martedì, Maggio 24

Frigidaire, Frigolandia e la libertà (non solo di informazione) Vincenzo Sparagna, Giampiero Mughini, Margherita Peracchino, Cantiere SanBernardo di Pisa e soprattutto Giano dell'Umbria, Tar e dintorni...

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Frigidaire‘ e ‘Il nuovo Male‘, storiche ed attualissime riviste, hanno da tempo la loro ‘casa’ (anche Editrice) a ‘Frigolandia‘, la ‘Repubblica marinara di montagna‘ posta a Giano dell’Umbria, provincia di Perugia poco sopra Foligno e Spoleto. Lì Vincenzo Sparagna ha trasferito da tempo la fucina, la storia e l’archivio di una gloriosa impresa che per l’appunto da lì continua. Ultimo prodotto, recentissimo, il libro ‘Fantasticherie‘ dello stesso Sparagna. Questa attualissima attività editoriale (e non solo) è da tempo a rischio, ché il Comune di Giano vorrebbe recuperare gli ampi spazi della Colonia Cerreto concessi da tempo regolarmente in affitto dallo stesso Comune. Non si sa bene perché. Cioè, si sa benissimo, ma tutto ciò non ha senso.

Frigolandia si trova quindi in una condizione stranamente sospesa, costretta a difendersi dalla minaccia di interruzione del contratto di locazione, con eventuale conseguente sgombero da parte della Amministrazione del Comune a guida leghista. (Ma non è che non ci avessero provato, magari più goffamente, anche precedenti Sindaci più o meno di centrosinistra). Con una sentenza sorprendente e contraddittoria il Tar dell’Umbria a inizio anno ha respinto il ricorso di Frigolandia contro l’ordinanza di sgombero del Comune emessa l’11 marzo 2020, in piena pandemia. Ora, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, è reale il rischio di vedere disperso un grande patrimonio artistico e distrutto uno dei centri di arte e cultura più innovativi, vivi e dinamici d’Italia. «Prosegue la nostra resistenza a questo atto di barbarie non solo giuridica, un autentico crimine culturale. Ma abbiamo fortissimo bisogno di essere sostenuti e spalleggiati» dice Sparagna.

Che continua: «Mentre prepariamo i prossimi passi giudiziari, chiamiamo a raccolta tutti i nostri amici perché facciano sentire ancora più forte e determinata la loro protesta. Distruggere uno dei più importanti presidi culturali italiani, per la cui salvaguardia hanno sottoscritto un appello già ventimila persone, è un atto insensato che ci auguriamo altri giudici più attenti e illuminati possano ancora impedire».

Già, che storia. Per dirne una, quaranta anni fa, dal 27 febbraio al 28 marzo 1982, a Palazzo Lanfranchi di Pisa si tenne la grande Mostra di Frigidaire. Unica occasione, tra l’altro, in cui vennero fotografati assieme i sei fondatori: Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Vincenzo Sparagna, Stefano Tamburini. Il Cantiere SanBernardo della stessa Pisa ha organizzato ora dieci giorni di sostegno a Frigolandia, anche per raccogliere fondi indispensabili. Con inizio il 18 marzo, prosegue sino a domenica 27, giornata finale che vedrà la presenza dello stesso Sparagna.

Si moltiplicano intanto gli spazi che fanno riferimento a Frigolandia. A partire dal ‘Nuovo Magazzino Frigidaire‘ (a Foligno, Via Benedetto Cairoli 10) e dal ‘Nuovo Consolato di Frigolandia‘ presso Gorilla Blu (a Roma, Vicolo del Cedro 33). È inoltre uscito ed è in attiva circolazione il docufilm ‘I 40 anni di Frigidaire‘, realizzato da Massimo Saccares ed Alessandra Attiani. Un road movie d’esplorazione, viaggio tra memorie, testimonianze di volti, persone, figure diverse, protagonisti e testimoni dei quaranta anni di Frigidaire.

Accennavamo a come sia appena stato editato il volume ‘Fantasticherie‘, racconto di ‘Maschere-Dèmoni-Battaglie‘ Disegni 1963-2021 e secondo volume della serie Frigidaire-Arte Maivista. Raccoglie una scelta della produzione grafica di Vincenzo Sparagna dagli anni ’60 napoletani al recente periodo Frigolandese, anche con disegni a suo tempo esposti al Maschio Angioino di Napoli che nel 1985 furono spunto per l’invenzione da parte di Andrea Pazienza e dello stesso Sparagna del beffardo movimento dell’’Arte Maivista‘. Le 250 immagini riprodotte sono legate dal testo autobiografico ‘Viaggio nell’immaginario alla ricerca di me stesso‘, racconto tra memorie insolite ed episodi inediti della irriducibile passione del Direttore di Frigidaire per il disegno coltivata anche nel vortice dei tanti viaggi internazionali, delle avventure politiche e delle spericolate intraprese.

Tutti strumenti, assieme ad altri, per l’iniziativa in difesa di questa esperienza editoriale, artistica e non solo. Tra i tanti interventi a questo proposito, ci ritorneremo, partiamo in particolare da quello di Giampiero Mughini, giornalista ed intellettuale (nel senso di dotato di rimarchevole intelletto, non sempre le cose coincidono). Che su Dagospia ha lanciato l’Appello ‘Vi prego, salvate “Frigolandia”. È una creatura che ci tocca e ci riguarda tutti‘. Affermando. «È verissimo quel che denuncia il mio vecchio amico Vincenzo Sparagna, il fondatore di ‘Frigidaire’ – una delle più importanti riviste del Novecento italiano – e di tutti i suoi pirotecnici annessi e connessi, e cioè che in Italia si sta compiendo un ‘delitto culturale’. Come definire altrimenti il fatto che dopo la pronunzia del Tar, il quale ha definito del tutto legittima la richiesta del sindaco del comune umbro di riavere gli spazi (a via Montecerreto) su cui sorge il reame di carta detto ‘Frigolandia’ by Sparagna, ossia il palpitante archivio di almeno trent’anni di creatività italiane tra le più spettacolari dell’ultimo quarto del secolo scorso, quell’archivio rischia di sparire o di essere acquattato chissà dove. E dunque divenuto inaccessibile a studiosi e collezionisti».

Sostiene a sua volta la nostra Margherita Peracchino, fondatrice e tuttora Direttrice de L’Indro. «La libertà di comunicazione e informazione è un valore sacro, quella che abbiamo posto alla base di questa nostra ormai lunga esperienza editoriale. E non è solo e tanto questione di ‘censure’, quanto ben più di avere effettivamente i mezzi per esercitare la propria attività. A maggior ragione siamo dunque vicini ad una esperienza storica ed allo stesso tempo viva come questa. Come dovrebbero fare in molti, molti di più, temo, di quanti stiano effettivamente prendendo a cuore la vicenda». Aggiungiamo: è in ballo sì la libertà, ma non solo quella di informazione.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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