lunedì, Giugno 21

Fuochi d'artificio

0

Venghino signori venghino, cominciano le ultime due settimane di politica e lavori parlamentari prima della (molto ipotetica) pausa estiva. Il Parlamento lavora sino a venerdì 7 agosto, e tra accelerazioni e rallentamenti, testacoda e risse interne ed esterne sta succedendo, e succederà, di tutto di più. Matteo Renzi Uno e Due sono scatenati, ed hanno trovato una felice modalità di convivenza. A spese degli altri, tra transumanze parlamentari ed imposizioni legislative. Cui la sinistra risponde con risse interne contro chi prova a fare qualcosa di concreto, vedi Pippo Civati, reo di raccogliere firme per i Referendum, indebitamente aggredito dalla Segretaria CGIL, Susanna Camusso.

Nel frattempo stiamo assistendo alla atroce morte (politica) in diretta di Ignazio Marino. E riuscire a resuscitare a Roma appare più difficile che farlo a Gerusalemme. Paga colpe non sue e tutto quello che vogliamo, ma ormai si è stretto da solo il cappio al collo, e riuscire a recuperare appare quasi impossibile. Abbiamo lungamente pensato e sostenuto altro, in primo luogo che sono più le cose positive che quelle negative in quanto ha fatto. Ma a questo punto recuperare dalla sfiducia della cittadinanza romana romana nei suoi confronti è impresa più che improba. L’uomo si è dimostrato, e si sta sempre più dimostrando, impavido combattente. Però ormai, come una volta si imprecava con “Piove, Governo ladro”, a Roma si dà a lui anche la colpa del solleone. Voler fare a cazzotti con Mike Tyson è dimostrazione di coraggio, ma se non si calcolano prima le proprie forze e possibilità, anche di sciagurataggine, e Marino ha voluto sfidare tutto e tutti, strutturazione del Partito Democratico, verticale ed orizzontale, nazionale e locale, compresa. Senza essere in grado di reggere questa sfida. Il risultato è ormai all’insegna del “combatterò, procomberò sol io”, con prognosi fortemente infausta. Martedì 28 giorno di fuoco nella capitale. Il Sindaco in mattinata annuncerà la composizione della nuova Giunta, dopo le teste tagliate e quelle che se la sono, prudentemente, anticipatamente data. Il giorno dopo autisti dell’Atac e pendolari presidieranno Piazza del Campidoglio. Ma, soprattutto, in mezzo Matteo Renzi che tiene il programmato intervento alla (tristissima) Festa romana dell’Unità, e sarà sfavillar di fiamme. Che lambiranno, o forse più, Marino, ma non solo Marino.

Ché la partita è nazionale, e Roma ne costituisce un importante tassello, ma un tassello. Renzi sta dando tutto il gas possibile alla sua vettura governativa, incurante se i getti del suo bolide bruciacchieranno anche gli alleati. Peraltro sul suo pur precario mezzo (sia nel senso di compagine governativa, che di Partito di cui è neghittoso segretario) si vogliono imbarcare in tanti, e se persino Pier Ferdinando Casini non vede miglior prospettiva che camminare al suo fianco significa proprio che per altri tanti spazi non ci sono. E la partita aperta sulle intercettazioni, con aperture e chiusure, ne è momento determinante, così come tutti gli altri fronti su cui è in corso una contrattazione con esiti imprevedibili, in una maggioranza dai contorni non ben definibili.

E così cresce la temperatura, e crescono le forzature. E crescono pure i pericoli di manovre poco chiare, o magari chiarissime nel non esserlo, come dimostra il ‘caso Crocetta‘. Stanno volando sottotraccia dossier e comunicazioni giudiziarie, magari con un rallentamento dovuto proprio a quanto successo nel caso del Governatore siciliano. Molte cose si dicono e si aspettano nei Palazzi della politica romana. Alcune vere, altre supposte. E come sosteneva il nostro politologo di riferimento, Antonio De Curtis, accantonate le cose vere, sono in molti a preoccuparsi di dove finiranno le supposte.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->