giovedì, Ottobre 21

Francia: ecco chi e perchè ha votato Le Pen

0
1 2


Parigi – Dopo il ko al ballottaggio di ieri per le elezioni regionali in Francia, il Front National (FN) di Marine Le Pen, una settimana fa considerato il primo partito di Francia,  sembra  destinato a sgonfiarsi. Il FN ha perso, certo, ma nessuno altro partito ha vinto queste elezioni. Grazie alla partecipazione in forte aumento -59% circa contro il 43% del primo turno- e il ritiro dei candidati di sinistra, il Fronte Nazionale non ha vinto in nessuna regione. Ma non è necessariamente un segno di sana democrazia francese. Non si è votato per qualcuno o per un partito, bensì nella prospetiva di ostacolare il FN.

Marine Le Pen ha chiuso il suo discorso, ieri sera, dicendo «nulla ci potrà fermare». Elezione dopo elezione, l’aumento del potere nazionale è inesorabile. Anche se il FN non ha nessuna regione, il partito di Marine Le Pen può  congratularsi per aver acquisito almeno 350 ulteriori Consiglieri regionali al termine dello scrutinio.
Nel primo turno, il partito di estrema destra aveva raggiunto il suo miglior punteggio di sempre. Con il 27,73% dei voti, la vittoria è stata storica per il Fronte Nazionale, nel primo turno delle elezioni regionali nel 2015 ha segnato il punteggio più alto mai raggiunto dal partito, superando i 6 milioni di voti.

Come osservato in occasione delle elezioni europee, il Front National ha attirato gli strati più popolari: il 43% tra gli operai, 36% tra i dipendenti e il 36% tra gli aventi un titolo di studio più basso della maturità. Il partito di estrema destra è stato anche particolarmente apprezzato dai più giovani (il 35% degli elettori ha meno di 24 anni secondo l’Ipsos).

 

«Marine … cosa rischiamo a provarla»

Delusi dalla destra, arrabbiati con la sinistra, si è parlato dei ‘musulmani’, tutto il tempo, ‘degli stranieri’ molto, ‘della Francia, che va male’, spesso. Qual’è il loro combustibile, il motore dei loro sentimenti, quello che li getta nelle braccia di Marine Le Pen è stato svelato: la paura. Sempre, dappertutto.
Molti alimentano la conversazione : qualche settimane dopo gli attentati, vogliono vedere uniformi, berretti e mimetiche, sui mezzi di trasporto, nei grandi magazzini e a tutti gli angoli delle strade.

Finito ‘l’effetto Charlie’, la tragedia del 13 novembre non ha avuto lo stesso impatto degli attacchi del mese di gennaio. Questa volta non sono stati i giornalisti, né gli ebrei, né la Polizia, ma il ‘signor tout-le-monde‘ a essere bersaglio degli attachi. “E questo cambia tutto!“, esclama Fabrice, 50 anni, funzionario. “La prossima volta potremmo essere noi. Io, francamente, non ho mai pensato che potesse accadere a Parigi. Cose del genere, le possiamo vedere a Baghdad o in Libano …
Ho paura“, dice una donna di 46 anni che lavora nel settore edile. “Ho due figli adulti che hanno lasciato la casa e sono settimane che non vivo più … non riesco a fargli smettere di uscire. A mia figlia  ho detto: ‘chiama quando vai fuori e quando arrivi a casa’, e da quando lei mi ha detto ‘Mamma, alla Gare du Nord non mi sento sicura’, non vi dico come passo la giornata …

 

Sapevano tutto e non hanno fatto nulla”

Questa paura, ancora di più dal 13 novembre, ha per loro un volto, quello di un musulmano.
Lucie, grafica di 32 anni, dice : “L’altro ieri ero in metropolitana e c’era una giovane donna con un niqab che stava leggendo il Corano, seduta di fronte a me in metropolitana. Ho pensato, ‘potrebbe nascondere esplosivi e e far saltare in aria tutto il treno. Mi sono fatto un film in testa. Ho avuto super paura”.
Di fronte a questa ansia generale il Governo ha annunciato una serie di misure di sicurezza e ha deciso lo stato di emergenza. Ma non basta, non è sufficiente. Insomma, niente riesce a riassicurarli. Una domanda si presenta ripetutamente: “Perché non lo hanno fatto prima, dopo Charlie Hebdo?” chiede Pascal.
Sapevano e non ha fatto nulla … Con Valls, il Ministro degli Interni, cagnolino che fa gli occhi grandi per spaventare e Hollande che batte il ​​pugno sul tavolo, ma tutto cio tra due, tre settimane tornerà alla normalità“.

I nomi dei Ministri scaldano gli elettori con alcuni bersagli preferiti. Laurence, 48 anni s’innervosisce: “Belkacem, lei ha la doppia cittadinanza, ma non ha nulla a che fare con il Governo! Lei rappresenta la Francia, mi sconvolge! A questo punto dovrebbe prendere la cittadinanza francese. Taubira, stesso problema!
Pascal continua: “C’è un altro Ministro che è arrivato non molto tempo fa …“, “E ‘un nome impronunciabile“, ha detto il suo vicino Uhm, “Khomri … Che cosa sta facendo qui.?

Ma il peggio delle critiche è riservato a Francois Hollande. Carole prosegue : “Holande è come Bush, ha le mani sporche di sangue. Sapeva che c’era una minaccia dopo Charlie Hebdo. Doveva prenderne atto, ma no, gira in scooter per andare a fare le sue sveltine senza pensieri …
Poi non proteggiamo i nostri confini“, si indigna Laurence.”Sono aperto a tutti, tutti i migranti, che arrivano!“.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->