mercoledì, Giugno 23

Franco Battiato, il centro di gravità permanente Caro Franco hai trovato finalmente il tuo vero centro di gravità permanente, quello che supera ogni luogo ogni momento, ogni tempo. E noi, con la memoria nel cuore e le parole nella mente, ti terremo sempre vivo

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Il nostro ricordo di Franco Battiato trova il suo senso proprionell’etimologia del verbo ricordare, che dal latino recordari, derivante da cor, cordis, e quindi dal cuore, in quanto gli antichi ritenevano il cuore la sede stessa della memoria. E anche se oggi la biologia e la neurologia potrebbero contraddire questa etimologia, noi vogliamo continuare a pensare a Battiato, così, con il cuore:

Caro Franco hai trovato finalmente il tuo vero centro di gravità permanente, quello che supera ogni luogo ogni momento, ogni tempo. E noi, con la memoria nel cuore e le parole nella mente, ti terremo sempre vivo, come persona che ha saputo stimolare la coscienza e il senso di responsabilità politica che ben pochi politici non hanno saputo o voluto ascoltarti. E come omaggio e rispetto nei tuoi confronti ci permettiamo di citare il testo della tua canzone ‘Povera Patria:  

Povera patria!

Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
Ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà,
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà,
sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…

La primavera intanto tarda ad arrivare.

E se ancora oggi, noi tutti, stiamo a sperare con te al ritorno di una vera primavera, vogliamo salutarti ricordandoti come quel sano uomo rivoluzionario che eri tanto in musica, in poesia e ancor più come persona cosciente nella vita e nella politica. E lo facciamo salutandoti con un frammento poetico tratto da Cedi la strada agli alberi (ed. Chiarelettere) di Franco Arminio, parole che siamo certi che tu condividerai in pieno:

Oggi essere rivoluzionari significa togliere

più che aggiungere, rallentare più che accelerare,

significa dare valore al silenzio, alla luce,

alla fragilità, alla dolcezza.

E noi restiamo qui ancora a cercare quel centro di gravità che tu finalmente hai trovato.

WCENTER 0LGMADCLOZ – battiato gratis – leggo

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