mercoledì, Settembre 22

‘Futtitavinne’, parola di Micciché, Marattin e gli altri Il vaccino di Micciché, il pranzo in terrazza di Marattin, lo spalmamento di morti da Covid dell'Assessore e dei suoi burocrati, i licenziati e non licenziati di Bianchi: il messaggio sublimale è sempre lo stesso, sempre quello

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Due immagini apparentemente lontane, a mio pare vicinissime, anzi, sovrapposte.
Il signor (in senso lato, molto lato) Gianfranco Micciché che si sbraccia con maleparole e volgarità perché vuole essere vaccinato prima degli altri, a prescindere dagli altri, indipendentemente dagli altri e, magari, con il vaccino che vuole lui.
Il giorno prima della disgustosa storia di bruttura morale, anzi, di etica belluina, anzi, da iena della politica,
la vicenda di quel tale, solo per caso anch’egli siciliano, chespalmai morti da Covid-19, e che lo dice ridendoci su, indifferente, non inumano, ma che non ha nulla di umano. E lo fa aiutato o addirittura sollecitato dai ‘suoi’ burocrati: ecco la vera burocrazia, quella micidiale, quella nemmeno cinica, indifferente, quella che viene creata dallo ‘spoil system’, cioè dall’arraffa-arraffa della nostra politica da sversatoio.
E infine, a chiudere il cerchio divinamente, come sempre, come da sempre, come per sempre, il capo che ‘non sa, non sapeva, non c’era se c’era dormiva o mangiava un cannolo’: la politica… e l’altra sera da Giovanni Floris, se non sbaglio, qualcuno diceva che in fondo i politici sono davvero a rischio, mentre commentava i magistrati che invitano a ‘rallentare’ i processi se non arrivano i vaccini (e non si vergognano … Davigo non ha nulla da dire?), ma dimenticava l’altro caso indegno, purtroppo (l’ennesimo) attribuibile ai superbi dragotti,
quel Ministro Patrizio Bianchi, che ordina (finalmente, avrebbe dovuto fermarlo prima) la cacciata del consulente del Sottosegretario leghista Rossano Sasso, odiatore (il consulente) della signora Lucia Azzolina, dimenticando che, da Ministro, doveva cacciare il Sottosegretario prima del collaboratore: ma, appunto, ‘cane non morde cane’, … la ‘casta’, come dice Miccichè. Appunto! E poi, per non smentirsi, conferma ‘fermamente’ che anche gli esami di quest’anno prevedono voti e bocciature, quando si fa di tutto per renderli una farsa, allo scopo di evitare “che si determini una categoria di studenti bollati come quelli che hanno avuto l’esame regalato”, come ha detto nella sostanza. L’ipocrisia elevata a ragione di Stato.

L’altro episodio, se possibile anche peggio, molto peggio: il deputato Luigi Marattin che fa la festa, in pieno Covid, sulla terrazza, viene beccato e … si scusa. Ma vi rendete conto? Si scusa, e i giornali, i suoi colleghi (la casta!) si complimenta pure: bravo, che persona sensibile, che uomo leale, si scusa. Si scusa di che? un uomo politico, un uomo pubblico, uno che dovrebbe dare l’esempio agli altri, uno che dovrebbe aiutare lo sforzo delle istituzioni per combattere questa maledizione divina, magari rimboccandosi le maniche, andando a vaccinare (dopo NON essersi fatto vaccinare prima degli altri), e invece che fa? la festa sulla terrazza. Cioè delle regole, della legge, delle raccomandazioni, ma specialmente del rispetto per gli altri, se ne straf ... perché lui fa quello che vuole, è al di sopra di tutto, anche della legge … si scusa, pagherà la multa, novello San Francesco! E la stampa che gli sorride, sempre servile, sempre stillante saliva e lo scusa: ha pagato la multa e si è scusato. Ma non sottolinea, non dice, non commenta che quella cosa è un messaggio chiaro, al solito trasversale, anzi, traverso, ipocrita, e dice:futtitavinne‘, tanto al massimo vi fanno una multa, visto che avete lo stomaco di fare feste con cinquecento morti al giorno. Anzi, dice: fatelo pure voi. Perché -diciamoci la verità e non fingiamo di non averlo capito e di non capirlo- quanti lo fanno, lo hanno fatto e lo faranno perché se pure ne beccano uno, gli altri la fanno franca?! Il senatore dice anche questo o lo lascia intendere: se non mi beccavano, io facevo la mia festa e me ne fregavo di tutto e di tutti; mi è andata male, ma chi sa quante volte mi è andata bene o è andata bene a qualche mio collega (del resto, non è Matteo Renzi, il suo capo, che scorrazza ovunque alla faccia del Covid?), potrà andare bene anche a voi. Cioè: le regole non si rispettano perché è l’etica, il senso del dovere, la solidarietà quello che si invita a trascurare, anzi, ad ignorare.

