venerdì, Settembre 17

Francia al voto: tutto quel che c’è da sapere

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Domenica 47,5 milioni di francesi (di cui poco più di un milione sono i francesi residenti all’estero) torneranno alle urne per il ballottaggio per l’elezione del presidente della Repubblica. A sfidarsi nella corsa all’Eliseo: il centrista Emmanuel Macron (39 anni), candidato di En Marche, che al primo turno ha ottenuto il 24,1% delle preferenze, e la candidata dell’estrema destra, Marine Le Pen (48 anni), per il Front National, che lo scorso 23 aprile aveva ottenuto il 21,30% dei voti.

E’ la prima volta che il voto per le presidenziali si svolge in regime di stato d’emergenza, in vigore dal 13 novembre 2015, giorno delle stragi di Parigi rivendicate dallo Stato islamico. Più di 50.000 poliziotti, gendarmi e militari saranno dispiegati per garantire la sicurezza nel giorno dello scrutinio, di cui 12.000 nella capitale.

Sarà sicuramente una domenica con il fiato sospeso per l’intera Europa, e, oltre l’adrenalina, a farla da padrone sarà, pare, l’astensionismo.

Il primo turno, celebrato il 23 aprile, ha fatto registrare un tasso di partecipazione del 77,77%.
Se dal 1974 la partecipazione al voto è sempre stata più forte al ballottaggio che al primo turno delle presidenziali, quest’anno le cose potrebbero andare diversamente. Una parte degli elettori del primo turno potrebbe scegliere di non recarsi alle urne il 7 maggio prossimo. Se alcuni istituti azzardano previsioni, altri – come Elabe – hanno scelto di non fare stime sulla partecipazione concentrandosi invece sui possibili trasferimenti di voti tra il primo e il secondo turno dai candidati eliminati a quelli rimasti in lizza.

Tra gli elettori di Jean-Luc Mélenchon, Benoît Hamon e François Fillon -ma anche di candidati minori- molti potrebbero scegliere di votare scheda bianca o di non andare ai seggi al ballottaggio. Perché tra il candidato di En marche e quella del Front National la scelta ‘è impossibile’, secondo qualcuno. Stando ad un sondaggio Odoxa per ‘France Info‘ pubblicato oggi, alle urne dovrebbe recarsi il 75% degli aventi diritto, il tasso più basso dal 1969, quando al ballottaggio che oppose George Pompidou de l’Union pour la défense de la République e Alain Poher del Centre démocrate andò a votare meno del 70% degli iscritti.

L’astensione, dice il sondaggio, è più alta tra i simpatizzanti dei partiti a sinistra del PS, sostanzialmente gli Insoumis (34%) mentre raggiunge il 10% tra i simpatizzanti del PS e il 28% tra quelli della destra, spiega l’istituto, ricordando che il leader di la France Insoumise Jean-Luc Mélenchon ha preferito non dare indicazioni di voto per il secondo turno.

Indipendentemente dal tasso di partecipazione al voto, un candidato deve raccogliere la maggioranza assoluta dei suffragi. La scheda bianca, che permette di esprimere un rifiuto della scelta, non ha valore per il risultato percentuale. Il nuovo inquilino dell’Eliseo si insedierà al più tardi il 14 maggio: poche ore dopo lo scadere, alla mezzanotte del giorno precedente, del mandato di François Hollande.

I sondaggi in questa caldissima elezione francese si sono sprecati fino a tutt’oggi. Stando a un sondaggio Ipsos Sopra Steria, condotto per ‘Radio France‘ e ‘France Television‘, il candidato centrista Emmanuel Macron vincerà il secondo turno delle presidenziali francesi con il 61,5% dei voti, contro il 28,5% della leader del Front national Marine Le Pen. Il sondaggio è stato realizzato il 4 maggio con interviste a 2.632 persone.

Emmanuel Macron incassa l’effetto dibattito tv e allunga nei sondaggi contro Marine Le Pen. Nell’ultima giornata di campagna elettorale per le presidenziali francesi che si chiude stasera a mezzanotte, il candidato di En Marche! tocca quota 62% nelle intenzioni di voto dei francesi, mentre la leader del Front National si ferma al 38%, secondo il sondaggio realizzato dall’istituto Elabe per la tv ‘Bfmtv‘ e per ‘L’Express‘.

Altro sondaggio molto importante è quello che tende rispondere alla domanda con quale forze in Parlamento governerà il candidato che i sondaggi accreditano come vincitore, Macron. Nonostante En Marche! sia un movimento appena nato, dovrebbe riuscire ad ottenere la maggioranza in Parlamento, alle prossime elezioni legislative, ai danni dei partiti tradizionali in Francia. Questo il risultato di un sondaggio Opinionway, che assegna al partito di Emmanuel Macron fra 249 e 286 seggi, contro i 200-210 della destra. Il Front National otterrebbe fra i 15 e i 25 seggi, la sinistra socialista -che ha governato negli ultimi 5 anni- fra 28 e 43, quella radicale di Jean-Luc Melenchon fra 6 e 8.

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