Fratelli d’Italia, l’Italia s’è persa … L’Italia, ed in vari modi il mondo globale, si è proprio persa da tempo battendo con Scipio la testa contro il palo dell’ignoranza, della grettezza, del comune scivolamento in una condizione tra il ferino, l’inconcludente e l’aggressivo

Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto;

è quanto mi hanno dato al posto di un fucile

(Philip Roth)

Sono usciti i risultati del 55° Rapporto Censis sulla ‘situazione sociale del Paese’ che sintetizza e ribadisce, l’indagine annuale, le ‘emergenze’ strutturali che l’Italia vive in un declino da decenni, tra rinnovate criticità, costanti difficoltà, perduranti incapacità. Declino non solo economico ma con-causa del declinare di un sistema collettivo nei diritti, valori, idee e nella socialità tra persone, come manifesta la violenta radicalizzazione tra la maggioranza di vaccinati e minoritari violenti gruppi di no vaccini, no mascherine, no un po’ tutto.

Una società italiana disgregata in rivoli di particolarismi egoistici tra bassa crescita, scarso sviluppo ed innovazione, bassa produttività, esplosione del sempiterno debito pubblico, diffusione di personalismi affaristici, ma sopra a tutto la costante perenne intangibile evasione fiscale che nessuno vuole risolvere. Questa la foto del Paese Italia. Partecipa di questo declino ed arretratezza la rappresentanza degli interessi collettivi e la partecipazione quando si vota, in un’autoriproduzione del sistema di partiti incapaci di progetti unitari con una strategia condivisa per quale società, che non siano le velleità governiste di un Centro affollatissimo, le nuances sfumate di una sinistra che fu, o le minchiate salviniane o di mamma Giorgia valide sino a domattina.

Un’avvertenza: diversi commenti raccontano di un Paese le cui aspettative o giudizi risentono della pandemia che ha prostrato una comunità sociale. Vero, ma in parte, poiché diversi fenomeni e dinamiche sociali scavano da anni ed oggi ne vediamo gli effetti. Ricorderete che nel 2020 il Censis riportava il dato agghiacciante della pena di morte ritenuta un’opzione valida addirittura per il 44% degli italiani (44,7% tra i giovani). Poi, tendenze ancor più preoccupanti, la paura della morte per virus aveva convinto il 57,8% degli italiani a rinunciare a libertà personali per tutelare la salute collettiva. Si potrebbe anche leggere in termini positivi, ma la tendenza da anni anche a scala globale ci dice che scambiare libertà con sicurezza, sanità, immunizzazione rilascia tossine nel corpo sociale difficili da espellere. Ripiegandosi il regime securitario in un privato ipertrofico ed un societario asfittico.

Inoltre il 38,5% affermava di poter rinunciare ai diritti civili per un maggior benessere economico limitando il diritto di sciopero, libertà di opinione ed iscrizione a sindacati ed associazioni (orientamento pericolosissimo, simile alle tendenze dei paesi dell’Est autoritari). Insomma, un quadro ombroso preoccupante fatto di rese dei conti prive di mediazioni della ragione. Con poca luce in un Paese perso tra ansie rabbie pulsioni ed impulsi pre-sociali, ferini, a fronte di dubbi ragionati dei tanti vaccinati. Un passaggio chiave da forme di ‘disattenzione civile’ rispettose degli altri a modalità di ‘disaffezione pre-sociale’.

E questo 2021 che cosa ci regalano le confuse giagulatorie del ‘popolo’? Andrebbe per la maggiore un’Italia ribollente di impulsi ‘irrazionali’ che pur se minoritari gettano ombre di tenebre. Così ben il 31,4% di italiani, 1 su 3, mica poco, è convinto (nel chiacchiericcio di Internet) che i vaccini siano sperimentali. Come se in passato tutti sapessero con certezza quanti vaccini fossero già stati sperimentati. Protocolli, test, numerosità campionaria, costoro sanno tutto di discipline che nemmeno conoscono. L’11% ritiene poi che siano inutili ed efficaci, mentre ben 3 milioni di persone (che ho cercato di scansare), il 6% circa, insistono che il Covid non esiste, perché è solo un’influenza. Forse sapendo la differenza tra quest’ultima ed un virus come il Sars-2! Mettiamoci pure che circa il 13% pensa che la scienza provochi più danni che benefici!