Il pessimo Ministro Bianchi, ho detto, avrebbe dovuto cacciare prima il Sottosegretario (pren-dendosene la responsabilità politica) e poi il dipendente. Al signor Marattin, al signor Miccichè, ai signori Musumeci e non so chi altri (il nome di quell’Assessore mi fa schifo scriverlo), a quei burocrati infami, infidi, infingardi, ci sarà un qualcuno che potrà e vorrà dire a questa gentaglia di andarsene a casa? C’è, ma siamo noi, e noi li votiamo e ci accingiamo a subire l’ennesima truffa elettorale organizzataci daldotto Letta‘, dopo aver parlato con Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Carlo Calenda, Roberto Speranza, Emma Bonino e, naturalmente, lo zio, la truffa per la quale saremo messi di fronte a coalizioni (folli) e a nomi prendere o lasciare. E invece, ‘il dotto Letta’ ci invita a valutare e discutere sul fatto che nella politica italiana e nel PD ci sono troppi maschietti. Questi sì che sono leader! Mettici una femmina e vedrai: le buche si riempiono (sic!), i ponti si rialzano, i ladri non ladrano, ecc., il toccasana!

E intanto, i predetti, tutti i predetti, si affollano intorno a Mario Draghi per ottenere che sia eliminato il cashback (che già poco e male funziona) perché, hai visto mai, qualcuno in più paga un poco di tasse in più! Qualcuno? Sì, qualcuno: quel 40% circa di ‘qualcuno’ che è stato ricoverato e curato e talvolta intubato per Covid-19 gratuitamente, ma non ha pagato un giorno di tasse in vita sua e, magari, si lamenta pure, in piazze e piazzette varie fomentate dai vari Salvini e Meloni (e Renzi) perché i ‘ristori’ non gli bastano … e non si vergogna. La doppiezza, l’ipocrisia, tutta italiana.
E intanto, di nuovo,
le due donne combattenti, hanno combattuto e vinto ciascuna la sua battaglia. Una cosa avvilente, che ha eccitato, io credo, solo Lilli Gruber. L’avete vista l’altra sera al limite dell’orgasmo in TV, con Andrea Orlando di fronte un po’ tra lo spaurito e l’imbarazzato … non che si stia parlando di Giordano Bruno, per carità. Le due donne sono state mandate a lottare in pubblico, a fare la sceneggiata, uno spettacolo, solo che invece dei gladiatori maschi sono state mandate le gladiatore. Mah, sarò un maschilista, boh!

E mentre tutto ciò accade, in quello che ormai è una sorta di universo parallelo, che si aggiunge al terzo di quelli che, alla faccia anche di Marattin e di Miccichè, vanno … in vacanza a Maiorca (e ci lamentiamo di Renzi?), la gente vera e normale tira avanti come può, magari truffetta le tasse (quel tanto che basta, che è un ‘must’, come si dice), ma è abbastanza normale da vivere le cose normali.
L’altro giorno
raccontavo della mia fila per il vaccino, dell’ordine, del senso composto e perfino pudico di solidarietà. Ieri, una mia amica alquanto malconcia è andata a mettersi in fila. Dopo un po’ ha chiesto, stanca, di avere una sedia. Una persona della protezione civile gliel’ha portata (non la burocratessa siciliana intenta a ‘spalmare’, quella non lo avrebbe mai fatto), poi le ha proposto di aiutarla e passare avanti, visto che era palesemente provata. La mia amica ha dettono‘, “non sono a questo punto, mi basta una sedia e non perdere il posto, passare avanti no”. Mi raccontano che i vicini l’hanno applaudita.
Forse non è vero o forse sì? Chiedetelo a Marattin, anzi, a Scanzi!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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