domenica, Settembre 19

Francesco Pazienza: gli amici russi, il potere I sovietici, Putin, Trump, Solidarność, Berlusconi, la Terza Repubblica fatta di dilettanti allo sbaraglio

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Ripassare -o ricostruire- il passato per capire il presente. Francesco Pazienza ci ha dato, nella prima parte di questo ampio e per lui inusuale colloquio (‘Francesco Pazienza. ‘Io lavoro ancora’’ del 23 maggio 2016), qualche elemento sugli anni ’80, che lo hanno visto protagonista. Proseguiamo…

 

Riprendiamo dai protagonisti politici di questi anni, da Tangentopoli all’ingresso in scena della Lega e di Berlusconi con il passaggio alla Seconda Repubblica. E poi l’entrata in scena dei Cinque Stelle che potremmo dire segnano il passaggio alla Terza.

Dilettanti allo sbaraglio, sono tutti dilettanti allo sbaraglio.

 

E delle riforme costituzionali?

Senta, in tutto il mondo si fanno le riforme, ed è inutile che Benigni dica della nostra Carta «La più bella del mondo», è una Costituzione rispettabilissima che però è nata tra 1946 e il 1947, da allora il mondo è cambiato. Gli americani usano gli emendamenti alla Costituzione, i francesi addirittura l’hanno rifatta dalla prima alla seconda guerra mondiale, Renzi non ha torto. Il bicameralismo perfetto veniva usato solo per fare ricatti. Secondo me hanno fatto bene. Anche perché è una Costituzione del 1946-47, bellissima per quel periodo, ma oggi i tempi son cambiati. La forza della Chiesa cattolica qual è?

 

L’adattamento ai tempi?

Bravissima. L’Islam è fermo ancora a Maometto.

 

Lei ha parlato della Russia, cosa pensa delle sanzioni che sono state imposte causa il problema Crimea?

Le sanzioni alla Russia sono una porcheria. Il problema sa qual è? Che il signor Vladimir Putin è uno che, scusi la volgarità, ha quarantaquattro paia di balle. Perché fino a quando non c’è stato Putin, la Russia, la grande madre Russia, era diventata una barzelletta.

 

Dunque?

Senta, allora lei mi dia una spiegazione del perché il patto di Varsavia è stato sciolto e la NATO esiste ancora?

 

Me lo dica lei.

Perché noi facciamo ancora gli interessi degli americani. Noi siamo ancora a fare interessi degli americani. La Crimea è stato un regalo di Kruscev e solo sessant’anni fa. In quei posti la stragrande maggioranza della popolazione è russa, non si sentono ucraini.

 

Quindi, l’Europa sbaglia?

Come diceva Talleyrand «Peggio del crimine è l’errore».

 

Quindi è un errore quello che sta facendo l’UE?

Una pagliacciata. Il futuro dell’Europa è con la Russia, non è con gli Stati Uniti. In Russia non sanno neanche quello che hanno sotto terra. Noi non abbiamo niente, non abbiamo neanche il gas da mettere in un accendino. Il futuro dell’Europa non è con gli Stati Uniti, è con la Santa Madre Russia. Le racconto una cosa. Il 27 gennaio c’è stata, a Milano, in un grosso studio di avvocati d’affari, vicino a Via Monte Napoleone, una conferenza del Granduca George Romanov, che è il pretendente al trono di Russia, grande amico di Putin, tanto è vero che quando Putin parla ufficialmente ha due bandiere dietro, una è quella della Russia e l’altra è quella dell’aquila bicefala dei Romanov. Ad un certo punto mi sono alzato, lui era molto diplomatico, e ho detto “Signori, ma qui stiamo facendo ancora dei discorsi su questi buffoni degli americani? Stiamo facendo ancora il discorso della Nato?”. Il nostro futuro è con gli americani? Se adesso abbiamo anche Donald Trump come Presidente siamo a posto.

 

Ci aveva già detto di avere un forte legame con l’attuale Russia, lo vuole ribadire….

Io ho una grande ammirazione per Vladimir Putin e i russi, con cui c’è un rapporto fatto di profondo rispetto reciproco, molto meno per gli americani, anzi, nessuna ammirazione per loro.

 

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