venerdì, Agosto 6

Fratelli Musulmani alla conquista dell'Europa – parte 1

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Beirut – Si ritiene che l’Associazione dei Fratelli Musulmani, fondata in Egitto nel 1928 da Hasan alBanna e ramificatasi in altre parti del mondo arabo a partire dagli anni40 del XX secolo, somigliasse a una nebulosa, a una corrente di pensiero influente e duttile che si estendeva nei campi più svariati. Somigliava a un movimento intellettuale che ha assunto numerose forme, per poi fermarsi a metà strada tra la creazione di reti adattabili e la fondazione di un’organizzazione internazionale dalla struttura piramidale. Recentemente le autorità britanniche e canadesi, come risultato delle pressioni dei Governi arabi, hanno deciso di indagare sull’attività dell’Associazione dei Fratelli Musulmani nei loro territori, sull’entità della sua relazione con la violenza e il terrorismo e sul suo rapporto con le organizzazioni fondamentaliste ed estremiste nel Medio Oriente, il che ci porta a fornire una lettura della realtà dei Fratelli Musulmani in Europa.
L’Associazione dei Fratelli Musulmani è apparsa in Europa dall’inizio degli anni ’50 e, in alcuni Stati occidentali come la Gran Bretagna, ha iniziato ad assumere una forma organizzata all’inizio del 1963. Il movimento si era già costituito nella maggior parte delle regioni europee per mano di alcuni studenti inviati dai membri del movimento dei Fratelli nel Mashreq islamico con alcuni emigranti che fuggivano per sottrarsi all’oppressione di certi regimi, in particolare nei giorni difficili vissuti dai Fratelli Musulmani in Egitto sotto il Presidente Jamal ‘Abd al-Nasir (Nasser). Così questo movimento raggiunse l’Europa, prese forma, caricandosi di tutte le caratteristiche che aveva nel Mashreq islamico, e crebbe, dando vita a particolari componenti di pensiero, propagandistiche, dinamiche, organizzative e simili. Nel giro di vent’anni, divenne l’organizzazione islamista di maggior rilievo in Europa; l’associazione gode di una grande forza organizzativa e di possibilità economiche sorprendenti che l’hanno resa in grado di tessere un’enorme rete di servizi sociali e religiosi in Europa in soli altri dieci anni.
La decisione del Presidente egiziano Nasser avrebbe condotto allo scioglimento dell’associazione e al suo definitivo annientamento, senonché le grandi personalità del movimento registrarono uno straordinario successo nel riorganizzarsi e nel riformare il movimento attraverso due assi principali: l’asse saudita e l’asse europeo, riuscendo a formare una forza politica molto influente in entrambi i campi.
Al tempo della decisione di sciogliere l’associazione del 1954, la presenza islamista in Europa non era caratterizzata da grande impetuosità e continuità: per esempio, in Germania i musulmani non avevano altro che due moschee molto lontane l’una dall’altra, una ad Amburgo e una a Berlino. Con l’allontanamento dell’ondata imperialista all’inizio della seconda metà del XX secolo e la liberazione della maggior parte dei paesi islamici dalle grinfie del colonialismo occidentale, l’Occidente prese a impiegare gli arabi e i musulmani in una maniera nuova, coerentemente con la natura della fase, e cioè attivandoli nella sua guerra allora universale contro il comunismo, tanto da permettere a ondate di emigrazione araba e islamica di susseguirsi sulle coste occidentali da tutte le parti. In quel periodo Gerhard von Mende, che trascorse gli anni della seconda guerra mondiale come Ministro dei territori orientali occupati del Reich, per poi passare al lavoro di intelligence alla fine del conflitto, si impegnò nel reclutamento dei musulmani che avevano combattuto tra le file dell’Esercito Rosso ed erano caduti prigionieri nei campi nazisti, talvolta minacciandoli di morte, talvolta promettendo di liberare i loro paesi, che erano sotto il controllo sovietico. Nel quadro del veloce tentativo di avvicinamento di questi nuovi agenti, Mende fece costruire una moschea nella città di Monaco e fondò un’associazione legale composta da membri della comunità islamica nella città affinché adempiessero questa missione. Nel 1958, in queste circostanze politiche delicate, sulla scena della città di Monaco emerse la figura di Sa‘id Ramadan, genero del fondatore dell’Associazione dei Fratelli Musulmani Hasan al-Banna e suo collaboratore, il quale in un solo anno riuscì a prendere le redini del progetto della moschea nelle sue mani e ne assunse la sovrintendenza dopo aver eliminato gli uomini di Mende, anzi riuscì persino ad accaparrarsi la presidenza della commissione allora nota come ‘Commissione per la costruzione della moschea di Monaco‘ per poi vagare per le regioni del mondo islamico in compagnia del suo collaboratore Ghaleb Himmat, il quale poco dopo si trasformò in un suo rivale.