Tutte queste affermazioni prive di riscontri se non ‘complottisti’ rimandano alla metafora della ‘Caverna’ di Platone. Da cui in molti uscimmo per progredire. Chissà se queste persone hanno mai assunto un farmaco, mai fatto un’operazione. Che lavoro svolgono, con chi si confrontano, come, con quali argomentazioni? Così come vagano in rete in improbabili quando non pericolosissime chat di estrema destra di ‘non esperti’ i complottismi à la Trump, fascista propugnatore della tesi falsa della non vittoria di Biden, ideatore quello di un piano eversivo con colpo di Stato il 6 gennaio di quest’anno. Si manifestano fobie tecnologiche e varianti cospirazioniste, cosicché 4 italiani su 10 si dicono convinti che esista il pericolo reale di una sostituzione etnica con gli immigrati che vengono fatti sbarcare, non si sa perché, per soppiantare la nostra identità e cultura nazionale.

Senza considerare che l’Istat certifica che nel 2021 ci sono 12 mila e 550 nati in meno. Ma anche questa deve essere una bufala. Inoltre, 6 italiani su 10 sono convinti che il potere sia nelle mani di pochi potenti, ed altrettanti che le grandi multinazionali, qui del farmaco (ma quelle del capitalismo che non pagano tasse e chiudono fabbriche quando vogliono nessuno le vede?),sono responsabili di tutto quello che accade, e 5/10 credono esista una sede globale di superpotenti che controlla tutto (la solita Spectre di James Bond!). Nessuno veramente ha spiegato ai comuni mortali ciò che veramente accade nella realtà talmente complessa da richiedere competenze e saperi che non tutti posseggono. Aggiungiamoci anche i non pochi paranoici, circa il 20%, che ‘sanno’ che la tecnologia 5G, quella con Huawei di mezzo e la Cina sullo sfondo minacciosa, riesca addirittura a manipolare le menti delle persone. Senza nulla sapere delle strategie di manipolazione e di persuasione che pubblicità marketing e politica in America hanno cominciato a produrre sin dagli anni ’20 del secolo scorso.

Basterebbe oggi per i non credenti in nulla leggersi Edward Louis Bernays, parente di Freud, con il suo ‘Propaganda. Della manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia’ o magari Walter Lippmann con ‘L’opinione pubblica’ del 1922, o magari Gabriel Tarde con il suo ‘L’opinione e la folla’ del 1901, o ancora Gustave Le Bon con il classico ‘Psicologia delle folle’ e tanti altri, magari arrivando fino alla Scuola di Francoforte degli Adorno, Horkheimer, per comprendere che non vi sono complotti quanto un’evoluzione chiara delle forme del capitalismo a confronto con le opinioni pubbliche democratiche e delle sue evoluzioni.

Unitamente alla comunicazione quale produttore di senso della realtà, trasposta all’epoca internettiana, per capire alcune delle derive moderne e contemporanee. Inoltre, per non farci mancare nulla, in appena 1/10, ma non pochissimi, oltre a negare tutto, contesta che l’uomo sia mai sbarcato sulla Luna. E poi, dramma nella tristezza, circa un 6% afferma che la Terra è piatta. Ecco perché resto sempre in piedi quando arrivo all’orizzonte! Fandonie, cretinate, idiozie, stupidità, frutto di ignoranza costante su molti temi della vita, che il Censis qualifica come la fuga in «un’onda di irrazionalità, una fuga nel pensiero magico, stregonesco, sciamanico, spia di un fenomeno più ampio, di un disagio che ha radici socio-economiche profonde». Pensieri, quelli sciamanici e magici (De Martino docet) tutt’altro che irrazionali, nella vulgata della prima antropologia che riteneva il pensiero dei ‘primitivi’ appunto non razionale.

