Fratelli Musulmani alla conquista dell'Europa – parte 2

Revisioni dei Fratelli Musulmani in Europa

Il gruppo dei Fratelli Musulmani in Europa ha intrapreso revisioni sul piano della teoria organizzativa che ne governa l’azione, e di conseguenza delle forme organizzative e della struttura dell’istituzione. Dalla sua fondazione nel 1963 al 1998, il movimento ha lavorato in forma di organizzazione segreta con pochi aspetti manifesti, seguendo lo stile delle organizzazioni dei Fratelli nei paesi islamici, nonostante fosse presente in paesi europei in cui tutti i movimenti e le organizzazioni operano in forma pubblica e nel quadro delle leggi predisposte, le quali lasciano un ampio spazio di libertà di esercizio delle attività. L’attività dei Fratelli in Gran Bretagna non è andata incontro a revisione se non dopo il lungo periodo trascorso dall’inizio degli anni ’60 al 1998, in seguito alla proclamazione dell’Associazione dei Musulmani della Gran Bretagna, nell’introduzione del cui statuto si legge: “la Società islamica nel Regno Unito cerca di far conoscere l’islam e di fare propaganda, di assistere le minoranze musulmane e di sostenere i loro interessi, è membro della Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa ed è registrata come società a responsabilità limitata senza scopo di lucro”.

È possibile ridurre i motivi che hanno condotto a ritardare queste revisioni di grande importanza nella storia dell’attività dei Fratelli in Gran Bretagna a due questioni:

1) Il lavoro dei Fratelli, nonostante si fosse protratto per oltre trent’anni, aveva fatto fatica a tingersi del colore dell’operato islamico-britannico autentico, vale a dire che la maggior parte dei suoi membri ha fatto fatica a dedicarsi soltanto all’attività in Gran Bretagna, anzi, i più combinavano l’operato in Gran Bretagna con quello nella zona da cui provenivano. Il fatto che l’attività dei Fratelli fosse ancora blindata e proibita nelle loro nazioni ha portato all’accettazione del principio dell’appartenenza segreta e al rifiuto dell’azione pubblica al fine di non svelare le carte nei paesi d’origine. Pertanto l’ostacolo non era un divieto posto dalla Gran Bretagna, ma la paura della violenza nei paesi d’origine.

2) La cultura dominante, e tutti i programmi adottati, approfondiscono le difficili situazioni vissute dal movimento nel Mashreq, e gli scritti dei Fratelli dall’Egitto, dalla Siria, dall’Iraq, dalla Palestina e così via non possono essere separati dalle situazioni particolari dei loro paesi; se aggiungiamo a questo la mancanza di scritti intellettuali e propagandistici che posseggano una specificità europea e britannica, è impossibile immaginare esiti in contrasto con la letteratura offerta dai libri adottati e in circolazione tra i predicatori in Europa in generale e in Gran Bretagna in particolare.

Nonostante siano sopravvenute queste revisioni organizzative, che hanno richiesto molto tempo per essere discusse, presentate alle istituzioni dell’associazione e di nuovo discusse, per convincere i membri della loro importanza, coloro che erano cresciuti con la teoria della segretezza non riuscirono facilmente a liberarsene per abbracciare la dimensione pubblica con contentezza e agilità.

Gli obiettivi dei Fratelli Musulmani in Europa

Gli obiettivi specifici dei Fratelli Musulmani si limitarono al sostegno dell’azione islamista nel Mashreq, contribuendo ad alleggerire gli sforzi intrapresi dal movimento in tante nazioni islamiche; nel periodo della fine degli anni ’60, per esempio, gli sforzi erano concentrati sull’assistenza ai Fratelli nelle loro tribolazioni sotto il regime del presidente Nasser in Egitto, e poi durante i periodi difficili in Iraq, Siria, Libia e altri paesi del mondo islamico. Dopo l’ingresso delle minoranze islamiche in Europa nella fase dell’insediamento e del sollevamento della questione con serietà e urgenza, si è verificata una chiara revisione degli scopi conforme alle condizioni della nuova fase. Il movimento dei Fratelli Musulmani in Europa ha tutte le componenti del movimento nel Mashreq islamico, tra cui gli obiettivi e le politiche di propaganda e movimento. Dalla fondazione dell’organizzazione all’inizio degli anni ’80 del XX secolo, il ricercatore ha trovato nei vecchi ordini del giorno del movimento in questo periodo un’enunciazione delle finalità, che non differiscono molto da quelle del gruppo nel Mashreq per quanto riguarda gli obiettivi generali.

