mercoledì, dicembre 12

Francia: gilet gialli (minacciati) chiedono le dimissioni del governo Ue, messaggio a chi ha respinto il Global compact. Usa-Cina, passi avanti sugli accordi commerciali

0

Per calmare le acque, servono le dimissioni del governo. A dirlo in Francia i portavoce dei gilet gialli e in particolare una delle ideatrici, Jacline Mouraud, all’Ansa ha ribadito che ciò che sta accadendo «è allucinante. Il movimento iniziato pacificamente sta sfuggendo ad ogni logica e ragionevolezza. Oggi non so come riusciremo ad uscire da questo marasma». Molti gilet gialli hanno rivelato ai media francesi di aver ricevuto decine di minacce di morte dopo la loro offerta al governo di aprire un negoziato, ma la Mouraud li critica: «Sono una specie di ragazzini anarchici, manipolati, non vogliono trovare alcuna soluzione ma soltanto fare casino».

Intanto diminuiscono i sostenitori nel Paese. Secondo gli ultimi dati, il 72% dei francesi sostiene ancora il movimento dei gilet gialli dopo il terzo sabato di manifestazioni. Più di 8 intervistati su 10 disapprovano il ricorso alla violenza, mentre per il 90%, il governo non si è mostrato all’altezza.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, alla vigilia della ministeriale a Bruxelles, è tornato sul sequestro delle navi ucraine nello stretto di Kerch da parte della Russia: «Non ci sono giustificazioni per un simile uso della forza. Invitiamo a esercitare calma e moderazione. La Russia deve rilasciare le navi ed i marinai ucraini, assicurare libertà di navigazione e un accesso non ostacolato ai porti nel Mar d’Azov».

Il commissario dell’Ue Dimitris Avramopoulos chiede ai Paesi europei che hanno respinto il Global compact di ripensarci: «Chi respinge il patto dei migranti non ha studiato abbastanza. Si tratta di creare una nuova piattaforma per una collaborazione multilaterale. Nessun Paese può farcela da solo», ha detto in una intervista al Die Welt. Intanto le autorità turche fanno sapere di aver fermato nell’ultima settimana 6.866 persone che tentavano di attraversare le frontiere con l’Unione europea o di entrare nel Paese senza regolari documenti.

Negli Usa tiene banco il confronto commerciale con la Cina. Soddisfatto degli ultimi esiti, ossia la tregua sui dazi di 90 giorni per definire un accordo a tutto tondo sul commercio, Donald Trump, che su Twitter annuncia: «Con Xi è stato un incontro straordinario. Le relazioni con la Cina hanno fatto un grande balzo in avanti. La Cina ha concordato di ridurre e rimuovere i dazi sulle auto provenienti in Cina dagli Usa che attualmente sono al 40%». Mentre il segretario al tesoro Usa, Steve Mnuchin, ha affermato che perché il patto Trump-Xi porti a risultati veri «abbiamo bisogno di vedere qualcosa di concreto dalla Cina nei prossimi 90 giorni». Inoltre ha confermato che lo stesso tycoon guiderà direttamente i negoziati con la Cina, assistito dai suoi più stretti consiglieri.

Andiamo in Andalusia, perché la sinistra perde la maggioranza, mentre avanza l’estrema destra. Secondo i dati, il Psoe crolla dal 35,43% del 2015 al 27,97% di oggi. Niente maggioranza assoluta, mentre il partito di estrema destra Vox ottiene il 10,96% dei voti, guadagnando i suoi primi 12 seggi. Drastico calo anche per il Partito popolare che ottiene il 20,75% dei voti, mentre Ciudadanos passa dal 9,28 al 18,26%.

Continuano gli arresti in Turchia con accuse di terrorismo. Nell’ultima settimana, sono 1.163 le persone finite in manette in operazioni condotte in tutto il Paese. La gran parte è sospettata di sostegno al Pkk curdo o di legami con la rete di Fethullah Gulen, responsabile secondo Ankara del tentativo di colpo di stato del 15 luglio 2016. Tra i detenuti ci sono anche 17 presunti affiliati all’Isis e 10 a gruppi illegali di estrema sinistra.

Intanto il presidente Recep Erdogan dal G20 torna sul caso Khashoggi, il reporter ucciso nel consolato di Riad a Istanbul: «Se necessario, siamo pronti a sollevare davanti alle Nazioni Unite la richiesta di condurre un’indagine internazionale» per chiarire tutte le responsabilità nell’omicidio. Tornando a lamentare la mancanza di collaborazione delle autorità giudiziarie saudite con quelle turche, Erdogan ha definito ‘inaccettabili’ le spiegazioni fornite finora dal principe ereditario Mohammed bin Salman.

Chiudiamo con il Bahrein, dove è record di donne elette in Parlamento. Sei donne sono state elette su 40 membri del Consiglio dei Rappresentanti. basti pensare che alle elezioni del 2002 si presentarono 31 candidate, ma nessuna donna fu eletta. Nel 2006 fu eletta la prima donna, Lateefa Al Gaood, nel 2014 altre tre donne.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore