venerdì, Agosto 6

Fuga di cervelli italiani in Oman?

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Muscat – L’Oman come nuova frontiera? Molti giovani oggi guardano ai Paesi del Golfo come nuovi lidi dove trascorrere qualche anno della propria esperienza lavorativa. Paolo Piccinin, dottore in ingegneria, è uno di loro. “Ho iniziato, a fatica, a lavorare da subito e ho appreso che, purtroppo, l’università italiana non prepara al mondo del lavoro anche se si parla di materie tecniche e scientifiche“, ci racconta Piccinin. “Enrico Marigliano, il mio mentore di allora, mi ha aperto la mente sul mio futuro. Ho iniziato a lavorare per una piccola società che però aveva alle spalle un colosso, l’IBM. Sempre dietro consiglio dei Enrico, ho deciso di tornare a studiare mollando l’azienda, frequentando così il Master a Padova di Business Intelligence. Diplomato ho deciso di ritornare a lavorare per l’IBM. Dato che mi è sempre piaciuto il settore della grafica ho lasciato nuovamente il lavoro per l’azienda e sono andato a Las Vegas, dove, per 6 mesi, mi sono specializzato in grafica con dei professori di altissimo livello. Tornato in Italia ho deciso di aprire la mia azienda di grafica a Venezia, soprattutto per dimostrare qualcosa alla mia famiglia. Nel 2011 ho deciso di chiudere perchè purtroppo era diventato difficoltoso remunerare e non volevo passare il mio tempo a pregare i clienti affinchè mi pagassero. Avevo 23 anni allora e volevo formarmi dal punto di vista professionale. Mia madre mi ha sempre spronato a fare meglio. Finchè ad un certo punto la donna che frequentavo al tempo, ha avuto la possibilità di venire in Oman a lavorare per una famiglia importante di Muscat. Ho deciso di seguirla e quindi di trasferirmi nella capitale omanita. Dopo qualche tempo di lavori sporadici ma pur sempre nel mio ambito, sono riuscito a trovare stabilità in una società di training, social media, comunicazione, grafica e informatica. Io sono il project manager e mi occupo interamente della parte informatica. Direi che il lavoro sta andando molto bene, abbiamo molti progetti all’attivo“.

Cerchiamo di capire, insieme Piccinin, quali sono i lavori più richiesti nel Paese e come poter aprire un’azienda in loco, considerando anche la sua esperienza personale.

 

 

Quali sono i settori più richiesti in Oman?
Direi Ingegneria in generale, dalla civile, alla chimica, informatica all’ idraulica. Tutte i settori delle scienze, molto di più di quelli umanistici. Molti sono gli insegnanti di madrelingua inglese con contratti più o meno duraturi. Il turismo è in fase di espansione, quindi guide che sappiano parlare più lingue sono preferibili. Ci sono, inoltre, molti italiani architetti che lavorano in loco e sono molte le opportunità in architettura del restauro, essendoci molti forti da restaurare e preservare e considerando che gli omaniti tengono molto all’heritage culturale, quindi investono molto in questo senso. Anche il ramo dell’architettura di landscaping è abbastanza ricercato.

 

Da qualche anno a questa parte è iniziato un processo, chiamto omanizzazione‘. Cosa significa?
Si sta andando incontro all’esigenza di avere un numero sempre maggiore di forza lavoro locale, sia nel privato che nel pubblico. Per incentivare questo, in ogni società ci deve essere una grossa percentuale di locali omaniti, da qui il nome ‘omanizzazione’. Se non avviene ciò gli espatriati non possono ottenere il visto per lavorare e risiedere nel Paese.

 

Quali siti aiutano a trovare lavoro in loco?
Bisogna investigare prima, per evitare di avere brutte esperienze. Personalmente suggerisco di mandare il cv a siti come ‘GulfTalent‘ e ‘Naukri Gulf‘, che hanno varie posizioni aperte nei settori sopra citati. Anche la Camera di Commercio omanita può essere un aiuto fondamentale ed è ben organizzata.

 

Immagino che avere raccomandazioni aiuti nel trovare lavoro?
Certamente, sia per avere uno sponsor che possa garantire il visto, sia per essere tutelati in un Paese straniero. Bisogna sempre ricordarsi che si è ‘ospiti’. Consiglio non farsi mai trovare impreparati e sprovvisti di biglietto da visita: fondamentale in ogni incotro di lavoro, la ‘vetrina’ personale che costituisce la prima carta per presentarsi ad un possibile datore di lavoro o cliente. Ovviamente conoscere le basi della cultura locale. Ricordo che il Paese è a maggioranza musulmano ed essendo arabo, buon uso è l’accoglienza. Solitamente gli omaniti offrono caffè locale, datteri e un dolce chiamato alua. Al palato degli occidentali tutti e 3 possono avere un sapore particolare, sforzarsi di accettarli e non rifiutarli mai, soprattutto in sede di colloquio.

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