venerdì, Settembre 24

Francia, il nucleare fa paura

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Parigi – Il nucleare francese è messo molto male ed è un pericolo per tutti i Paesi frontalieri. I rischi sono molti di più di quelli che pensiamo. Dai pericoli diretti con incidenti che possono essere uguali a quelli di Chernobyl o Fukushima, i gestori di centrali hanno anche idee ben precise su come sgomberare i rifiuti radioattivi. Come introdurli in materiali da costruzione o nei beni di consumo o semplicemente rilasciando plutonio nel fiume Loire.

Il 26 gennaio 2016, una galleria in un sotterraneo di immagazzinamento di rifiuti è crollata, uccidendo un lavoratore. Ed è stato detto che questo luogo sarebbe stato stabile per centinaia di migliaia di anni. Nel dicembre 1999, durante una tempesta, la centrale nucleare di Blayais vicino a Bordeaux si è allagata a tal punto che si è sfiorato il disastro. Uno scenario simile a Fukushima, ma con 12 anni di anticipo.

Due esperti indipendenti del nucleare, Stéphane Lhomme, direttore dell’Observatoire du nucléaire, e Roland Desbordes, presidente del CRIIRAD, espongono i problemi gravi ed urgenti che hanno notato.

La legge è pericolosa

Con 58 reattori e 1.100 siti che contengono scorie nucleari, la Francia detiene il record del Paese più dotato di nucleare nel mondo rispetto alla popolazione. Questo rappresenta un vero pericolo per le persone e per l’ambiente. Per Stéphane Lhomme dell’Observatoire du nucléaire “un reattore nucleare è sempre pericoloso, ma lo è ancor di più quando è vecchio e la maggior parte dei reattori francesi hanno superato i 30 anni di attività”. Inoltre EDF non può più permettersi di mantenerli in modo corretto. Un incidente nucleare è purtroppo sempre più plausibile. “In più ci sono da aggiungere l’uranio, il nucleare militare e l’industria chimica che si occupa dei materiali naturali radioattivi (terre rare, fertilizzanti, monazite, ecc)”, spiega Roland Desbordes del CRIIRAD.

Il governo francese ha deciso, a partire dal 30 dicembre 2015, di non rispettare più le norme di sicurezza del 2005 per i serbatoi dei reattori nucleari. Riguarda i serbatoi, ma anche molti altri problemi di sicurezza come gli involucri di sicurezza. Come nel caso di Bugey dove il quinto reattore è stato fermato da quasi un anno e che l’ASN (Autorité de sûreté nucléaire) non vuole riavviare. In pratica: siccome il governo pro nucleare, azionista di maggioranza del settore, ritiene che l’ASN è l’unica ad aver merito nella questione ma anche la pesante responsabilità di dare le autorizzazioni e in questi casi spinosi non vuole essere responsabile e quindi colpevole di un incidente” precisa Desbordes. “La cosa più grave è che si decide di ignorare il consiglio dell’ASN anche assumendosi la responsabilità di un incidente (ma non d’indossare la colpa)” continua l’esperto.

Il nuovo reattore nucleare francese, l’EPR, anche se non così nuovo siccome è stato progettato nei primi anni dell’90, è così complesso che anche i suoi inventori non riescono a finire di costruirlo. Areva in Finlandia e EDF a Flamanville in Francia sono consapevoli della terribile delusione sui loro rispettivi siti. L’EPR doveva essere costruito in quattro anni e mezzo e costare 3 miliardi, ma siamo già a 12 anni passati e 10 miliardi spesi, e non è ancora finito” rivela Stéphane Lhomme. Peggio, Areva ha prodotto male il contenitore del reattore di Flamanville con aree di debolezza che dovrebbero portare al divieto di questo serbatoio. Ma è già installato, si potrebbe distruggere parte del reattore, facendo un altro serbatoio, ma richiederebbe ancora molti anni. Inoltre, le autorità francesi stanno preparando l’opinione pubblica per la convalida di questo serbatoio. Il decreto pubblicato il 3 gennaio 2016 ha aperto la possibilità per l’autorità alla sicurezza di convalidare questo serbatoio anche se è inagibile. Sembra che queste persone facciano di tutto perché accada un disastro nucleare” allarma l’esperto dell’Observatoire du nucléaire.

Il decreto in cui l’articolo 9 autorizza deroghe sotto la sola responsabilità dell’ASN sembra inoltre liberare di qualsiasi responsabilità l’operatore, come l’agenzia in carica del controllo dovuto alla consegna di questa deroga. Ed è proprio questo che permette a delle centrali elettriche che dovrebbe essere chiuse di mantenere la loro attività. “In ogni caso, EDF e Areva sono aziende statali, in modo che quando questo dramma succederà, saranno sempre i cittadini francesi ad essere le vittime, sia al livello della salute che in termini finanziari. Come sempre in questo tipo di casi, i procedimenti giudiziari dureranno per decenni e non ci sarà nessun colpevole”… spiega Lhomme. “Questo decreto era probabilmente per l’EPR, ma potrebbe anche essere utilizzato per estendere efficacemente la vita dei reattori obsoleti”.

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