ‘Le ore’ è uno di quei rari casi in cui il film supera il libro per impatto emotivo e coinvolgimento dello spettatore. Ricordo che, dopo aver visto il film la prima volta, non sono riuscita a lasciare la sala cinematografica, così, dopo un rapido sguardo con la mia compagna, siamo rimaste al nostro posto e l’abbiamo guardato una seconda volta, gustando tutti quei particolari che magari ci erano sfuggiti nella prima proiezione.
Una casa alla fine del mondo’ è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1991, nello stesso anno è stato edito in Italia da Leonardo Editore e nel 2001 da Bompiani; ‘Le Ore’ è uscito oltreoceano nel 1998 e Bompiani lo ha pubblicato in Italia nel 2000. Come si può notare dalle date di pubblicazione, Bompiani ha “scoperto” Cunningham dopo che egli aveva ricevuto il premio Pulitzer e ha deciso di proporlo ai propri lettori.

 

Un po’ di storia del Movimento Lgbt
Anche in Italia vi sono molti scrittori omosessuali, ovviamente è impossibile citarli tutti. Desidero iniziare con autori che si sono impegnati nel raccontare la storia del Movimento nel nostro Paese.

Angelo Pezzana non ha solo raccontato il Movimento ma ha contribuito a dargli vita, infatti nel 1971, a Torino, ha fondato il Fuori (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), la prima associazione di liberazione omosessuale italiana. E in quegli anni in Italia sicuramente non era facile parlarne e soprattutto rivendicare diritti per le persone omosessuali.
In realtà, l’associazione iniziò a prender corpo con i gruppi di Torino, Milano e Roma nel 1970 ma è solo nella primavera dell’anno successivo che si costituì il Fuori. Nel 1974 l’associazione stilò Angelo Pezzanail patto di federazione con il Partito Radicale e questa scelta portò Mario Mieli ad abbandonare il Fuori. Ma questa è un’altra storia che non può essere affrontata in questo articolo.
L’incredibile avventura del Fuori viene narrata da Angelo Pezzana in ‘Dentro & Fuori-Una autobiografia omosessuale’ edito nel 1986 da Sperling&Kupfer, purtroppo il libro è fuori catalogo e anche in questo caso mi piacerebbe che una casa editrice ne realizzasse la versione e-book in modo da rendere accessibile questa preziosa testimonianza della nostra storia.
Nel 2011 Pezzana ha pubblicato ‘Un omosessuale normale’, un diario nel quale l’autore racconta i momenti più significativi nella sua vita di omosessuale: dai ricordi d’infanzia alla prima percezione del sesso, dalla scoperta del mondo gay alla ricerca delle parole che non esistevano ancora, e ovviamente il suo impegno politico nel Partito Radicale. 

 

Giovanni Dall’Orto rappresenta uno dei punti cardine del Movimento Lgbt italiano. Nato a Milano, dove risiede e lavora, giornalista, ha collaborato con i mensili ‘Babilonia’ e ‘Pride’ dei quali è stato anche Direttore Responsabile. Collabora al sito‘Cultura Gay’ e alla lista di discussione ‘Storia Gay’, inoltre partecipa al ‘Progetto Omosessualità’ di Wikipedia.
Autore di numerosi saggi, mi piace ricordare ‘Leggere omosessuale’ e ‘La pagina strappata. Interviste su omosessualità e cultura’, entrambi pubblicati dalle Edizioni gruppo Abele, Giovanni Dall'Ortorispettivamente nel 1983 e nel 1985. In collaborazione con la madre Paola Dall’Orto, che è tra i fondatori di Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali),  ha pubblicato numerose opere: nel 1991 ‘Figli diversi’ da Sonda, nel 1994 ‘Manuale per coppie diverse’ da Editori Riuniti e nel 2005 ‘Figli diversi new generation’ da Sonda, a quest’ultimo ha contribuito anche Stefano Bolognini.
Nel 2012, sempre in collaborazione con Paola Dall’Orto, ha pubblicato da Sonda ‘Mamma, papà, devo dirvi una cosa’ una edizione aggiornata del saggio edito nel 1991.
Credo che la sinossi di questo libro possa chiarire molti malintesi relativi alla omosessualità: «Omosessuali non si nasce. E nemmeno si diventa. Omosessuali si è. Riconoscere e accettare questa identità risulta difficile, in famiglia e in una società a cui bisogna dimostrare che l’omosessualità non è una malattia da cui si può guarire o la scelta dovuta al capriccio di una moda. L’ignoranza e i pregiudizi duri a morire fanno sì che essere omosessuali sia ancora causa di emarginazione, disprezzo e fonte di sofferenza». 

