sabato, Maggio 15

Francia, sciopero a oltranza dei ferrovieri

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In Francia il segretario generale della Confédération générale du travail, Philippe Martinez, ha annunciato per la prossima settimana «la più forte mobilitazione degli ultimi tre mesi». Nei prossimi giorni entreranno in sciopero anche i lavoratori dei trasporti pubblici e degli aeroporti. Il tutto a nove giorni dall’inizio degli Europei di calcioLe proteste hanno contribuito a erodere la popolarità del presidente Francois Hollande, mai così bassa come oggi. Secondo un sondaggio Ipsos pubblicato oggi in prima pagina sul quotidiano Le Monde, se le presidenziali dovessero tenersi nel fine settimana, l’attuale capo dello Stato otterrebbe appena il 14% delle preferenze, record storico negativo per un presidente della Quinta Repubblica, mentre la leader del Front National, Marine Le Pen, volerebbe al 28%. Alain Juppé resta il favorito della destra neogollista.

Un osservatorio del Dar El Iftaa, istituzione religiosa egiziana riconosciuta fra i principali interpreti della Sharia, ha attaccato il candidato presidenziale Usa, Donald Trump, sostenendo che i suoi discorsi «aiutano l’Isis» dato che utilizzano la «stessa ideologia» del gruppo terrorista, la cui propaganda a sua volta sfrutta proprio le infuocate dichiarazioni dell’esponente repubblicano.

In Libia un soldato britannico sarebbe rimasto ucciso in combattimento a ovest di Sirte, roccaforte dei jihadisti dello Stato Islamico. Lo riferiscono media locali – ma al momento non ci sono conferme ufficiali – secondo i quali un gruppo di militari britannici stava combattendo a fianco delle forze di Misurata, alleate del governo di unità nazionale, unico riconosciuto nel Paese dalla comunità internazionale.

Secondo le autorità egiziane, una nave francese ha registrato dei segnali sottomarini che potrebbero essere le scatole nere dell’aereo EgyptAir, precipitato lo scorso 19 maggio mentre era in viaggio da Parigi al Cairo con 66 persone a bordo tra passeggeri e membri dell’equipaggio.

La cancelliera tedesco Angela Merkel ha fatto sapere che sostiene la risoluzione per il riconoscimento del genocidio armeno (la morte di 1,5 milioni di persone tra il 1915 e il 1916 durante l’Impero Ottomano) e solo per un impegno di governo non sarà in Parlamento per votarla. Il primo ministro turco Binali Yildirim ha avvertito oggi che, in caso di approvazione del testo, le relazioni con la Germania ne risentiranno. Contro la risoluzione si era espresso il ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, della Spd.

La Commissione europea ha deciso di inviare un parere scritto al governo polacco, guidato da Beata Szydlo, non essendo «stata ancora trovata una soluzione» che «porti vicino» a un accordo sulle «questioni che preoccupano» per il rispetto dello stato di diritto in Polonia. Il testo della Commissione apre di fatto la procedura di infrazione ed introduce il rischio di sanzioni contro Varsavia.

Il Brasile è in recessione. Il primo trimestre del 2016 registra una lieve contrazione della prima economia dell’America latina, il cui PIL è sceso dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente. È la quinta diminuzione consecutiva del prodotto interno lordo del Paese già alla prese con una profonda crisi politica, secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di geografia e statistica.

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