I primi passi della creazione di una corrente islamica unificata e organizzata in Europa iniziarono con il superamento delle differenze etniche e ideologiche tra i suoi elementi nella conferenza di Londra nel 1973 (ovvero pochi mesi prima dell’apertura della moschea di Monaco), quando numerosi attivisti islamici convocarono nei sobborghi della città un’importante riunione che riuniva numerose figure simboliche islamiche del tempo, come Ghaleb Himmat, il quale era stato nominato Presidente della Società islamica della Germania meridionale (il nuovo nome ufficiale della moschea di Monaco) e Khurshid Ahmad, uno degli emblemi dell’Associazione Islamica nel Pakistan, un ramo dei Fratelli nella regione dell’Asia meridionale, e così via. Nonostante la riunione non abbia portato a risultati diretti, essa rappresentò il primo passo sulla strada dell’aggregazione degli islamisti. Quattro anni dopo, nel 1977, in un resort sulle sponde del lago di Lugano in Svizzera, fu convocata un’altra riunione congiunta nella storia del Fratelli, la quale vide la presenza di numerose figure emblematiche del movimento dei Fratelli Musulmani e attivisti islamici come Ghaleb Himmat, Youssef Nada, uno dei simboli della moschea di Monaco, Yusuf al-Qaradawi, che il ricercatore Ian Johnson descrive come il padre spirituale dell’associazione, Ismail al-Faruqi, grande teorico e intellettuale islamico, e così via. Questa riunione rappresentò il primo mattone nella ricostruzione del castello dei Fratelli che era andato distrutto sotto la pressione e le picconate della dittatura e della repressione di Nasser.
Nel 1978, fu convocata un’altra riunione in Arabia Saudita e in essa fu disposto il cambiamento della sede dell’istituzione dall’Europa agli Stati Uniti d’America, affinché fosse sotto l’autorità del dottor al-Faruqi, il quale allora ricopriva un ruolo d’insegnamento alla Temple University nello stato di Filadelfia. Era in corso una chiara operazione di espansione del ruolo della moschea di Monaco, che nel 1982 ambiò il suo nome in ‘Comunità islamica della Germania‘, che incominciò a rappresentare la sede del comando del gruppo internazionale che assunse il controllo di una serie di moschee e centri culturali e che possedeva ramificazioni in tutte le maggiori città dell’allora Germania ovest. La nomina di socio onorario della moschea venne concessa a numerosi emblemi del movimento islamista, personaggi del calibro di Khurshid Ahmad, uno dei discepoli di Abu al-A‘la al-Maududi, e Issam al-‘Attar, il carismatico presidente dell’Associazione dei Fratelli Musulmani in Siria, il quale si trasferì in Belgio all’inizio degli anni ’60 e da lì nella città tedesca di Aquisgrana nel 1968.
Nonostante la varietà ideologica ed etnica degli elementi di questo gruppo, la loro presenza in Europa li ha aiutati a mettere insieme i pezzi per diventare l’avanguardia di un grande movimento islamico in Occidente. Con l’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, nel continente europeo si costituirono numerose organizzazioni e società islamiche del calibro della Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa, con sede a Bruxelles, che mirava a radunare e coordinare i gruppi dei Fratelli Musulmani in oltre venti stati, il Consiglio Europeo per la Fatwa e la Ricerca, con sede a Dublino, il quale si assunse la responsabilità di emettere le fatwa per le questioni relative alle minoranze musulmane in Europa, e l’Istituto Europeo per le Scienze Umane, che si interessava della formazione degli imam in tre università sparse per la Francia e il Galles, oltre a un gruppo di entità economiche che si occupavano della consegna del denaro proveniente dai paesi del Golfo alle organizzazioni e ai movimenti afferenti ai Fratelli, al fine di ampliare le operazioni di costruzione delle moschee in ogni parte d’Europa.
Johnson afferma che queste organizzazioni ed entità, nonostante la loro varietà e la loro dispersione, confluirono tutte alla fine nell’Associazione dei Fratelli Musulmani tramite una rete di consiglieri a capo dei quali vi era lo shaykh Yusuf al-Qaradawi. Tutte queste entità e organizzazioni ricevettero generosi finanziamenti da numerose istituzioni estere.
