lunedì, Ottobre 18

Francia: scioperi e proteste paralizzano il Paese field_506ffbaa4a8d4

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Tempi duri per la Francia, dove le proteste contro la legge El Khomri, Ministro del Lavoro, hanno creato molti disagi in questi giorni e hanno paralizzato il Paese con scioperi dei trasporti e dei sindacati che hanno coinvolto 400 mila persone nelle principali città francesi. A Parigi, alcuni manifestanti hanno preso di mira le forze dell’ordine, altri sono stati fermati in possesso di armi. Un gruppo di persone è riuscito perfino a fermare un treno ad alta velocità diretto nella capitale. A Rennes sono stati danneggiati molti sportelli bancomat, tanto che in città è emergenza contanti.

Così, la Francia manifesta il suo disaccordo con la riforma del lavoro, voluta dal Presidente francese François Hollande, alla base della quale  ci sono una serie di norme che semplificano le regole per le assunzioni e per i licenziamenti e privilegiano la contrattazione aziendale rispetto a quella collettiva e nazionale. Unico obbiettivo: ridurre il tasso di disoccupazione. Con la riforma, si intende aumentare la flessibilità del lavoro, facilitare i licenziamenti e ridurre i ricorsi davanti ai giudici. L’intento è quello di garantire maggiore flessibilità alle aziende per incentivarle ad assumere.
Hollande ha già annunciato che non si ricandiderà se fallirà nella lotta alla disoccupazione e, nonostante le proteste, ha dichiarato: «Non cederò. Troppi governi hanno ceduto ed è la causa delle condizioni in cui ho trovato il Paese nel 2012. La legge è stata concertata, corretta, emendata: i sindacati riformisti appoggiano il testo e la maggioranza dei socialisti lo vota».

Intanto, l’Istituto nazionale di statistica e studi economici francese (INSEE) ha confermato le attese degli analisti: la media della disoccupazione registrata nel primo trimestre è del 10,2% della popolazione attiva e i disoccupati sono rimasti 2,8 milioni.

(Video tratto dal canale Youtube: euronews)

 

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