venerdì, Ottobre 22

Francesco Pazienza: ‘Io lavoro ancora’ field_506ffbaa4a8d4

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Parliamo di Calvi.

Calvi tecnicamente era anche bravo, però fondamentalmente era un cretino.

Cioè è finito in una cosa più grande di lui?

No, ci si è messo in una cosa più grande di lui, perché quando fece l’accordo con De Benedetti a me non disse niente.

Lei ne era all’oscuro?

Assolutamente. Mi chiama l’avvocato Calogero Calì di Milano, dello Studio Calì-Jaeger-Molinari, all’epoca era uno dei più quotati. E mi dice: “Francesco, ma tu lo sai cosa sta succedendo tra Calvi e De Benedetti?”, “No, cosa sta succedendo?”, “Abbiamo fatto un’operazione, abbiamo ceduto una società, De Benedetti non aveva un centesimo, hanno dovuto fare tutta un’operazione semi-bidone in maniera che De Benedetti poi dava a Calvi”. Praticamente De Benedetti è entrato nel Banco Ambrosiano con i soldi che gli ha prestato Calvi. Va bene? Allora io sono andato a Milano immediatamente e gli ho detto: “ma cosa stai facendo”, e lui: “No, no, no”. Io gli ho detto “guarda so tutto”, e lui mi dice: “Sai, De Benedetti è molto vicino al Partito Comunista”. Gli ho detto “Ti sei comprato la pistola con cui ti sparerai”.

E invece è finito appeso…

Si è impiccato, ma anche quello lì è da vedere. Da vedere. Sono i famosi misteri d’Italia, che nessuno…

Nemmeno Francesco Pazienza?

No, non lo so come sia finito veramente.

A metà maggio Ali Ağca, con cui lei ha avuto a suo tempo a che fare, ha telefonato a ‘Chi l’ha visto?’ intervenendo sul caso di Emanuela Orlandi, la ragazza e cittadina vaticana misteriosamente scomparsa nel 1983. Federica Sciarelli, la conduttrice, è stata molto netta: “O lei ci dà delle prove concrete o queste sono buffonate”. Il che, per inciso, vale per ogni affermazione, da chiunque provenga.

[ Ride] Lasci perdere, sinora Ağca ha già dato ventiquattro versioni differenti.

Si è fatto un’idea su questa storia?

Ventiquattro versioni differenti… Ma lo sa che mi hanno fatto fare un confronto con Alì Agca? L’ho rovinato. L’ho massacrato. L’ho massacrato.

Perché lei cercava di capire se sapeva qualcosa di vero sul caso?

No, perché siccome lui ad un certo momento disse che per il caso della Bulgarian Connection io ero andato in galera assieme a Ledeen e gli avevo suggerito la cosa. Peccato che io, in quel periodo, vivevo negli Stati Uniti. L’ho massacrato.

Quindi è patologicamente un bugiardo. Ağca intendo.

No, no attenzione non è un bugiardo, è un uomo, era un ragazzo, intelligentissimo. E lui deve sapere delle cose per cui lo hanno tenuto in vita, perché uno che fa un’operazione del genere dopo mezzora è ammazzato, morto.

E allora…

Non ho la minima idea, una cosa è certa, i russi non c’entrano nulla. Perché io adesso sono amico dei russi, per loro sono ‘Tovarish F.’ e giustamente loro mi hanno detto: “Se noi volevamo ammazzare il Papa lo avremmo fatto. In uno dei suoi viaggi africani piazzavamo uno dei nostri tiratori scelti ad un km e lo facevamo secco, si può pensare che mandavamo uno spostato così in piazza San Pietro?”.

Quindi chi lo ha mandato uno ‘sposato così’ in piazza San Pietro?

Non lo so e non mi piace aggiungere alle sciocchezze altre sciocchezze, sicuramente non ha agito da solo.

Senta Pazienza, ci sono state cose di cui l’hanno accusata e per cui l’hanno anche condannata in via definitiva. Prima a tre anni (nel 1993) per il crac del Banco Ambrosiano del 1982, poi sono venuti i dieci (nel 1995) per il depistaggio successivo alla strage del 1980 alla Stazione di Bologna. E dodici anni di pena effettivamente scontata. Esatto?

Sono dodici effettivi, e mi hanno fatto fare 4 anni d’isolamento, perché mi hanno messo in 41bis perché non volevano che io facessi un’intervista sul libro che stava uscendo che era ‘Il disubbidiente’.

Ecco. Oggi quest’uomo – che lei ha definito/auto-definito ‘cattivo’, e noi ci guardiamo bene, invece, dall’esprimere giudizi, tanto più se morali, almeno in questa sede – quale potere gestisce in questa fase storica?

Io? nessuno, zero.

 

(Continua domani)

 

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