Il ricercatore tedesco Guido Steinberg del Centro tedesco per le Politiche di Sicurezza, nel capitolo da lui scritto nel libro L’Occidente e i Fratelli Musulmani dopo le rivolte della primavera araba, chiarisce la relazione tra i Fratelli e il Governo tedesco da una parte, e il suo apparato di intelligence dall’altra, dicendo: «La relazione tra i governi tedeschi e i vertici dei Fratelli di stanza a Berlino è passata attraverso tre fasi principali. La prima fase (dai primi anni ’50 al 1979) è stata caratterizzata dalla mancanza di una comprensione profonda del fenomeno dell’islam politico, per non parlare dell’Associazione dei Fratelli. Perciò avvenne che le relazioni tedesche con i Fratelli si limitarono alle comunicazioni del numero dei membri dell’associazione e furono confinate ai servizi di intelligence tedeschi, senza il coinvolgimento del resto delle istituzioni dello stato. Dopo la rivoluzione islamica in Iran nel 1979, l’Associazione dei Fratelli ottenne una maggiore attenzione da parte del governo tedesco, sebbene numerosi legislatori guardassero e continuino a guardare al movimento come rappresentativo di un approccio retrogrado che non può giocare alcun ruolo fondamentale nel futuro dei mondi arabo e musulmano. Perciò anche nella seconda fase 1979-2011 i pochi contatti con i Fratelli sono stati gestiti dall’intelligence».
Lo studio di Ian Johnson, dal titolo Europe Underestimated Islamists (L’Europa ha sottovalutato gli islamisti), pubblicato dalla rivista trimestrale Middle East Forum nel suo numero dell’autunno del 2011, rivolge l’attenzione verso il fatto che la situazione politica in Europa, con tutti i regimi democratici e le costituzioni sostenitrici delle libertà e la tensione verso la varietà a essa associati, in contrasto con l’ambiente dittatoriale arabo, abbia rappresentato un terreno fertile per questa piantagione il cui primo germe fu l’Istituto Internazionale del Pensiero Islamico, la cui missione fondamentale trovava espressione nell’osservazione dei movimenti islamici nel continente europeo.
Con l’evoluzione della situazione delle minoranze e della presenza islamica in Europa, e il suo passaggio dalla fase della perdita dell’identità a quella del senso dell’identità, si giunse alla fase della coscienza e del risveglio, dalla fine degli anni ’60 fino a metà degli anni ’70, seguita da quella della costruzione delle istituzioni e della raccolta degli sforzi, durata fino a metà degli anni ’80, per poi passare alla fase della riflessione sulla necessità di dedicarsi all’insediamento dell’islam e al proselitismo, nel tentativo di giungere infine alla fase dell’influenza reciproca positiva con le componenti della società europea. Con tutte queste trasformazioni si è verificato un considerevole sviluppo del movimento in Europa.
Lorganizzazione dei Fratelli è considerata piramidale, il che significa che i vertici dell’organizzazione ne sovrintendono la pianta con i nomi, i titoli e i contatti. Il fatto che in oltre ottant’anni l’organizzazione abbia superato numerose degenerazioni e opposizioni armate significa che l’associazione è in grado di riprendere i contatti con i suoi membri e sostenitori in patria e all’estero.
Le organizzazioni islamiche in Europa si dividono in due tipologie. La prima è quella delle organizzazioni o dei gruppi che si occupano delle attività religiose, sociali ed educative e sono legati all’Associazione dei Fratelli da relazioni più o meno forti. Si tratta di associazioni propagandistiche, simpatizzanti, o appartenenti ufficialmente ai Fratelli Musulmani.
La seconda tipologia include altre entità più specificamente integrate nella rete della propaganda islamica: associazioni di giovani e studenti come l’Associazione degli Studenti Musulmani; associazioni femminili, come il Forum Europeo delle Donne Musulmane; associazioni umanitarie, come Islamic Relief; associazioni palestinesi come il Comitato per l’aiuto e il sostegno della Palestina; associazioni mediche come l’associazione Avicenna.
La persecuzione dei Fratelli Musulmani in Egitto spinse a fare affidamento sull’organizzazione internazionale all’estero, oltre che sull’attività segreta. Londra è considerata il centro delle comunicazioni e dell’attività dell’organizzazione. Il movimento islamico ha sempre protetto l’organizzazione nei momenti di crisi: per esempio, a Londra ha protetto Munir Ibrahim, il portavoce dell’associazione a Londra, Jum‘a Amin, e anche Zuhair Salim e il Centro Orientale degli Studi di Londra, mentre in Germania ha protetto Ibrahim al-Zayat, responsabile del Comitato Finanziario dell’organizzazione, Mustafa al-Tahan, l’iracheno Sa’d al-Rawi e altri capi all’estero.
Londra era la sede dei Fratelli Musulmani fuori dall’Egitto e ospitava l’ufficio principale del sito dei Fratelli in lingua inglese, avviato nel 2005. La prima presenza dell’associazione a Londra risaliva agli anni ’50 e fu seguita da un’ondata negli anni ’90, quando fu aperto il Centro di Informazione Globale, attraverso il quale l’associazione dei Fratelli tentò di trasmettere il suo messaggio ai mezzi di informazione mondiali.