 

Nel 1991 Piergiorgio Paterlini ha pubblicato da Feltrinelli ‘Ragazzi che amano ragazzi’. Il libro propone la storia di quindici ragazzi gay; si tratta di adolescenti tra i 15 e i 20 anni, che Piergiorgio Paterliniraccontano la scoperta dell’omosessualità, le relazioni con la famiglia e gli amici.
Nel 1998 l’opera è stata ampliata con le lettere ricevute dall’autore dopo la pubblicazione.
Nel 2006 ha pubblicato da Einaudi ‘Matrimoni gay’ dove narra la storia di dieci famiglie omosessuali; un tema sempre di grande attualità in Italia, visto che i nostri governi, di destra o di centro-sinistra, non riescono ad elaborare una legge che consenta alle persone omosessuali di sposare la persona che amano.
Una curiosità: Paterlini nel 1998, con Michele Serra e Andrea Aloi, ha dato vita al giornale satirico ‘Cuore’.

 

 

Andrea Pini è un insegnante che vive e lavora a Roma, è tra i fondatori del Circolo Mario Mieli ed ha collaborato con ArciGay e con le riviste ‘Lambda’, ‘Babilonia’, e ‘Pride’. Nel 2002 ha pubblicato da Stampa Alternativa ‘Omocidi’ e nel 2011 da Il Saggiatore ‘Quando eravamo froci’. Il primo ripercorre la cronaca nera dell’ultimo decennio, facendo emergere i contorni di un Andrea Pinifenomeno che i pregiudizi hanno sottaciuto o addirittura nascosto. La ricerca di Pini mette in luce l’indifferenza della società verso questi delitti, un’indifferenza che ha ostacolato le indagini impedendo spesso l’identificazione dei colpevoli.
Quando eravamo froci’ ricostruisce un periodo storico della condizione omosessuale, e insieme denuncia l’atteggiamento cinico e oppressivo della società circostante. Lo fa con inedite foto d’epoca e con interviste a protagonisti e testimoni diretti – da personaggi pubblici come Aldo Braibanti, Giò Stajano (recentemente scomparso) e Corrado Levi, a esponenti della cultura e dello spettacolo come Paolo Poli, Elio Pecora, Dominot e Gian Piero Bona, a semplici ‘froci di base’. Ancora oggi nel linguaggio, nei comportamenti, negli atti violenti che sono praticati si rilevano, purtroppo, gli stessi atteggiamenti.

 

Dario Accolla, siciliano, inizia la sua militanza nel 1998 nell’associazione ‘Open Mind’ di Catania, poi dà vita al blog’ Elfobruno’ prima come diario privato e successivamente come pagina politica dove scrivere pensieri sulla situazione italiana.
Dario Accolla‘I gay stanno tutti a sinistra’, un saggio che raccoglie gli ‘sfoghi’ postati nel blog per analizzare quanto la politica e i partiti non hanno fatto per rispondere alla richiesta di riconoscimento dei diritti delle persone Lgbt in Italia.
E un anno dopo, in collaborazione con Franco Buffoni, Francesco Gnerre, Corrado Levi, Milo De Angelis, Francesco Paolo Del Re e Andrea Maccarrone, ha scritto ‘Mario Mieli trent’anni dopo’ edito dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.
Il saggio è un omaggio a Mario Mieli, la poliedrica figura dell’attivismo e della cultura Lgbt, morto suicida nel 1983 a trent’anni. Ricordato soprattutto per le sue apparizioni en travesti, per il suo linguaggio corrosivo, la sua intelligenza analitica e la versatile comunicativa, in realtà è stato un vero innovatore della teoria e filosofia del movimento italiano.

