Francia, studenti contro la riforma dell’università Il Paese è uno degli ultimi a non prevedere numero chiuso o test di ammissione. Ma ora Macron vuole cambiare

Università libera: è sempre stato un vanto della Francia, ma da desso in poi tutto è destinato a cambiare. Parola di Emmanuel Macron, che ha dato il suo ok all’attesa riforma che stabilirà nuove regole di iscrizione negli atenei.

La Francia infatti è uno degli ultimi Paesi occidentali a non prevedere numero chiuso o test di ammissione all’università. C’è da dire però che i migliori puntano alle università migliori e super-costose. Il resto degli studenti però finisce nel normale sistema universitario, che è diventato sin troppo ingolfato. L’ingresso negli ultimi anni in alcune facoltà è stato davvero una lotteria. Per questo Macron ha deciso di cambiare: forte del fatto che oltre il 70% degli studenti abbandona gli studi durante il ciclo triennale, il presidente ha confermato che «l’università non può essere la soluzione per tutti».

Molti docenti dicono che la soluzione non è chiudere le università, bensì investire di più, aumentando i posti e continuando a garantire il libero accesso a tutti. Il governo ha annunciato di voler stanziare un miliardo di euro per i prossimi cinque anni (contro i cinque richiesti), ma non basta. E qui entra in gioco la riforma presentata dal premier Edouard Philippe e la ministra dell’Istruzione Frédérique Vidal che inserisce una serie di criteri per poter accedere a determinate facoltà. Se poi gli alunni senza i criteri attesi tenteranno lo stesso di iscriversi alle facoltà più sovraffollate, dovranno seguire dei corsi di perfezionamento che potrebbero durare fino a un anno.

La maggior parte delle associazioni di studenti critica la nuova riforma: «È un modo di fare una selezione senza ammetterlo». Ieri per questo nuova manifestazione a Parigi con slogan e lanci di uova. Ma la battaglia pare davvero lunga per gli studenti.

(video tratto dal canale Youtube di RT)