sabato, Ottobre 16

Francia: politica migratoria di controllo ed espulsione Il progetto di legge sull'immigrazione presentato dal Ministro degli Interni Gérard Collomb scatena associazioni e addetti ai lavori

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Presentato il 21 febbraio al Consiglio dei Ministri, il progetto di legge del Ministro dell’Interno della Repubblica francese, Gérard Collomb, ha come obiettivo di diminuire della metà i termini della procedura di domanda d’asilo, portando, così, l’intera durata da un anno a sei mesi.
Il testo sta suscitando non solo il malcontento delle associazioni e di gran parte della maggioranza di Governo, ma anche degli stessi agenti ministeriali preposti alla decisione sulle domande d’asilo. Collomb ha risposto alle numerose critiche sostenendo che il suo progetto si allinea allo standard europeo, il quale, però, tende sempre più verso una chiusura delle frontiere a scapito della protezione dei diritti fondamentali.

Durante il summit svoltosi alla Valletta lo scorso 3 febbraio tra i vari capi di Stato e di Governo, e la Commissione europea, è stato definito come obiettivo principale della politica europea in tema di migrazione la costruzione di una cosiddettalinea di protezione’, messa in atto aumentando i controlli e finanziando il Governo libico per la protezione delle sue acque. Con questo progetto di legge anche la Francia vuole rinforzare i controlli alle frontiere e velocizzare i termini di espulsione.

Il progetto di legge ha suscitato vive proteste sia all’interno del mondo associativo che in quello amministrativo. 28 associazioni si sono hanno fatto appello al Consiglio di Stato, la più alta giurisdizione in Francia, contro una circolare del 12 dicembre, che rientra sempre nel progetto di legge sull’immigrazione e nella messa in atto di una politica migratoria restrittiva dei diritti. Due sindacati dell’Ufficio Francese per la Protezione dei Rifugiati e degli Apolidi, Asyl e la CGT, e il personale della Corte Nazionale del Diritto d’Asilo sono stati in sciopero per una decina di giorni manifestando contro il progetto. In maniera unanime hanno sollevato critiche sia sulla legalità del progetto, che priva il richiedente delle garanzie fondamentali, che dell’effettiva fattibilità del medesimo, causa mancanza di personale e mezzi adeguati per poter velocizzare la procedura come richiesto.

Molti i punti del progetto di legge criticati dagli addetti ai lavori e dalle associazioni. Tra i principali punti c’è quello di riformare i termini di invio e istruzione della domanda di asilo. Una volta giunti in territorio francese, i richiedenti asilo avranno 90 giorni (e non più 120) per depositare una domanda di protezione internazionale all’Ufficio Francese di Protezione dei Rifugiati e degli Apolidi (in Italia Commissione Territoriale), e nel caso di una risposta negativa di quest’ultimo, avranno 15 giorni e non più un mese per presentare un ricorso alla Corte Nazionale del Diritto d’Asilo (funzione che in Italia svolge il Tribunale amministrativo).
Non è  messo in conto il fatto che un richiedente asilo, che riesce ad arrivare in un Paese sicuro dopo un lungo e doloroso percorso di esilio, riesce difficilmente in tempi così brevi ad avere accesso a un’informazione chiara di quali sono i suoi diritti e ad un accompagnamento adeguato che gli permetta di raccontare la propria storia, quello che ha dovuto subire nel suo Paese di origine e che lo ha portato a fuggire lontano dal proprio paese e molte volte anche dall’affetto dei propri cari. Una storia fatta di ricordi traumatici, difficili da rivivere e spiegare, alla quale bisogna apportare quanti più dettagli possibili, altrimenti verrà giudicata inventata e priva di forza probante.
Se il richiedente asilo impiega più di 90 giorni per depositare la sua domanda, allora questa passerà in procedura prioritaria, con termini più veloci, garanzie più ristrette e senza diritto né ad un alloggio, né all’indennità.
Il risultato di una simile politica va a scapito delle persone più fragili, che hanno difficoltà ad accedere a quelli che sono i propri diritti e che hanno bisogno di essere accompagnate in questa domanda.

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