sabato, Maggio 15

Francia, studenti contro la riforma dell’università Il Paese è uno degli ultimi a non prevedere numero chiuso o test di ammissione. Ma ora Macron vuole cambiare

0

Università libera: è sempre stato un vanto della Francia, ma da desso in poi tutto è destinato a cambiare. Parola di Emmanuel Macron, che ha dato il suo ok all’attesa riforma che stabilirà nuove regole di iscrizione negli atenei.

La Francia infatti è uno degli ultimi Paesi occidentali a non prevedere numero chiuso o test di ammissione all’università. C’è da dire però che i migliori puntano alle università migliori e super-costose. Il resto degli studenti però finisce nel normale sistema universitario, che è diventato sin troppo ingolfato. L’ingresso negli ultimi anni in alcune facoltà è stato davvero una lotteria. Per questo Macron ha deciso di cambiare: forte del fatto che oltre il 70% degli studenti abbandona gli studi durante il ciclo triennale, il presidente ha confermato che «l’università non può essere la soluzione per tutti».

Molti docenti dicono che la soluzione non è chiudere le università, bensì investire di più, aumentando i posti e continuando a garantire il libero accesso a tutti. Il governo ha annunciato di voler stanziare un miliardo di euro per i prossimi cinque anni (contro i cinque richiesti), ma non basta. E qui entra in gioco la riforma presentata dal premier Edouard Philippe e la ministra dell’Istruzione Frédérique Vidal che inserisce una serie di criteri per poter accedere a determinate facoltà. Se poi gli alunni senza i criteri attesi tenteranno lo stesso di iscriversi alle facoltà più sovraffollate, dovranno seguire dei corsi di perfezionamento che potrebbero durare fino a un anno.

La maggior parte delle associazioni di studenti critica la nuova riforma: «È un modo di fare una selezione senza ammetterlo». Ieri per questo nuova manifestazione a Parigi con slogan e lanci di uova. Ma la battaglia pare davvero lunga per gli studenti.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->