A Londra vi era anche l’Associazione dei Musulmani della Gran Bretagna (Muslim Britain Association, MBA) che rappresentava i Fratelli Musulmani in Gran Bretagna. Fu fondata nel 1997 da Kamal Al-Halbawi, il quale rimase per lungo tempo rappresentante dei Fratelli Musulmani in Europa e lavora attualmente come consigliere per le questioni relative all’islam e al jihad, come l’ex portavoce ufficiale palestinese Azzam Tamimi, il quale compose numerose opere sull’islam contemporaneo, come Islam and Secularism in the Middle East (L’islam e il secolarismo nel Medio Oriente), pubblicato dalla casa editrice britannica Hurst. Dopo di lui assunse la direzione dell’Associazione dei Musulmani della Gran Bretagna Anas Altikriti, d’origine irachena e professore di traduzione all’Università di Leeds fino al 2005. I Fratelli Musulmani presero il controllo della moschea di Finsbury Park sotto il patronato del governo britannico.
La Lega dei Musulmani del Belgio (Ligue des Musulmans de Belgique, LMB) è il canale storico del movimento in Belgio e vi rappresenta l’Associazione dei Fratelli Musulmani. La lega è stata fondata nel 1997 da Munsef Shatar e Karim Azzouzi e ha assunto la sua denominazione attuale nel 2006. La sua guida spirituale è Bassem Hatahet. La società possiede dieci moschee e sedi in numerose città tra cui Bruxelles, Antwerp, Grand e Verwier, gestite da Karim Shemlal della città di Anversa, di origine marocchina, che lavora come medico nel campo della biologia.
L’Associazione dei Fratelli Musulmani in Olanda è rappresentata dalla Liga van de Islamitische Gemeenschap in Nederland (Lega della Comunità Musulmana nei Paesi Bassi), fondata a l’Aia da Yahya Bouyafa, di origine marocchina, nel 1996. La lega include numerose organizzazioni, in particolare Europe Trust Nederland (ETN) e l’Istituto Olandese per le Scienze Umane.
In Italia, lUnione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII) è considerata il rappresentante ufficiale dei Fratelli Musulmani. È stata fondata nel 1990 ed è diretta da Mohamed Nour Dachan, di origine siriana. L’Unione comprende circa 130 gruppi e controlla circa l’80% delle moschee in Italia; possiede un ramo culturale, uno femminile e un altro giovanile. Oltre a Dachan e al primo segretario generale Abu Shawima, l’imam del Centro Islamico di Segrate, due uomini convertitisi di recente all’islam ricoprono un ruolo importante nel cuore dell’organizzazione: si tratta di ‘Abd al-Rahman Rosario Pasquini, che ha assunto la direzione del Centro Culturale di Segrate e pubblica la rivista Messaggero dell’Islam, e Hamza Roberto Piccardo, segretario dell’Unione, suo portavoce ufficiale e uno dei fondatori, ex giornalista di sinistra e proprietario di una casa editrice.
Quanto alla Svizzera, i Fratelli Musulmani vi sono rappresentati dalla Lega dei Musulmani della Svizzera (Ligue des Musulmans de Suisse, LMS), che è stata fondata nel 1994 dal tunisino Muhammad Karmous, vicino al movimento islamico tunisino, il quale ha aderito all’Unione delle Organizzazioni Islamiche di Francia prima di stabilirsi in Svizzera nel 1991. La lega ha sede in un comune vicino alla città di Losanna, dove è stato fondato un grande centro culturale islamico. Muhammad Karmous è professore alla facoltà di ingegneria e autore di una tesi in fisica. Sua moglie Nadia dirige la sezione femminile della lega, l’Associazione culturale delle donne musulmane in Svizzera. La lega dei Musulmani della Svizzera è attualmente guidata da ‘Adel Mejri e ha numerose ramificazioni in ogni parte della Svizzera (a Basilea, Ginevra, Thyssen, Berna, Zurigo, ecc.).
In Francia, i Fratelli Musulmani sono rappresentati nell’Union des Organisations Islamiques de France (Unione delle Organizzazioni Islamiche di Francia). La Francia rimane un importante centro ideologico dei Fratelli, poiché ospita circa 250 gruppi e 100 luoghi di culti specifici per i Fratelli (La Courneuve, Digione, Marsiglia, Lille, Bordeaux, ecc.). Inizialmente l’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia era diretta da attivisti tunisini appartenenti al partito islamico della Rinascita, mentre oggi a capo dell’Unione vi sono il francese di origine marocchina Fu’ad e il francese di origine tunisina Muhsin Naqzu.
Traduzione di Stefania Dell’Anna

 

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