 

Ma non ci sono solo i saggi
In questo piccolo viaggio nella letteratura omosessuale non possono mancare ‘Altri libertini’ e ‘Camere separate’ di Pier Vittorio Tondelli. Il primo, edito da Feltrinelli nel 1980, divenne un Pier Vittorio Tondellicaso editoriale con tre ristampe fino al sequestro per oscenità e oltraggio della pubblica morale, ordinato dal procuratore generale de L’Aquila. Opera prima dell’autore, ‘Altri libertini’ è un romanzo che propone una raccolta di racconti dove, tra l’altro, vengono narrati senza sotterfugi rapporti omosessuali. 
Camere separate’, edito da Bompiani nel 1989, è in gran parte autobiografico, infatti Leo è l’alterego di Tondelli. Il romanzo si compone di tre parti che rappresentano altrettanti momenti della vita dell’autore.
Pier Vittorio Tondelli è morto nel 1991 a 36 anni di Aids; anche in ospedale continuò a lavorare a un progetto editoriale che, purtroppo, non fu mai completato.

 

Per raccontare Pier Paolo Pasolini ci vorrebbe un intero libro e forse neanche quello basterebbe a descrivere uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo. Poeta, cineasta, scrittore, saggista Pasolini è stato lo scomodo spirito critico di un’Italia che iniziava a respirare l’aria di consumismo e da una parte non riusciva a tagliare il codone ombelicale con una tradizione patriarcale, cattolica e perbenista, dall’altra era asservita al partito comunista sovietico e ne seguiva le direttive anche per quanto riguardava la condanna dell’omosessualità.
Nel 1955 pubblicò da Garzanti ‘Ragazzi di vita’ che affrontava un tema molto scabroso, quello della Pier Paolo Pasoliniprostituzione omosessuale maschile, e causò all’autore l’accusa di oscenità. Inoltre la magistratura di Milano aveva accolto la segnalazione «di carattere pornografico del libro» della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentata allora da Antonio Segni. A tutto ciò si aggiunsero le feroci critiche di intellettuali quali Asor Rosa, Emilio Cecchi e Carlo Salinari e l’esclusione dai premi Strega e Viareggio. Nonostante tutte queste ‘bocciature’ il pubblico decretò un grande successo al romanzo.
Ma questa accusa, come dicono i francesi, ‘ce n’est q’un début’ (non è che l’inizio), nel corso della sua vita Pasolini ricevette 24 tra denunce e querele.
Ai primi libri seguirono saggi, poesie, opere teatrali, romanzi, racconti, film: tutti segnati dal desiderio di narrare la vita in ogni suo aspetto, anche quelli meno nobili.
Pier Paolo Pasolini fu assassinato, travolto con la sua stessa auto nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 sulla spiaggia dell’idroscalo di Ostia proprio da un ‘ragazzo di vita’.
Alberto Moravia, che spesso era sceso in campo per difendere l’amico scrittore, alla sua morte disse: «La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile.»

 

Desidero concludere questo piccolo viaggio con ‘Certi pomeriggi non passano mai’, un racconto di Mario Fortunato, edito nel 2009 da Nottetempo, che descrive in modo assolutamente realistico il tempo in attesa dell’incontro con la persona amata.
Mario Fortunato, giornalista e scrittore, collabora con case editrici quali Nottetempo, Bompiani e Mario Fortunatocon testate quali ‘L’Epresso’, ‘La Repubblica’ e ‘Le Monde’.
Certi pomeriggi non passano mai’ è un piccolo gioiello che riesce a incatenare il lettore dalla prima all’ultima pagina senza mai svelare, se non nelle ultime battute, che si tratta di un amore omosessuale. Perché l’amore non ha colori né frontiere e non può essere ridotto, come alcuni fanno in modo semplicistico, a un sentimento di serie B solo perché è tra due persone dello stesso sesso. Chi, con estrema superficialità, compie questo abuso, denuncia solo la propria aridità e insensibilità, e non riuscirà mai a cancellare quello che da sempre accade e sempre accadrà: l’amore tra due persone.

 

p.s.

Il precedente articolo dedicato alla cultura Lgbt lo trovate in questa pagina.

 

 

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