È poi avvenuta una vera e propria revisione sul piano degli obiettivi e delle politiche: nel verbale di una riunione promossa dal Comitato per la propaganda e le comunità (che rappresenta la dimensione propagandistica del gruppo) in data 26/05/1984, sono menzionati alcuni obiettivi del comitato:

Creazione di una corrente di musulmani residenti in Gran Bretagna per fare pressioni sul governo britannico affinché riconosca l’islam come religione ufficiale dello stato.

Lavoro statistico dettagliato sui musulmani in Gran Bretagna.

Focus sulla lingua inglese nella propaganda tra le comunità non arabe.

Focus sui figli più che sui padri nella propaganda.

Diffusione del diritto islamico tra le comunità.

Insegnamento della lingua araba a coloro che non la parlano.

Inizio del lavoro con i centri e le comunità con cui i Fratelli hanno delle relazioni.

Creazione di circoli giovanili e di attività al passo con gli sviluppi dell’epoca per attirarli.

Se poi guardiamo agli obiettivi dello statuto dell’Associazione dei Musulmani della Gran Bretagna del 2001 troviamo un’aggiunta caratteristica che è sintomo di una vera revisione del percorso e del desiderio di passare alla fase dell’influenza reciproca positiva con la società europea. Nel secondo obiettivo dell’Associazione si legge: “Sostegno dei diritti dell’uomo in generale e dei diritti dei musulmani in particolare”. E questo è un esempio sul piano degli obiettivi di come divenne una delle finalità del gruppo l’attività a sostegno dei diritti dell’uomo in generale senza distinzioni e senza accontentarsi soltanto di quelli dei musulmani.

Il terzo obiettivo dell’Associazione recita: «Far conoscere ai musulmani i loro doveri verso la società in cui vivono». Questo cambiamento negli obiettivi è un risultato dell’importante revisione relativa alla necessità di parlare dei doveri verso la società piuttosto che concentrarsi solo sulla richiesta di diritti.

Il quinto obiettivo prevede «l’attivazione del ruolo della minoranza musulmana per risolvere i diversi problemi della società». Questo rappresenta un’uscita dall’ambito del contributo a risolvere i problemi specifici del movimento, della propaganda e dei musulmani per passare al contributo nella risoluzione dei problemi della società in tutte le sue componenti, senza distinzione tra musulmani e non.

Nel sesto obiettivo si parla di «estensione del circolo per il dialogo con le altre culture e religioni per dare un servizio alla società e all’umanità».

Il movimento ha dedicato un certo periodo al dialogo interno ed esterno per trasmettere il principio del dialogo con le altre culture e religioni. Infatti la formazione intellettuale ed educativa non dava a tale questione alcuna importanza, anzi, c’era persino chi discuteva della legittimità di tale principio, oltre a pensare a come metterlo in pratica. Vediamo negli obiettivi della Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa, che rappresenta il pensiero medio dei Fratelli, tenendo conto della specificità europea, e l’attività all’interno delle istituzioni europee e delle loro leggi, numerose aggiunte che mostrano l’estensione delle revisioni eseguite sul piano degli obiettivi, delle politiche e delle opinioni. Da qui il sesto obiettivo della Federazione, relativo agli sviluppi dell’unità europea e all’attivazione del ruolo dei musulmani in questo contesto, il cui testo recita: «Attivazione dei musulmani nel quadro dell’unità europea e del servizio a favore di essa». Nel settimo obiettivo della Federazione rientra anche «il lavoro per arrivare alla presenza e alla rappresentanza dei musulmani nelle istituzioni europee».

Traduzione di Stefania Dell’Anna