sabato, Ottobre 23

Francesco, le radici, il futuro field_506ffb1d3dbe2

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Reduce dal suo periplo nordamericano, Francesco ha ormai marcato non solo e non tanto il proprio Pontificato, quanto un’Epoca. Ed il nostro uso, quasi l’abuso, di maiuscole è in questo caso giustificato. Certamente voluto.

Tale e tanta è la messe di cose messe ad effetto, che facciamo un passo indietro per riprenderne la prospettiva. Al ‘Discorso della Montagna‘, pronunciato a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, il 9 luglio scorso. Un intervento, quasi un altro documento papale, che dava contenuto e prospettiva a tutto il suo impegno civile e sociale. E quanto, rivoluzionantemente, ha detto ora ne è la quasi normale conseguenza.

Voi siete seminatori di cambiamento”, aveva ‘lanciato’ ai rappresentanti dei Movimenti popolari incontrati in quella ‘Santa Croce della Montagna’. ‘Il Discorso della Montagna’ di Jorge Mario Bergoglio, sulle orme dell’altro che il suo capo e predecessore, Gesù di Nazareth, tenne su di un poggio nei pressi di Cafarnao a nord del Mar di Galilea, quasi 2.000 anni fa, va preso come la pietra angolare su cui tutto poggia. Segna la storia e dà prospettive di reale impegno, tanto più in tempi in cui l’altro da sé è il grande assente. In cui legoismo personale e sociale è divenuto quasi unica misura di tutte le cose, anche all’interno dei grandi movimenti di cambiamento, per non parlare della riduzione ad ideologia delle religioni e dello stesso messaggio della Chiesa Cattolica.

Contro questo il Papa parla, indica, agisce. Antimontalianamente, però, non si limita a dire “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, ma indica una prospettiva concreta. In piena continuità con tutta la storia della Chiesa, ma facendo reirrompere, qui ed ora, la forza sconvolgente dell’annuncio primigenio: “L’altro da me è un valore, non uno strumento”. Un annuncio, appunto, una buona novella, un ‘eu angellion’, un evangelo, un Vangelo dunque, che rimette tutto in discussione. E riporta la speranza, al di là del riduttivismo di chi ritiene di appiattire le sue sconvolgenti parole, ed azioni. Ad esempio all’iconografia caricaturale della consegna da parte del Presidente boliviano Evo Morales del Gesù ‘crocifisso su Falce e martello’. Altro, ben altro e ben più, dice Francesco. E ha detto, e dirà. Ha tante cose ancor da raccontare, e da fare, per chi vuole ascoltare e con lui operare. (Quanto a tutto il resto…). Lasciandosi sconvolgere dalle sue parole, senza rimanere attaccato alla difesa dei propri vecchi schemi masturbatori, siano quelli di una rivoluzione fallita o di una controrivoluzione permanentemente praticata da chi difende i propri interessi all’insegna di ‘spada e vangelo’. Francesco sta mettendo in campo una svolta che resterà. “Qualcosa di nuovo, anzi dantico”.

“Questo ci tocca, ci commuove e cerchiamo l’altro per muoverci insieme. Questa emozione fatta azione comunitaria non si comprende unicamente con la ragione: ha un ‘più’ di senso che solo la gente capisce e che dà la propria particolare mistica ai veri movimenti popolari”, sostiene Bergoglio, ed è il cuore del suo messaggio. E poi: “Nessuna famiglia senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessun popolo senza sovranità, nessuna persona senza dignità, nessun bambino senza infanzia, nessun giovane senza opportunità, nessun anziano senza una venerabile vecchiaia”.

Solo un ‘peccato‘: Francesco è troppo grande per questo nostro miserello Strapaese delle Meraviglie. Però siccome, in realtà, il coraggio anche chi non ce l’ha può darselo, non ci starebbe male un nostro sussulto d’orgoglio.

 

Dunque, ricapitolando questi giorni di Settembre ed Ottobre 2015

da Lunedì 28 Settembre a Venerdì 2 Ottobre

 

Lunedì 28

Il Papa torna dal suo viaggio. Ha parlato a Cuba, Stati Uniti, Nazioni Unite. Prosegue a farlo sull’aereo di ritorno. E dopo.

Martedì 29

Mercoledì 30

Giovedì 1 Ottobre

Venerdì 2

E poi

Sabato 3 e Domenica 4

Continua l’impegno di Francesco. C’è chi gioisce e chi (molti) no. Peggio per loro.

E la prossima settimana

da Lunedì 5 a Domenica 11 Ottobre

E mica smette…

E così ecco avviato, con Ottobre, l’ultimo trimestre del 2015. Che non tornerà mai più, purtroppo o per fortuna. Inguaribilmente ottimisti: purtroppo.

 

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