domenica, Settembre 19

Francia, tra presidenziali e allerta terrorismo

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Clima caldo in Venezuela, dove almeno 10 persone sono morte ieri notte a Caracas durante gli scontri violenti e i saccheggi avvenuti in una zona commerciale di El Valle. Gli scontri sono avvenuti tra militanti oppositori, unità della Guardia Nazionale e gruppi armati pro governativi. La ministra degli Esteri venezuelana, Delcy Rodriguez, ha denunciato su Twitter che «bande armate finanziate dall’opposizione hanno attaccato l’ospedale infantile di El Valle» ma decine di testimonianze sullo stesso social network indicano che i bambini sono stati evacuati dopo essere stati intossicati dai gas lacrimogeni sparati dalla Guardia Nazionale. Intanto l’opposizione ha annunciato nuove mobilitazioni contro il governo di Nicolas Maduro, convocando una «marcia del silenzio» in omaggio alle vittime della repressione sabato pomeriggio e un blocco delle principali autostrade del Paese per lunedì.

In Russia paura a Khabarovsk dove un 18enne ha aperto il fuoco nella sede dei servizi segreti russi (Fsb) e ucciso due persone e ferendone una terza. Secondo i servizi di sicurezza russi, che lo hanno uccis, il ragazzo era un membro di un gruppo neonazista.

Ancora guai per Julian Assange: il dipartimento di giustizia Usa potrebbe incriminare i membri di Wikileaks dopo aver rivisto la gigantesca fuga di documenti del 2010 e le recenti rivelazioni dell’arsenale cibernetico della Cia. Lo rivela il ‘Washington Post‘. Le accuse sono di cospirazione, furto di beni governativi o violazione della legge sullo spionaggio ma i documenti non sono completi e ogni accusa richiede l’approvazione al più alto livello del ministero. Secondo il segretario alla giustizia, Jeff Sessions, l’arresto di Assange è una ‘priorità’ per l’amministrazione Trump.

Proprio rimanendo negli Usa, Donald Trump, che il 29 aprile compirà 100 giorni alla Casa Bianca, dice: «A prescindere da quanto ho realizzato nel ridicolo standard dei primi 100 giorni, e ho realizzato molto (compresa Corte Suprema) i media massacreranno!».

Intanto  il ministro della difesa James Mattis in una conferenza stampa congiunta a Tel Aviv con il suo omologo Avigdror Lieberman ha annunciato che la Siria ha mantenuto il suo arsenale chimico: «Non ci devono essere dubbi nella comunità internazionale che la Siria abbia conservato armi chimiche in violazione dei suoi accordi e delle sue dichiarazioni sul fatto di averle rimosse. Non ci può più essere alcun dubbio».

In Iran confermata l’esclusione dalle prossime elezioni presidenziali di Mahmoud Ahmadinejad. A deciderlo il Consiglio dei Guardiani, istituzione religiosa per metà nominata dalla Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, che proprio qualche settimana fa gli aveva chiesto di non presentarsi.

In Kenya le forze armate hanno reso noto di avere ucciso 52 jihadisti del gruppo fondamentalista Al Shabaab in un attacco in Somalia. Il portavoce dei militari di Nairobi, il colonnello Joseph Owuoth ha precisato che gli estremisti sono stati uccisi nel corso di un assalto ad un campo a Badhadhe nella regione del Lower Jubba nell’ambito della missione dell’Unione africana (Ua) a sostegno del debole governo somalo di Mogadiscio per combattere il gruppo terrorista.

Chiudiamo con gli ultimi dati sui migranti. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), dall’inizio dell’anno 42.974 sono giunti in Europa via mare e 962 sono morti. L’85% degli arrivi è stato registrato in Italia (36.703) ed anche il più alto numero di morti è segnalato sulla rotta del Mediterraneo centrale (898).

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