Tutto ciò per dire che al contrario di quanto ritenga il Censis quando parla di ‘un senso occulto della realtà’ ritengo che questa realtà sia abbastanza palese nel perseguire i princìpi di un capitalismo che parla solo di trionfi, alquanto malconci, del pensiero economicista con la sua ‘dittatura’ del Pil da tanto messa in discussione quale indicatore della ricchezza individuale e collettiva. Dimenticando come quella pretesa di razionalità economica manifestatasi in forme vieppiù brutali in questi ultimi quattro decenni di, questo sì, ‘pensiero unico’ rilasci fenomeni di irrazionalità che nascondono sconcerto, solitudine, impossibilità di miglioramento della propria condizione. Ovvero strutturando una difesa statica da tutto ciò che si muove intorno alle persone di non facile comprensione. Situazione che non può essere risolta parlando come afferma il Censis di “una diffusa insoddisfazione sociale e la ricusazione del paradigma razionale ed una fuga nell’irrazionale come esito di aspettative soggettive insoddisfacenti, pur essendo legittime in quanto alimentate dalle stesse premesse razionali”.

Ragion per cui andrebbero finalmente rimesse in discussione quelle strategie e fini che pongono il progetto dell’accumulazione, della competizione bruta, della concorrenza tra diritti al ribasso, quale unico parametro di felicità nella società. I disastri commessi sono dinanzi a noi, è il non volerli esplicitare privi di lenti ideologiche che rende il tutto in apparenza molto irrazionale. Ora care democrazie liberali occidentali in crisi, beccatevi ciò che avete fomentato disegnando una globalizzazione degli affari scansando popolo e povertà, paure e disastri economico-finanziari riprodotti, deterioramento del pianeta e sconvolgimenti climatici. Fenomeni economici sociali e climatici talmente complessi ed interdipendenti che l’unica che rimane è uno sfogatoio anonimo dove riversare tutte le proprie incapacità, ignoranze, superstizioni, rabbie, livori, invidiecon un sistema di vita che impone traguardi personali le cui performances appaiono sempre più scaricate sui singoli. L’Italia, ed in vari modi il mondo globale, si è proprio persa da tempo battendo con Scipio la testa contro il palo dell’ignoranza, della grettezza, del comune scivolamento in una condizione tra il ferinol’inconcludente e l’aggressivo.

Ottimi paraventi per affari e traffici personali, corruzioni e collusioni ormai strutturali, crimini dei colletti bianchi, collusioni lampanti tra politica affari e crimine organizzato. Bisogna vedere se come e grazie a chi riuscirà a riprendersi, verso quale direzione. La vedo difficile, poiché una politica querulacostituisce il preciso riflesso di una società invecchiata, priva di anticorpi sociali, assente sui temi culturali, deficitaria nell’assunzione di una severa serietà e responsabilità. Sì, poi ci sono quelli che si battono, combattono, resistono, ma non modificano il quadro d’insieme. I dati Censis certificano, confermandoli, un progressivo costante arretramento intellettuale, culturale, antropologico, ed in taluni casi anche psichiatrico del nostro paese. Navighiamo nei marosi di un paese tra parossismi, parassitismi, nevrastenie, ignoranze sconfortanti. Sarà un caso che in Italia si leggono meno giornali e libri che in quasi tutta Europa e l’informazione è in prevalenza veicolata attraverso i media televisivi?Espressione e spia di fenomeni più sotterranei e strutturali della politica e di una società connivente in questa convivenza che nei decenni non ha voluto far mancare il suo contributo di deperimento individuale e collettivo.